La fortuna è cieca, ma la sfiga ci vede benissimo. E’ una di quelle battute tipiche da diario del liceo di una ventina d’anni fa, ma adesso gli si potrebbe appiccicare a fianco l’adesivo di HRC, Honda Racing Corporation. Inutile girarci intorno: per la Honda è la giornata delle pessime notizie, quasi un bollettino di guerra da Sepang dove sono in corso i test privati sul nuovo prototipo per la MotoGP 2027. Partiamo dalle ferite vere: Aleix Espargarò è all'ospedale CU Aurelius con quattro vertebre fratturate. Ha già rassicurato tutti dal suo letto d’ospedale, dice che il midollo è salvo, che "tornerà", ringrazia la moglie Laura volata dall'altra parte del mondo e lo staff Honda che lo ha coccolato.
La realtà, però, è cinica e se ne frega di Instagram: quelle quattro fratture vertebrali sono un problema grosso sullo sviluppo di una moto che ha un bisogno disperato di chilometri e di sensibilità. A prendersene cura, per un bel po’ di tempo, non potrà essere l’ex capitano di Aprilia, visto che ora sarà trasferito e lo aspettano la Quirón Dexeus di Barcellona, i ferri dei luminari e l'incognita di un recupero che, a 35 anni suonati, non è scontato.Ci sono collaudatori fatti per il metodo e la calma che servono nello sviluppo e altri che sono rimasti piloti: Honda aveva scelto Espargarò proprio per questa seconda caratteristica, ma adesso è tutto da rifare di nuovo e i tempi sono quelli che sono.
Se il corpo di Aleix è ammaccato di brutto, il morale del reparto corse giapponese è letteralmente sotto i tacchi anche per quello che è, a tutti gli effetti, un divorzio tecnico brutale. Kurt Trieb, il guru, l'uomo che ha fatto nascere e andare forte la KTM RC16 e che Honda aveva voluto a tutti i costi e a suon di assegni pesantissimi, ha deciso che il sushi non gli piace più. Anzi, forse non gli è piaciuto proprio mai. Non tanto per il sapore che ha, ma per come in Honda te lo servono: sempre troppo freddo. La storia tra l'ingegnere e il colosso giapponese è durata poco più di qualche mese.
Trieb rescinde il contratto e torna a casa, a Mattighofen. A 62 anni, con una carriera che parla per lui, Trieb ha capito che l'integrazione tra la vecchia scuola degli ingegneri europei e la rigidità gerarchica di HRC era un esperimento fallito in partenza. Doveva guidare il progetto dei nuovi motori 850 cc per il 2027, doveva essere il ponte tra l'Europa e il Giappone lavorando comodamente da una base tecnica nel Vecchio Continente, ma quella promessa s’è persa nei tempi generalmente lunghissimi che in Giappone ci si prende prima ce ogni proposito si trasformi in concretezza. Trieb torna in KTM, dove troverà ad attenderlo i ragazzi che ha svezzato vent'anni fa e un ambiente che parla la sua stessa lingua.
Per la Honda, inutile fare finta di no, è un disastro d'immagine e di sostanza. Aver perso il "guru rubato agli altri” è pesante. E adesso ci sarà da fare a meno anche del collaudatore di riferimento. Trieb è definitivamente andato, Aleix Espargarò dice che tornerà, ma c’è da capire dove sta davvero la Honda dopo anni tremendi e mosse sul mercato che, almeno fino a oggi, avevano lasciato intendere che la rotta stava tornando a invertirsi con il chiaro obiettivo di ritornare a essere i più vincenti della MotoGP.