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3 novembre 2025

I problemi tra Bagnaia e Ducati (e il talento di Marquez) stanno nascondendo la più grande verità di questa MotoGP

  • di Cosimo Curatola Cosimo Curatola

3 novembre 2025

Il risultato più sorprendente di questa MotoGP 2025 non è Marc Marquez che torna a vincere dopo cinque anni e nemmeno l’Aprilia che si presenta come unica, vera rivale credibile per Ducati. Anzi, a dirla tutta è il contrario

Foto di Ansa

I problemi tra Bagnaia e Ducati (e il talento di Marquez) stanno nascondendo la più grande verità di questa MotoGP

Se dovessimo riassumere la MotoGP 2025 alla svelta, il più possibile, probabilmente la storia sarebbe più o meno questa: Marc Marquez vince il mondiale con una superiorità imbarazzante, Aprilia cresce forte con Bezzecchi e si tiene Martín, Bagnaia soffre, Acosta e Quartararo non vincono neanche una gara ma Zarco sì.

Nel finale di stagione poi, complice un Marc Marquez a casa in recupero, il racconto è stato tutto incentrato sulla crisi di Pecco Bagnaia e Ducati: il test a Misano, la vittoria in Giappone, i gravi problemi in Indonesia e Australia e per chiudere la Malesia, che in qualche modo avrebbe potuto essere un’altro Giappone.

Si è parlato poi, fortunatamente, della crescita esponenziale di Aprilia: fino all’anno scorso le tappe asiatiche erano state un problema a Noale, dove un po’ per la conformazione dei circuiti e un po’ per il peso di una stagione lunga e complessa i risultati tendevano a calare. Non quest’anno, almeno fino alla Malesia, perché da un lato Marco Bezzecchi si è mostrato sempre veloce e dall’altro Raul Fernandez ha vinto il suo primo GP e quello di Trackhouse, dimostrando che la RS-GP può arrivare in alto anche con il team satellite.

Eppure il grande, enorme racconto mancato è ancora quello di Ducati che al netto di titolo piloti, costruttori e team ha fatto qualcosa di ancora più grande: ha rimesso in piedi Marc Marquez. Il che sembrerebbe semplice visto il talento dello spagnolo e la sua voglia di tornare in alto, eppure la grande verità di questa MotoGP è che oggi per vincere un titolo mondiale hai bisogno di una Desmosedici. La cosa è ancora più impressionante se pensiamo alla fatica fatta da Marc con la Honda, la casa più vincente e ricca in griglia.

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Marc Marquez vince il 9° titolo mondiale in Giappone, a Motegi.

Gigi Dall’Igna si è dimostrato un grande stratega. Ha preso Marc Marquez, la nemesi di una carriera, e l’ha fatto pagandolo poco o niente grazie alla sua risorsa più importante, la moto. Soprattutto l’ha fatto con una naturalezza tale che sembra quasi che nessuno se ne sia accorto. Invece non è un’operazione banale o scontata, tantomeno semplice, a maggior ragione se consideriamo di cosa sia capace la Honda e il legame instaurato tra Marc e i giapponesi.

Far rinascere un pilota in maniera così decisa è stata una dimostrazione di forza enorme da parte della Ducati e il fatto che sembri scontato rende tutta l’operazione ancora più grande. Come se non potesse essere altrimenti perché ehi, la Ducati è la Ducati. La moto più veloce al mondo. Inutile dire che non era mai stato così, che il Giappone è il Giappone e l’Italia è quella che ci prova. Oggi una di queste due cose è cambiata: l’Italia è l’Italia. Ma l’Italia è pure quella che ci prova, perché l’Aprilia di oggi è la Ducati di ieri. Di certo non sarà così per sempre, tanto vale godersi il panorama dall'alto.

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