Aprilia si presenta con la moto nera, tutta nuova, e un leone sulla fiancata che ricorda le grafiche degli ultimi due tempi. Il 2026 della MotoGP può essere l’anno giusto dopo un percorso relativamente breve che in una decina d’anni ha portato il marchio di Noale dall’essere l’ultimo costruttore in griglia - con poco più di un prototipo Superbike rivisto - a mostrarsi come il principale antagonista di Ducati nell’ultima folle corsa al campionato con queste MotoGP prima del cambio regolamentare. Il pilota, Marco Bezzecchi, sa di avere davanti una grandissima occasione. La moto c’è ed è cresciuta, almeno a giudicare dalle parole di chi l’ha fatta. E la squadra, motivata come mai prima, comincia a intravedere la possibilità di scrivere la storia, come ha detto Massimo Rivola durante la presentazione alla stampa. Sensazione che si porta dietro anche Max Biaggi, con cui abbiamo scambiato due parole sulla stagione che verrà: “Io dico che il 2026 sarà una grande occasione per noi”, ha spiegato il romano, ancora una volta ambassador Aprilia. “Sapendo come abbiamo terminato il 2025 lo è assolutamente. Poi se in questi due mesi che separano la fine del 2025 dall’inizio del 2026 c’è qualcuno che ha fatto una roba pazzesca tecnicamente questo non lo sappiamo. Però siamo consapevoli di essere competitivi”.
Non da subito forse, anche se poco ci manca: “Indiscutibilmente l’Aprilia è la moto più competitiva insieme alla Ducati, almeno a guardare l’anno scorso. C’è da dire che Marc ha vinto un campionato dominando, la vera domanda è quanto sarà competitivo Marco Bezzecchi con questa moto rispetto a lui. Secondo me sarà una bella lotta, anche se non credo che la vedremo già in Thailandia. Fortunatamente per noi che ci sarà un test prima, il che darà una possibilità anche a squadre che magari non sono state così prestanti in quel tracciato di sistemarsi al meglio. Sono molto positivo. Devo dire che trovo i piloti consapevoli e sereni. Sicuramente hanno capito che l’azienda è competitiva e ha in canna per loro delle novità tecniche positive per il 2026”. Sul mercato piloti invece, Biaggi spiega che adesso le decisioni sono in mano a Marc Marquez, vicinissimo (se non già arrivato) al rinnovo: “Sicuramente il campione del mondo in carica gestisce il mercato, poi a scendere si sistemano gli altri. Io credo che ci possa essere anche l’effetto sorpresa. Perché nel 2027 cambia tutto e credo che in molti potrebbero puntare sulle due aziende giapponesi per sperare che possano arrivare anche loro. Questa potrebbe essere un’alternativa, magari qualcuno anticipa il mercato e fa una mossa del genere”.
Probabilmente Max si riferisce alla possibilità che Pedro Acosta abbia già firmato per il 2027 con Ducati, che potrebbe inserirlo nel team ufficiale o in una squadra privata come VR46, il che era stato anticipato dai colleghi spagnoli e poi ribadito dallo stesso Massimo Rivola a Moto.it. Potrebbe, però, parlare anche di altri, tendenzialmente di campioni del mondo come Bagnaia e Martín a cui i giapponesi sono assolutamente interessati. Il punto è un altro: a Max Biaggi, 55 anni il prossimo 26 giugno, brillano ancora gli occhi quando parla di corse e vede l’Aprilia, con cui ha vinto cinque dei suoi sei titoli mondiali. E quando parla di occasione per il titolo non sta esagerando, anzi. Poi come sempre parlerà la pista.