È bello pensare a Jonas Folger di nuovo in MotoGP. È, in fondo, la sensazione che ci mancherà dal 2027, quando in MotoGP verranno bandite le wildcard. È bello perché il pilota tedesco aveva lasciato un buon ricordo nel motomondiale, di cui conserva un secondo posto in casa al Sachsenring nel 2017 a cui seguì il ritiro a fine stagione per gli strascichi (anche psicologici) di un brutto infortunio. Quella, di fatto, fu l’unica stagione da titolare corsa in MotoGP, a cui si aggiungono le sei gare disputate nel 2023 in sostituzione di Pol Espargarò sempre col Team Tech3, che nel frattempo era passato da Yamaha a KTM.
Così la storia si ripete per il GP di Francia, o quasi. Maverick Vinales infatti è ancora convalescente dopo aver abbandonato il GP degli Stati Uniti per rimuovere una vite nella spalla sinistra e la cosa sta andando per le lunghe, come lui stesso ha spiegato: “Ho lavorato duramente sin dall'intervento per recuperare completamente e ho sempre avuto Le Mans come obiettivo per il mio ritorno. Tuttavia questa settimana mi è stato detto che non sono ancora abbastanza forte per tornare in sella. Anche se sono deluso, capisco che tornare in piena forma è la cosa più importante e continuerò a concentrarmi su questo”.
Evidentemente l’esperienza di Marc Marquez sta cambiando l’approccio dei piloti agli infortuni, anche se c’è chi dice che Maverick - dopo il ‘divorzio’ dal coach Jorge Lorenzo - non abbia grossa fretta di saltare sulla sua KTM e che preferisca tornare in piena forma anche in vista della stagione 2027, dove le ultime voci di mercato lo vorrebbero di ritorno in Aprilia col Team Trackhouse. In una situazione normale a prendere il posto di Maverick sarebbe toccato a Pol Espargarò, tuttavia anche lo spagnolo è convalescente e Dani Pedrosa ha già spiegato che a 40 anni compiuti non ha più intenzione di scendere in pista per un Gran Premio.
Ecco quindi richiamato all’ordine Jonas Folger, che di anni ne ha 32: “Prima di tutto voglio augurare a Maverick una pronta e completa guarigione”, ha raccontato il tedesco. “Personalmente, sono davvero entusiasta di tornare a lavorare con tutti i ragazzi del team Tech3: ho un passato in questa squadra e sarà fantastico rivedere tutti. Le Mans sarà una grande sfida, tornare a correre dopo tanti anni di assenza significherà adattarsi rapidamente e imparare molto durante il weekend. Sarà senza dubbio dura, ma credo che gli aspetti positivi superino le difficoltà e non vedo l'ora. Non vedo l’ora”.
Se KTM ha deciso di chiamarlo però è per via del regolamento di questa MotoGP, che impone ai Team di trovare tassativamente un sostituto dopo due GP passati con una moto chiusa nel garage. Giusto per lo spettacolo e per gli sponsor che pagano per mettere gli adesivi sulle moto di entrambi i piloti, eppure ancora una volta sembrano venire meno sia la componente sportiva che la sicurezza in pista.
Folger fa bene ad accettare perché questa verosimilmente sarà la sua ultima occasione in sella a una MotoGP, eppure è da molto tempo che non guida e più che ritrovarsi a essere poco competitivo corre il rischio di farsi male: a questa MotoGP fatta di abbassatori, aerodinamica esasperata e relativi tunnel d’aria non c’è preparazione. Nel 2022 Suzuki organizzò una wildacrd a Motegi per Takuya Tsuda, questo perché il costruttore giapponese era ormai pronto al ritiro e decise di regalare una gara premio al proprio collaudatore di riferimento. L’apparizione sfiorò il disastro. Lento in ogni turno e pericoloso in più occasioni per i piloti che lo trovavano in traiettoria, Tsuda fu anche costretto al ritiro a causa di un incendio scoppiato sulla moto durante la gara.
La vicenda portò a una modifica del regolamento: il tempo massimo per prendere parte al GP venne ridotto di due punti percentuali, passando dal 107% al 105% attualmente in vigore, quindi posto un tempo della pole di 1’40’’000, tutti i piloti dovranno girare sotto all’1’45’000.
Di fatto questa regola dovrebbe garantire più sicurezza nel caso di Jonas Folger, eppure ancora una volta viene da chiedersi se sia davvero necessario rischiare un incidente per onorare simili pieghe del regolamento. Quando non c’è il pilota titolare e non ci sono il terzo pilota (ma nemmeno il quarto), forse converrebbe lasciare la moto in garage, oppure fare un regalo a chi può apprezzarlo davvero, come uno dei piloti del team KTM che corrono in Moto2, a partire da José Antonio Rueda e da Colin Veijer.