È terzo giorno di Shakedown a Sepang, è il terzo giorno in cui tentiamo di avere delle notizie direttamente alla fonte sul possibile addio tra Yamaha e Fabio Quartararo. Entriamo nell’ufficio di Paolo Pavesio in tre: due giornalisti italiani e un austriaco, che però non registra la conversazione. Per il Managing Director di Yamaha il francese non ha già firmato con Honda, anzi: c’è qualche possibilità di trattenerlo con il nuovo progetto, che per altro Quartararo sta già guidando in pista da ieri. Pavesio dice poi qualcosa di simile sull’indiscrezione che vorrebbe Jorge Martín già in blu dal 2027 (“parlerò solo quando sarà il momento di farlo”) e si ricollega alla scorsa estate, quando si parlava di una possibilità di vedere Pecco Bagnaia in Yamaha già nel 2026. Di fatto la versione ufficiale, da sollevamento sopracciglia, è molto semplice: il contratto con Fabio Quartararo è a metà strada e più avanti si parlerà di rinnovo. Pavesio ci ha poi raccontato dello sviluppo per il prossimo anno, di quanto sia importante sotto questo aspetto avere già un motore V4 e di quello che si aspetta per questa stagione, quando i suoi piloti potranno fare traiettorie simili a tutti gli altri: “Ci aspettiamo di migliorare in gara perdendo qualcosa in qualifica, almeno nella prima parte della stagione”.
Sarebbe bello parlare del progetto V4, dell’arrivo di Toprak Razgatlioglu, delle vostre aspettative… ma dobbiamo partire dalla notizia: Fabio Quartararo ha firmato con la Honda?
“Voglio essere onesto, non essendoci notizie ufficiali non posso commentare delle voci di mercato. Siamo qui per fare quello che avevamo pianificato. Tre mesi fa avevamo due moto nuove per Valencia, oggi in pista ci sono 10 prototipi con il V4 con diversi telai, pacchetti aerodinamici aggiornati che avevamo tenuto per il secondo giorno di test (privati, ndr) e un motore che continua a migliorare, visto che grazie alle concessioni possiamo lavorare molto. Questo è l’impegno che ci stiamo mettendo. Per quello che abbiamo fatto in questi anni e con le difficoltà che abbiamo avuto, senza precedenti nella nostra storia, è come se avessimo cambiato motore all’aereo senza atterrare. Abbiamo due test rider (Augusto Fernandez e Andrea Dovizioso, ndr) e quattro piloti allo shakedown, abbiamo quattro piloti sotto contratto per il 2026 e siamo al cinquanta percento sul biennale con Fabio Quartararo. So che le cose si muovono in fretta quest’anno, eppure una delle conseguenze del nostro impegno potrebbe essere che Fabio decida di rimanere con noi. È chiaro nella nostra relazione, che è diretta essendo lui un nostro pilota, che parleremo del futuro appena avremo un’idea chiara di dove siamo con questo progetto. Se quello che abbiamo messo assieme dovesse convincerlo credo che questa sfida potrebbe essere ancora stimolante per lui e da parte nostra saremmo felici di restare assieme”.
Quindi credi che Fabio Quartararo possa rimanere in Yamaha il prossimo anno?
“Posso credere solo a quello che so, quello che ci diciamo sempre è di vedere dov’è adesso la moto per poi parlare del futuro. Ovviamente è una fase in cui tutti parlano con tutti perché chiunque vuole avere delle opzioni, questa non è la Champions League in cui ci sono 40 squadre e 500 giocatori: qui hai 22 piloti, cinque o sei dei quali fortissimi, e cinque costruttori. È normale che si parli con tutti. Per me questa cosa di Fabio è un rumor, perché non ho informazioni dal mio pilota o dal suo manager a proposito, come Tom (manager e amico di Quartararo, ndr) ha dichiarato sono solo conversazioni. Io sarò pronto a parlare con lui del rinnovo quando sarà il momento. Questa è anche la differenza tra ragionare di mercato coi tuoi piloti o farlo con altri che hanno un contratto con altre aziende”.
Si parla anche molto di Jorge Martín in Yamaha.
“È un altro rumor ed è normale che piloti, manager e via dicendo si guardino in torno. È normale, chiaramente per quanto riguarda il lavoro che faccio e il ruolo che rappresento parlerò solo quando sarà il momento di farlo. È tutto parte del gioco ed è divertente, ricordo la scorsa estate quando mi arrivarono centinaia di messaggi per sapere se Bagnaia avesse firmato con Yamaha. Di nuovo: cinque costruttori, pochi piloti… prima o poi qualcuno la imbroccherà e dirà di aver avuto ragione mentre gli altri dimenticheranno in fretta di aver raccontato una storia diversa. È parte del gioco, io però posso commentare solo notizie ufficiali”.
Questa cosa influenza il vostro lavoro?
