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Il nuovo motore Ferrari è l’unico a non aver ancora avuto problemi in pista? Sì, ma è troppo presto per fare pronostici

  • di Luca Vaccaro Luca Vaccaro

  • Foto di copertina: Scuderia Ferrari

27 gennaio 2026

Il nuovo motore Ferrari è l’unico a non aver ancora avuto problemi in pista? Sì, ma è troppo presto per fare pronostici
La nuova era della Formula 1 è iniziata a Barcellona, sorprendendo un po’ tutti: pochissimi problemi patiti in pista dalle vetture, con tanti chilometri già macinati da ogni squadra. E nonostante l’unico motore a non essersi ancora fermato in queste prime uscite del 2026 sia quello della Ferrari, ecco perché è ancora troppo presto per fare pronostici

Foto di copertina: Scuderia Ferrari

di Luca Vaccaro Luca Vaccaro

I test meno a porte chiuse della storia sono ufficialmente cominciati a Barcellona, così come le prime ipotesi e considerazioni in vista della nuova stagione. E al contrario di quanto si temeva, le squadre hanno già macinato parecchi chilometri senza grossi problemi. Un solo motore, però, fin qui non si è ancora fermato nemmeno per un attimo: è quello della Ferrari che, peraltro, aveva già girato senza registrare noie tecniche a Silverstone e Fiorano, in occasione degli shakedown di Cadillac, Ferrari e Haas. Una buona notizia, ma da non sopravvalutare.

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È vero, in Spagna Mercedes, Red Bull-Ford e Audi qualche stop lo hanno pagato, ma nulla di troppo preoccupante: ce lo si aspettava, soprattutto davanti a una rivoluzione senza eguali. E poi, i test servono proprio a girare, provare e comprendere punti di forza e di debolezza, come confermato dalle parole di Gabriel Bortoleto dopo essere stato costretto a interrompere il proprio lavoro al volante dell’Audi R26: “Come previsto per uno shakedown, abbiamo riscontrato un paio di problemi che hanno limitato la nostra esperienza, ma questo fa parte del processo ed è esattamente il motivo per cui siamo qui”.

Al contrario, c’è da rimanere meravigliati davanti ai risultati ottenuti da ciascun motorista, visto soprattutto quanto successo in passato: il “Non è il 2014!” di George Russell pronunciato ai canali ufficiali di Formula 1 a fine giornata, infatti, allontana la paura più grande per tutti, quella di rimanere per davvero più tempo fermi ai box che in pista. E in tal senso, la sorpresa è sicuramente l’inizio dei motori Red Bull-Ford, tanto da stupire persino chi il progetto l’ha seguito e lo segue tutt’ora da vicino: “La power unit lavora bene. Non è perfetta, ma non ci aspettavamo lo fosse”, ha spiegato Mattia Spini, chief race engineer di Racing Bulls come riportato da Motorsport.com. “Abbiamo certamente bisogno di lavorare su diversi aspetti, ma stiamo facendo molto bene insieme”. 

Red Bull F1 Barcellona
La Red Bull di Isack Hadjar in pista a Barcellona, 2026. Red Bull

Lo stesso discorso vale per Mercedes, come ribadito dal commento di Kimi Antonelli una volta sceso dalla W17: “I team di Brackley e Brixworth hanno fatto un ottimo lavoro per portarci sin qui, sviluppando e costruendo una macchina capace di completare oltre 150 giri nel suo primo vero giorno di test. Siamo però ancora all’inizio e nei prossimi giorni scopriremo aspetti da migliorare”.

È stato un inizio positivo per tutti, non solo per la Ferrari. E fare pronostici in questa primissima fase è impossibile proprio perché ognuno lavora in maniera differente: sicuramente c’è chi è più avanti e chi è più indietro, ma finché non si arriverà alla prima gara sarà quasi impossibile saperlo con certezza. D’altronde, proprio perché nulla è andato come nel 2014, finora non si è vista la Mercedes di turno che, mentre gli altri faticano persino a capire come scendere in pista, ha già completato venti simulazioni di gara, una meglio dell’altra. Quindi, vietato farsi illusioni.

Kimi Antonelli Mercedes F1 2026 Barcellona
Kimi Antonelli al volante della Mercedes W17 a Barcellona, 2026. Mercedes

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