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Davide Tardozzi: “A Marquez a volte ho consigliato di ragionare, una dritta da HRC. Bagnaia? Non ha accettato di non poter vincere ma ora ha fatto un reset”

  • di Cosimo Curatola Cosimo Curatola

26 gennaio 2026

Il 2026 della Ducati sarà importante dal punto di vista tecnico, ma pure sportivo e di mercato: ne abbiamo parlato con Davide Tardozzi a Madonna di Campiglio, a un’ora dalla gara di sci che l’ha visto partire con la pettorina numero uno. Lui parla di Marc Marquez, di Pecco Bagnaia e pure degli avversari, lasciandoci con la suggestione del primo team radio nella storia della MotoGP

di Cosimo Curatola Cosimo Curatola

Davide Tardozzi scende dalle piste rosse di Madonna di Campiglio con la pettorina numero 1, un sorriso largo in faccia e quella leggerezza che in buona parte lo abbandona durante i weekend di gara. Nel 2026 sarà ancora Team Manager per Ducati Corse in MotoGP, ruolo che ricopre ininterrottamente dal 2014 e con cui ha portato a casa tre titoli mondiali, di cui due con Pecco Bagnaia e uno con Marc Marquez. Quindi no, non ha nessuna intenzione di andarsene e anzi, con tutte le probabilità lo vedremo impegnato anche a gestire il muretto dei box, una delle grandi novità nel 2026 della MotoGP. Gli abbiamo chiesto della stagione appena passata, dei suoi piloti, di quello che vedremo dal mercato e di questa MotoGP, prima di lasciare le Dolomiti e abbracciare il caldo della Malesia dove tra un paio di giorni scenderanno in pista rookie e tester coi prototipi 2026.

Davide Tardozzi è ancora in Ducati: e chi ci avrebbe scommesso…

“Parli della bufala di questo inverno (ride, ndr). Evidentemente nel mondo delle fake news ci stava anche questa”.

Sappiamo che da qui non ti muoverai.

“Non credo proprio. È chiaro che non ho ancora tantissimi anni di carriera, però finché mi sento in forma fisicamente e a Ducati vado bene penso che rimarrò. Dopodiché è il mio hobby, non è solamente il mio mestiere. Poi l’amore per il rosso… siamo rossi!”.

Ducati ti porta a Madonna di Campiglio per vedere come reggi fisicamente?

“Facciamo le prove fisiche! Diciamo che nella gara di sci non sono molto performante ma è veramente una gioia vedere la stampa, i ducatisti, i piloti e il management di Ducati Corse essere qui a divertirsi”.

Quando l’anno scorso ci avete parlato di due piloti in sintonia tra di loro non vi abbiamo creduto fino in fondo. Ci aspettavamo più lotte in pista, certo, ma anche più lotta nel box. Invece pare che Marc e Pecco abbiamo un ottimo rapporto tra loro.

“Sapevo che non ci sarebbero stati problemi perché conoscevo già Pecco e stavo iniziando a conoscere Marc. Devi scindere il pilota dal ragazzo e l’intelligenza di questi due ragazzi… sapevo che avrebbe fatto la differenza in positivo e infatti già a Campiglio lo scorso anno avevo detto che non ci sarebbero stati problemi nel box. Poi sfortunatamente Pecco non è riuscito a fare quello che ci aspettavamo, che si aspettava anche lui e che crediamo possa fare nel 2026. Di fatto avere i nostri ragazzi che lottano per le gare e per il mondiale è quello che ci aspettiamo. E pensiamo che sia possibile”.

Ti ha stupito più Marc Marquez o suo fratello Alex lo scorso anno?

“Direi quasi nessuno dei due, anche se la continuità di Alex è stata qualcosa di impressionante”.

Il 2026 sarà un grande anno di mercato piloti e dall’Aprilia ci dicono che avete già firmato con Pedro Acosta.

“Ci piace vedere che anche alle presentazioni degli altri marchi si parli di noi. Evidentemente siamo un tarlo per qualcuno, ben venga. Noi sappiamo che tutte le case sono cresciute e che hanno piloti super competitivi, motivo per cui il 2026 ce lo aspettiamo molto più duro del 2025, che poi è il motivo per cui Gigi e i suoi ingegneri stanno lavorando per portare novità al primo test di Sepang che credo e spero funzionino. Un primo assaggio di queste novità lo abbiamo già avuto a fine anno, poi è chiaro che avendo il numero uno - virtuale, perché Marc terrà il 93 sulla carena - saremo i favoriti. Ma ripeto: ci fa piacere che le altre case pensino a noi”.

