“Non davo così tanta fiducia al matrimonio e, invece c’è una gran bella stabilità”. Marco Bezzecchi, nel primo fine settimana da “sposato con la sua Aprilia RS-GP” – che poi è stato anche il primo vero venerdì della MotoGP 2026 – ha messo in fila tutti, strappando il record assoluto del circuito di Buriram e spiegando anche a chi non l’ha ancora capito che intende essere tra i protagonisti assoluti del mondiale appena cominciato. Un mondiale che, almeno nelle premesse, è verde, bianco e rosso. Come gli italiani? No, come le italiane: Aprilia e Ducati. Le sorelle d’Italia, infatti, hanno confermato quanto s’era visto nei test: sono tecnicamente avanti rispetto a tutte le avversarie e solo Pedro Acosta, col suo talento più che con la sua KTM, ha spezzato il dominio italiano in questo venerdì in cui pure la pioggia ha deciso di mettersi di traverso e di giocare a complicare tutto.
Se l’Aprilia s’è presa con merito la copertina con un Marco Bezzecchi in stato di grazia e un Jorge Martìn quinto, la Ducati ha risposto con la ferocia agonistica di un Marc Marquez che dice di non stare benissimo, ma ci ha messo l’anima, il corpo e pure una toppa enorme viste le difficoltà avute, invece, dal suo compagno di squadra Pecco Bagnaia. Per il box Ducati Lenovo è stata una mezza mattinata da incubo, tra limature da trovare e time attack da fare schivando le gocce di pioggia. A Marc Marquez, alla fine, è riuscito di fare il Marc Marquez. A Pecco Bagnaia no. Il primo ha chiuso a quattro decimi dal Bez, Bagnaia, invece, dovrà passare dalla Q1.
Ok, quei quattro decimi sono una infinità, ma gli permettono comunque di chiudere secondo in queste Prequalifiche. “Ho lavorato molto per capire la media –ha detto il campione del mondo – Era importante farlo perché non la metteremo più fino a domenica. Poi, sì, ho dovuto prendere qualche rischio, ma è andata bene. L’Aprilia? Ci impegnerà dieci, Marco Bezzecchi è il favorito sia per la Sprint che per la gara. Noi dovremo lottare per la prima fila in qualifica e un podio nella Sprint e nella gara di domenica”. Dietro Marco Bezzecchi e Marc Marquez, c’è un altro pezzo di Italia che ride con Fabio Di Giannantonio, terzo e solidissimo, e c’è un’Aprilia che gongola piazzando Ai Ogura nei dieci e vedendo anche Jorge Martin ritrovare il sorriso e addirittura la quinta piazza (davanti a Alex Marquez), dimostrando che i ferri chirurgici hanno finalmente rimesso in sesto un corpo che per un anno intero ha dovuto fare i conti con guai di ogni tempo.
Tra la Ducati del Diggia e l’Aprilia di Martìn, come già accennato, la KTM di Pedro Acosta, quarto, che ci ha messo tantissimo del suo per stare lassù. Cosa dire su questa top 10? Il primo dato a saltare nell’occhio è la totale assenza di Yamaha (3 Aprilia, 3 Ducati, 2 KTM e 2 Honda). Fabio Quartararo ci ha provato rischiando di giocarsi pure l’osso del collo, ma è comunque in Q1, mentre gli altri con l’M1, spinta dal nuovissimo V4, hanno chiuso in coda. Desolati e smarriti. Bene, invece, la Honda, con Mir e Zarco che hanno trovato il biglietto per la Q2 diretta.
Gli altri italiani? Già detto di Fabio Di Giannantonio (terzo) e Pecco Bagnaia (quindicesimo), spicca l’undicesima piazza di Luca Marini, “ho sbagliato i tempi di uscita quando sì è messo a piovere, ma sappiamo cosa fare domani”, e il tredicesimo posto di Franco Morbidelli con l’altra Ducati del Team Pertamina Enduro VR46. Ancora grande sofferenza per Enea Bastianini, diciassettesimo con la KTM di Tech3, mentre Michele Pirro, con la Ducati del Team Gresini rimasta senza pilota dopo l’infortunio di Fermin Aldeguer, chiude la classifica a quasi tre secondi dal leader Marco Bezzecchi.