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17 maggio 2021

Il Corriere Romagna attacca Andrea Dovizioso: “Una primadonna al tramonto”

  • di Cosimo Curatola Cosimo Curatola

17 maggio 2021

"Andrea Dovizioso non può più aspettare, perché l’Aprilia ha dimostrato tutto il possibile ed altre strade per tornare in MotoGP non ce ne sono". Il Corriere di Romagna attacca duramente il forlivese, invitandolo a decidersi sul suo futuro. Ma il suo manager in qualche modo ha già risposto: "E se avessimo già firmato"?
Attacco de Il Corriere Romagna ad Andrea Dovizioso: “Una primadonna al tramonto”

Ne avevamo parlato qui su MOW dopo i test al Mugello: Andrea Dovizioso deve decidere che fare del suo futuro, perché alternative in un suo ritorno in MotoGP non ce ne sono e l’Aprilia ha dimostrato il suo interesse in tutte le maniere, oltretutto con una moto sempre più competitiva. Il gioco delle parti, in quella che sembra una trattativa lunga ed estenuante tra la Casa di Noale e Simone Battistella, manager di Dovizioso, non può certo durare per sempre. E il Corriere Romagna attacca duramente l’ex pilota Ducati (in un articolo a firma di Matteo Miserocchi) titolando: “Una melina da primadonna al tramonto: questo non è il Dovizioso che hanno amato i tifosi”. Nell’articolo è scritto che al Dovi è permesso tutto, ma non il prolungamento di un'attesa ormai estenuante: “Se dovesse decidere di ritirarsi farebbe bene ugualmente - è la conclusione - come tifosi ci spiace, ma a 35 anni si possono volere altri traguardi. Quello che non si sopporta è questa melina da primadonna al tramonto: ce la risparmi. Non la meritano i suoi tifosi, Aprilia e la sua stessa storia sportiva”.

Ma Andrea ha sempre avuto bisogno di analizzare le situazioni, pensare e poi agire, e se è vero che è anche così che si vincono le gare - e si sviluppano le moto - è altrettanto vero che prendersi dei rischi resta fondamentale. Nell’articolo si legge poi che: “All’orizzonte si vedono giovani piloti forti, che già eccitano fantasia e desideri dei manager e non solo. Avete presente Pedro Acosta? La generazione di Dovi è più fuori che dentro al paddock: Dani Pedrosa, Mika Kallio e Cal Crutchlow, con il “gemello” del Dovi, quel Jorge Lorenzo con cui il forlivese ha lottato una vita (sportiva), a godersi Lugano o stupendi luoghi esotici. Luigi Dall’Igna, boss tecnico di Ducati Corse, ha scelto di non credere più in Andrea, perché considerava che il 'gioco non valesse la candela': semplificando che Dovi costasse tanti milioni e avesse dato il meglio".

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Un attacco senza mezze misure quindi, anche se verosimilmente l'obiettivo è quello di spronare il pilota a prendere in mano la situazione. Il casco di Andrea non ha più i due cavalli sul casco, anche se li ritroviamo sul cupolino della RS-GP a mò di Yin e Yang: razionalità e istinto. Ora glielo stanno dicendo tutti: sali sul cavallo nero, a quello bianco ci penserai poi.

Va anche detto però che il Dovi, a quanto ne sappiamo, potrebbe anche avere già firmato (come ha suggerito il suo manager Simone Battistella ieri) e che l’annuncio non sia ancora stato fatto per un discorso di comunicazione: il sapore di un comunicato stampa in un mercoledì di pioggia è tutt’altra cosa rispetto ad una presentazione vera e propria in un weekend di gara. Che potrebbe essere a Misano, dove ci sarà il terzo test, ma anche al Mugello tra due settimane.

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