Battere il ferro finché è caldo. Queste probabilmente le parole che risuonano nella mente di Oleksandr Usyk. L'ucraino ha unificato le cinture dei pesi massimi nel 2024, centrando un'impresa che mancava da oltre vent'anni. Ma il tempo non fa sconti e a gennaio prossimo compirà quarant'anni: gli restano poche cartucce da spararsi. E allora “pecunia non olet” dicevano i latini, e anche per il buon Usyk è arrivato il momento di monetizzare. Qualche giorno fa nella puntata del podcast Inside The Ring, prodotto dalla rivista The Ring e con Devin Haney come ospite co-conduttore, Usyk ha svelato il suo piano prima del ritiro. “Quanto a lungo starai ancora nella boxe?” gli chiede Haney. “Tre” risponde il campione. Tre anni? “No no, altri tre match”. Tre incontri, poi basta. Un ultimo ballo in tre atti. Il primo è già noto e annunciato, ed è, per molti appassionati, una vergogna tanto quanto i match di Jake Paul. Usyk affronterà Rico Verhoeven, kickboxer olandese fra i migliori di sempre, in un match alle Piramidi di Giza. Ovviamente tutto riccamente finanziato dallo sceicco Turki Al-Sheikh. Beh, quantomeno Jake Paul prima di combattere contro Anthony Joshua qualche match di pugilato lo aveva fatto. Per Verhoeven sarà il primo incontro di boxe della carriera. O meglio il secondo, dopo un match nel 2014 contro un ungherese dal record di 0-5. Ma non è tutto, qui in palio ci sarà addirittura la cintura Wbc di Usyk. E pensare che c'è chi da anni scala il ranking, per poi vedersi scavalcato da un kickboxer. Il potere dei soldi, e più che Usyk qui è la Wbc che dovrebbe vergognarsi.
L'annuncio di Usyk però continua: “Poi voglio combattere con il vincitore del match tra Daniel Dubois e Fabio Wardeley. Il terzo è il mio amico 'greedy belly' Tyson Fury”. Insomma un tentativo di riappacificarsi con la boxe con un match vero, quello con il vincitore della sfida fra due dei migliori massimi in circolazione. E poi il gran finale, il terzo atto di una serie leggendaria con Tyson Fury, che prima però affronterà il gigante russo Makhmudov. Confermate dunque le aspettative, Tyson è tornato dal ritiro per una rivincita contro Usyk. O per incassare le ultime borse... E se anche Usyk, quello che sembrava l'atleta senza macchia, si lascia sedurre dai money fight, allora è proprio vero che nella boxe moderna nessuno è senza peccato. E in un mondo costantemente in bilico fra show e sport, quando la carriera è agli ultimi giri, anche i puristi finiscono per accettare le regole del gioco. Questa la strada tracciata da Oleksandr Usyk fino al ritiro, che nella boxe odierna, si sa, non è mai definitivo...