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Davide Tardozzi con Marc Marquez, MotoGP 2025.

Che consiglio daresti a Marc?

“Molto difficile. L’unico consiglio che gli ho dato ogni tanto quest’anno gliel’ho dato all’ultimo minuto, quando si abbassa la visiera. Lì bisogna tenerlo tranquillo e farlo ragionare, perché sai che i piloti quando abbassano la visiera a volte toccano un interruttore che stacca il cervello. Marc di solito non lo fa, però voglio dire… per la voglia di vincere che ha e per le sue caratteristiche in pista e quando corre, con tanta voglia di vincere, a volte bisogna dirgli ‘ragiona’. Che poi lui lo fa anche, eh”.

Se non sbaglio è stato uno dei suoi vecchi uomini in HRC a darti questo consiglio.

“È vero. Una persona molto vicina a Marc, in cui Marc crede molto e ha sempre creduto. Questa persona mi ha dato un unico consiglio: ricordagli sempre di tenere acceso il cervello. Ma l’ha detto in modo positivo perché gli vuole un bene esagerato e… sono contento di questo consiglio e ogni tanto l'ho anche messo in pratica”.

E a Pecco Bagnaia invece cosa consiglieresti?

“Con Pecco abbiamo parlato a lungo dopo le vacanze. Quello che gli ho consigliato è di staccare e lui l’ha fatto con sua moglie, in vacanza. Dopodiché al suo ritorno dal viaggio abbiamo fatto una chiacchierata molto positiva. Io credo che Pecco abbia resettato il 2025 e abbia capito cosa non ha funzionato, per cui sono convinto che troveremo un Pecco molto in forma già dai test di Sepang”.

Nel 2024 non si è accontentato abbastanza perché ha vinto 11 GP ma sprecato molto. Nel 2025 paradossalmente è stato un po’ lo stesso: accettare i terzi posti di inizio anno lo avrebbe portato a migliorarsi e magari a vincere in altri GP.

“C’è stato qualcosa che non ha funzionato dopo le prime cinque o sei gare. In fondo ha vinto la terza gara ad Austin ed è sempre stato sul podio nella prima parte di stagione. Poi evidentemente qualcosa non ha girato nel modo giusto e forse ha preteso un po’ troppo quando le cose non erano messe così bene da potergli consentire di vincere. E non ha accettato di non poter vincere. Lui sa benissimo chi è, quanto è capace e crede in sé stesso. Pretendeva di vincere tutte le volte e questo forse l’ha un po’ frenato”.

A proposito: da quest’anno Dorna introdurrà le radio per i piloti e Pecco ha scherzato pensando a quando sarai tu a dargli delle indicazioni dal muretto dei box.

“Sì, probabilmente sarò io in contatto coi piloti, anche se è una cosa che dobbiamo decidere insieme a Gigi. Chiaramente staremo molto attenti. Abbiamo ingegneri che sono molto attenti, bravi e sul pezzo… con loro si collaborerà per capire prima di tutto come dare informazioni di sicurezza. Perché al netto del fatto che questa cosa probabilmente diventerà spettacolo, come è già in Formula 1, è nata anche per una questione di sicurezza, per avvisare i piloti di quando c’è un pericolo”.

Chi temi di più? Aprilia, Honda, KTM con questo Pedro Acosta…

“Secondo me tutte le case sono cresciute e non me la sento di indicare qualcuno al posto di qualcun altro. I giapponesi hanno fatto un gran passo avanti e tutte le case hanno almeno un pilota molto competitivo, per cui non mi sento di indicare un avversario. E penso che come sempre ci vorrà almeno metà campionato per sapere chi sarà l’avversario. Il tutto sperando che il nostro avversario saremo noi stessi”.

L’anno prossimo cambierà tutto: moto da 850cc, gomme Pirelli e poi la radio, i nuovi regolamenti sulle cadute… se tu potessi cambiare una regola o un aspetto della MotoGP dove lavoreresti?

“Credo che Dorna non stia lavorando male, soprattutto sta lavorando bene con l’MSMA che è l’associazione dei costruttori. In questo momento non dico nulla, anche perché bene o male in tutto quello che è stato deciso noi siamo stati coinvolti e resi partecipi. Poi alcune cose ti possono andare meglio e altre peggio, però tutto quello che sta succedendo è in compartecipazione con le case”.

Davide Tardozzi e Gigi Dall'Igna
Davide Tardozzi con Gigi Dall'Igna, Borgo Panigale, 2025.

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