“Il nuovo numero non è come la storia dei capelli”. Pecco Bagnaia al 2026 di MotoGP si presenta con un 63 tutto nuovo, old school, più tondo e lineare, bianco e in linea con i colori pensati da Aldo Drudi per la Ducati GP26, ma non solo. È in piedi davanti a noi, ci parla in occasione della presentazione della squadra a Madonna di Campiglio: è lucidissimo come al solito, nel giro di 8 minuti analizza le difficoltà del 2025, com’è andata la pausa invernale e le aspettative alla vigilia della nuova stagione. Sorridendo, poi, sempre sul numero scherza: “Mi piaceva, ormai il less is more funziona”
Un attimo dopo, quando il discorso passa alle lezioni apprese dopo un anno duro come il 2025, molto più di quanto chiunque si sarebbe aspettato, torna serio: “A inizio stagione mi sono arrabbiato anche per un terzo posto. Quando perdi il valore dei risultati perdi un po’ la via, è stato un qualcosa che non mi ha permesso di lavorare nel migliore dei modi”, ci racconta. “Ci sono stati dei risultati buoni come il quarto posto dell’Argentina, che in quel momento era il massimo viste le difficoltà. E a fine stagione avrei pagato per quel risultato. Gli equilibri cambiano molto velocemente, bisogna dare a tutto il giusto valore”.
È stato un inverno di riflessioni e di analisi, profondamente diverso rispetto a quello vissuto prima della scorsa stagione dopo aver perso il titolo per una manciata di punti contro Jorge Martin: “Nel 2024 ci arrivavo dopo aver dominato in termini di risultati, ma non in campionato. Quindi, ho cercato di fare un lavoro diverso e nella prima parte della scorsa stagione ha funzionato: nonostante fossi in difficoltà ho portato a casa un buon numero di buoni risultati”.
Poi, però, prosegue Pecco, la situazione è cambiata radicalmente: “Purtroppo, la differenza l’ha fatto il non trovarmi quasi mai troppo bene con la moto, non sono mai riuscito a mettere in pista il 100% della mia guida. Questo è stato il limite maggiore. Quest’anno spero di riuscire a farlo, il lavoro di quest’inverno sarà più incentrato sul vedere il positivo in ogni situazione”.
Sul calendario, il primo appuntamento cruciale del 2026 è segnato al fine settimana del 3-5 febbraio, in Malesia. Sarà il primo test della stagione, quello in cui i piloti spremeranno le moto per capire che direzione prendere in vista del nuovo anno. Tre giornate a cui Pecco ci arriva convinto di se stesso, ma anche dell’approccio di Ducati rispetto alle sue richieste e a quelle di Marc Marquez: “Se necessario, la squadra schiererà due moto diverse come la scorsa stagione. Diversi dettagli non erano gli stessi, Ducati su questo è sempre stata molto avanti e ha permesso ai piloti di scegliere il materiale”.
Bagnaia-Marquez è stata la coppia più chiacchierata di tutto l’anno: prima per l’arrivo di Marc, poi per i risultati. Eppure, quando parla del rapporto tra i due, Pecco sorprende: “Marc è una persona intelligente che ha un sacco di esperienza, è grande e questo fa la differenza. Siamo riusciti da subito a portare un buon ambiente nel box e a lavorare bene, anche se dopo le cose sono andate in due direzioni diverse. Lui ha dominato mentre io ero in difficoltà, ma, nonostante questo, quando ha potuto ha cercato di aiutare. È stato positivo”.
Nel 2026 sarà tutto nuovo, con un solo obiettivo: tornare ad essere competitivo, sempre, trovando quella costanza che la scorsa stagione è mancata. E in tal senso la GP26 potrà aiutare: “Ho provato il prototipo a Valencia e mi è piaciuto. Avevamo corso due giorni prima e la gara non era andata benissimo, ma durante il test le cose sono migliorate. Mi piace molto la moto, c’è una base competitiva. Non penso che gli ingegneri l’abbiano modificata troppo, solo alcuni dettagli che mi hanno creato problemi durante la stagione. Sono sicuro che sarà molto competitiva”.
L’ultimo tassello, invece, è rappresentato dal contratto con Ducati. Quella che sta per iniziare sarà una stagione particolare, con gli occhi già parzialmente puntati al 2027 e alla rivoluzione che ci sarà in MotoGP. E se è vero che il mercato piloti potrebbe esplodere nel giro di poche settimane, Pecco è chiarissimo: “La mia ambizione è sempre stata chiara. C’è un’incognita in più, ovvero il nuovo regolamento: non si può sapere chi performerà meglio. L’obiettivo ora è iniziare bene la stagione e poi, quando sarà il momento, decidere”.