“Ovviamente sì, siamo umani. Fabio ha già parlato con la sua squadra e chiaramente tutta questa situazione ha creato un po’ di tensione. La cosa non mi rende felice, perché siamo qui per il primo giorno di scuola di un viaggio che si basa sull’impegno immenso di molte persone. Poi certo, questo è uno show e capisco le sue dinamiche, per quanto il mio obiettivo sia proteggere l’impegno della mia gente. Che poi facciamo le corse in moto e siamo fortunati a poterlo fare, per carità... se mi chiedi se tutte queste voci nel primo giorno di shakedown stiano aiutando il nostro lavoro chiaramente ti dico di no. Fa parte del gioco? Sì. Il punto è che non scegliamo le regole del gioco, possiamo solo scegliere se giocarlo o no”.
L’idea del nuovo regolamento 2027 vi dà una credibilità diversa nei confronti dei piloti?
“Finalmente una domanda sulle moto! La verità è che siamo passati da finire secondi in campionato nel 2022 ad essere completamente persi nel giro di una stagione. Il 2023 stato uno shock, eppure tutto quello che vedete adesso è stato deciso nel 2024, dall’arrivo di Max Bartolini all’enorme impegno per amalgamare al meglio la parte italiana e quella giapponese dell’azienda. E poi c'è il V4, che era nato come un piano B e in qualche modo è diventato la prima opzione. Questo è - e sarà - molto importante, perché crediamo di poter mettere delle basi per il 2027, dove con il nuovo regolamento a limitare l’aerodinamica una moto più stretta diventa cruciale. Così, per quanto non sia scritto nero su bianco, sei obbligato a correre con il V4. Passare alla 850 V4, dove tutti hanno 15 anni di esperienza senza questa fase intermedia sarebbe stato difficilissimo, non solo per il motore ma anche per tutto quello che c’è attorno alla moto. Il telaio, la distribuzione dei pesi… tutto sarà fondamentale per il 2027. Sono convinto che a quel punto saremo più forti e che per quanto ci possa essere un reset col nuovo regolamento chi è davanti adesso ha più tempo per lavorare, avrà un vantaggio. Noi abbiamo dovuto lavorare a due progetti contemporaneamente, ma è normale: quando devi chiudere un gap ti tocca lavorare più duramente. È quello che dobbiamo fare”.
Cosa ti aspetti quest’anno?
“È vero che se dico che vogliamo fare meglio dello scorso anno, dove siamo finiti ultimi nel campionato costruttori, può sembrare un obiettivo poco ambizioso, però è la verità. L’anno scorso siamo tornati in pole position dopo qualcosa come mille giorni e sul podio dopo due anni e mezzo. Vogliamo mantenere questa traiettoria e abbiamo degli obiettivi, che vanno bene ma non sono fondamentali. Il punto è che vogliamo arrivare a fine anno con un potenziale più alto rispetto al 2025. Penso che partiremo con delle prestazioni migliori, poi c’è un altro discorso da fare: correvamo facendo traiettorie da quattro in linea mentre gli altri le facevano da V4, il che va bene se sei da solo ma è difficilissimo quando ti trovi in gruppo. Ci aspettiamo di rendere i piloti in grado di andare più forte in gara, forse perdendo qualcosina in qualifica che però punteremo a recuperare durante l’anno. L’idea è quella di fare una crescita costante”.
Puntate a seguire anche diverse linee di sviluppo o l’idea è di fare una moto che possa adattarsi a tutti?
“Più riesci ad avere le stesse specifiche meglio è. Se puoi allineare i piloti nella stessa direzione - e a volte non puoi - tutto diventa più facile e riesci a migliorare più in fretta, anche perché hai più dati su cui lavorare. Puoi offrire diverse soluzioni a seconda del pilota una volta che hai una buona base, che attualmente a noi manca”.
Tre dei vostri piloti hanno esperienza in MotoGP, uno no.
“Vero, ma non è necessariamente negativo, Toprak ci dà feedback che sono puramente basati sul feeling. E per gli ingegneri è veramente interessante vedere come riesca ad interpretare alcune cose in maniera sorprendentemente accurata. Su altre cose è la squadra ad aiutarlo a capire. Lui non ha pregiudizi, il che è positivo, anche se non ha esperienza su questa moto. Certo è che anche Fabio Quartararo è un ottimo tester per il V4, perché ha spremuto come un limone la vecchia moto e sa dove si possa arrivare”.
Avere due nuovi piloti per il prossimo anno potrebbe essere un aiuto per la prossima stagione?
“Difficile da dire. Ad essere onesto sarei veramente stupido se dicessi che non mi piacerebbe tenere Fabio per il prossimo anno, e voglio dire che sarebbe fantastico tenere Fabio se lui volesse rimanere. So che può sembrare molto banale, ma bisogna che ci sia un rapporto di fiducia assoluta. Siamo insieme da tanti anni, l’ultimo periodo è stato molto difficile ma stiamo facendo tutto il possibile e, quando parleremo di rinnovo, spero e credo che potremo continuare in armonia dando nuova forza alla nostra relazione. Altrimenti dovrò accettarlo”.
Avete in mente una scadenza, una data entro cui chiudere i contratti coi piloti?
“Sai, il contratto è a metà strada. Difficile pensare a scadenze ancora prima di correre una gara. Però capisco che il mercato si muove in fretta e che qui puoi giocare, non fare le regole. E quando i piloti più importanti cominceranno a muoversi assisteremo a un effetto domino”.