Tyson non ti crede più nessuno. Ormai il comeback di Fury dopo il ritiro è più telefonato della vittoria dei buoni nei cartoni animati. Era già successo cinque volte, tutto e il contrario di tutto, ritiri, ritorni, già dopo il primo “ritiro” diceva: “Giusto per chiarire che non sono di cattivo umore o altro. Mi sono ritirato al 1000000% e, qualunque cosa accada, non combatterò mai più!”. Beh, era il 2013 e direi che è andata diversamente. L'ultimo “ritiro”, avvenuto dopo l'ultima doppia sfida persa contro Usyk, sembrava quello definitivo. Fury ha 37 anni, 7 figli, non ha bisogno di soldi, sembrava essere arrivato il momento della pensione. Ma il richiamo del ring è forte e già il 4 gennaio ha annunciato il suo rientro nel quadrato. Si è allenato in Thailandia mentre si rincorrevano le voci, più o meno fantasiose, sui suoi possibili avversari. Poi è arrivato l'annuncio nella giornata di oggi, Tyson Fury affronterà il russo Arslanbek Makhmudov l'11 aprile in diretta su Netflix.
Chi è Arslanbek Makhmudov?
Neanche Guy Ritchie sarebbe riuscito a partorire uno scontro del genere. Due pazzi al confronto in una versione postmoderna di Rocky 4. Da un lato Fury, il re zingaro, il grande pugile, uscito dal tunnel dell'alcol e della droga. Dall'altro non più il biondissimo Ivan Drago, ma un gigante caucasico di quasi 2 metri. Se vi chiedessi di immaginare un russo dall'aspetto cattivo probabilmente vi verrebbe in mente Makhmudov. Proveniente dall'Ossezia del Nord, regione della Russia facente parte di quella terra, il Caucaso, che è un'autentica fabbrica di fighter. Zero fronzoli, altissimo, la faccia austera, di quelle che sembrano non sorridere mai, gli occhi glaciali, fermi e infossati nelle orbite. Come da buona tradizione russa è stato un ottimo dilettante con più di 200 incontri. Il giornalista dell'Indipendent Steve Bunce lo ha descritto come uno che: “Sembra che si potrebbe mangiare un cavallo al galoppo”. Si fa chiamare il leone ma forse l'animale che più gli si addice sarebbe un orso. Proprio contro un orso si è fatto riprendere a combattere, sì avete capito bene, durante un allenamento. Certo non il classico salto della corda... Fra i suoi metodi di allenamento poco ortodossi poi c'è anche la pratica di farsi prendere a martellate l'addome con una mazza. Condizionamento estremo. Ma probabilmente queste sono più tattiche per impaurire l'avversario, come se già l'immagine non bastasse. A contribuire ancora di più ci sono le statistiche, 19 ko su 21 incontri vinti, una macchina da ko.
Ma può impensierire Tyson Fury? Sicuramente Gypsy King perderà uno dei suoi grandi vantaggi, l'altezza. I due infatti si equivalgono come stazza. Ma il russo non è imbattibile, anzi. Non ha mai affrontato avversari di livello top e conta già due sconfitte, una contro Agit Kabayel e un'altra contro il nostro Guido Vianello. Entrambi i match sono stati dominati dagli avversari del russo e vinti per ko tecnico. Makhmudov soffre poi sicuramente una certa lentezza e una tecnica non al livello di quella di Fury. L'impressione è che il russo possa essere un avversario di riscaldamento per Tyson prima di ritornare a calcare i grandi palcoscenici. L'upset però si sa, è dietro l'angolo, e spalancherebbe al russo le porte della grande boxe. Intanto è sicuramente un incontro che già sta generando hype e attenzione. Il ritorno, l'ennesimo, di Tyson Fury sul ring.