La MotoGP ha lavorato a lungo per tornare in Brasile dopo vent’anni. E ha fatto bene, d’altronde uno dei popoli che riescono meglio a celebrare il motorsport, a maggior ragione se uno come Diogo Moreira si presenta in conferenza stampa con un casco replica di Aytron Senna. E se un altro, Franco Morbidelli, ha portato in circuito quella parte di famiglia che non lo ha mai visto correre. Il layout del circuito è piacevole, la pista velocissima e il fatto che sia anche piuttosto breve ha portato gli organizzatori a fissare la durata del GP a 31 giri.I problemi però sono iniziati presto, anzi prestissimo. Mercoledì il circuito è stato colpito da una violenta alluvione che ha messo in seria difficoltà le infrastrutture, a partire dall’asfalto del circuito e continuando con il resto del paddock. In rete hanno cominciato a girare foto spaventose, con una densa fanghiglia arancione a ricoprire la pista. Qualcuno ha cominciato a pubblicare le foto, qualcun altro ha parlato di scatti realizzati con intelligenza artificiale. Le informazioni da parte del MotoGP Sports Entertainment Group, che ha preso il posto di Dorna, sono a zero. Zero articoli, zero notizie, zero video. Zero risposte ai tantissimi giornalisti che non sono partiti per la trasferta a causa dei costi altissimi da sostenere in loco, perché in zona c’è stato un rincaro folle dei prezzi per quanto riguarda gli hotel, cosa che succedeva - in misura minore - anche a Termas de Rio Hondo.
Non solo: quando un utente Reddit (su r/motogp) ha provato a commentare l’alluvione, il topic è stato chiuso dai gestori, almeno finché non avesse dimostrato che si trattasse di notizie confermate. Agli amici di TrollGP (che inizialmente avevano dato l’alluvione per falsa) è pure arrivato un video di un ragazzo che tranquillizza gli utenti e parla di “gravi notizie false sulla MotoGP a Goiania”.
Eppure, a giudicare dalle immagini di chi la pista l’ha pulita e dei giornalisti lì presenti, l’alluvione c’è stata eccome. Basta notare (anche nel video di smentita pubblicato da TrollGP) come buona parte del guard rail abbia ancora bene in vista evidenti tracce di terra e fango. I brasiliani sono stati bravissimi a sistemare il circuito e anche di più a progettarlo, perché il drenaggio è stato ottimale, eppure ora rimangono due problemi: il primo è di tipo tecnico, perché a quanto pare pioverà ancora e vivere un weekend di gara normale sembra impossibile, il secondo lo si potrebbe addirittura definire etico.
Sembra quasi che dal Brasile qualcuno si stia adoperando per nascondere quest’alluvione sotto al tappeto, per far sì che non se ne parli insomma, che nessuno si spaventi. Perché? Organizzare la MotoGP nel proprio Paese è costoso e, forse, i benefici turistici non sono quelli a cui anelava l’amministrazione, la quale verosimilmente avrà una controparte politica pronta a rimarcare gli insuccessi dell’operazione. E poi, più si parla di alluvione meno biglietti si vendono da oggi a domenica. Ma davvero manca il pubblico? È difficile dirlo, bisognerà aspettare il venerdì mattina. Nelle gare asiatiche capita spesso, anche per questioni di facciata, che gli organizzatori regalino i biglietti della domenica per mostrare il pubblico sugli spalti, eppure se le motivazioni potrebbero essere anche diverso. Di certo né la MotoGP Sports Entertainment né tantomeno gli organizzatori vogliono restituire l’immagine di un GP mal organizzato, per non dire disastroso, tuttavia dovranno fare i conti con una pista sporca e possibili problemi con le gomme, oltre all’eventualità non del tutto da escludere che si presenti un’altra alluvione. Mentre scriviamo la pioggia batte forte, anche se stamattina i piloti hanno potuto sfilare all’ingresso del paddock con le bandierine del Brasile in mano e un bel sole sopra la testa, cosa che ci auguriamo di continuare a vedere nei prossimi giorni. Di certo c’è che la gestione di questa storia è stata poco trasparente, quasi incomprensibile. Ed è solo giovedì.