Se la chiamano ancora “l’università delle moto” un motivo ci sarà: lì i “vecchi” professori se la comandano ancora e spazio per gli outsider, almeno in questo venerdì di Assen, non ce ne è stato. Tutti i big in Q2 e tutti in mezzo secondo circa. E’ il verdetto limpido, seppur filtrato dalle anomalie termiche di un asfalto che ha toccato i 51 gradi, della prima giornata in pista della MotoGP al TT Circuit. Davanti a tutti, dopo il terribile fine settimana di Brno, s’è piazzato Marco Bezzecchi, autore del miglior tempo sia nel turno mattutino che nella sessione pomeridiana, chiusa in 1'31.123.
Un venerdì di vertice assoluto che ci voleva proprio per il viserbese, scalfito solo nel finale da una sanzione di 2.000 euro comminata dal Panel dei Commissari per non aver rispettato la procedura corretta nel traffico delle prove di partenza post-FP1. Trattandosi di seconda infrazione per Bezzecchi, l'importo è stato raddoppiato rispetto a quello comminato a Raul Fernandez, secondo in pista a 177 millesimi con l'altra Aprilia RS-GP e multato di 1.000 euro per la medesima violazione dell'articolo 3.3.2.2 del regolamento FIM.
Se l’Aprilia sorride, mostrando un potenziale di marca enorme che ha visto temporaneamente quattro moto di Noale davanti a tutti grazie all’inserimento di Ai Ogura, la sponda Gresini Racing vive invece un venerdì drammatico. Il box di Nadia Padovani per gli incidenti dei suoi: Fermín Aldeguer è caduto violentemente alla curva 11 e è stato trasferito all’Ospedale di Assen per ulteriori accertamenti, mentre Alex Marquez è caduto a sei minuti dal termine delle prequalifiche alla Curva 5, battendo la spalla operata (e forse domani non avrà il fit per esserci ancora). Anche nel mezzo disastro, però, c’è del buono: in una giornata così complessa per la squadra satellite Ducati, almeno Alex Marquez è comunque nei dieci.
I due di Gresini sono stati quelli che hanno pagato di più in termini di conseguenze, ma non sono stati gli unici di giornata a finire nella ghiaia. Un gran botto l’ha fatto anche Jorge Martìn, che ha chiuso comunque nei dieci, così come Fabio Di Giannantonio, Enea Bastianini e lo stesso Marc Márquez (che ha letteralmente cambiato marcia quando ha montato la soft al posteriore). Bene anche Pecco Bagnaia. Il quasi ex di Ducati ha lavorato molto in ottica gara, insistendo sulla gomma media posteriore. Solo a tre minuti dalla bandiera a scacchi, dopo la ripartenza seguita all’incidente di Márquez, Bagnaia ha piazzato l’unico time attack disponibile, arpionando la top ten e confermando come i valori in pista siano racchiusi in un fazzoletto: i primi dieci piloti della classifica combinata sono infatti separati da poco più di mezzo secondo.