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13 marzo 2025

Indian Wells amaro per gli azzurri e no, tra le sue vittime non solo Berrettini e Sonego: ecco come Jasmine Paolini ha dovuto salutare il Master 1000

  • di Giulia Sorrentino Giulia Sorrentino

13 marzo 2025

Il Masters 1000 di Indian Wells si è rivelato un incubo per il tennis italiano. Jasmine Paolini, era l’unica superstite nel tabellone, ed è crollata, ma la disfatta era già nell’aria: Matteo Berrettini, Lorenzo Musetti e Matteo Arnaldi si erano arresi tutti prima del quarto turno, senza mai dare segnali di poter competere ad alti livelli. A chiudere il quadro nero, l’eliminazione in doppio degli azzurri. Ora l’obiettivo è Miami, ma la vera attesa è per il ritorno di Jannik Sinner agli Internazionali di Roma, perché senza di lui il tennis azzurro sembra non avere più una bussola
Indian Wells amaro per gli azzurri e no, tra le sue vittime non solo Berrettini e Sonego: ecco come Jasmine Paolini ha dovuto salutare il Master 1000

Indian Wells doveva essere un banco di prova importante per il tennis italiano, ma si è trasformato in un torneo da dimenticare. L'ultima speranza era Jasmine Paolini, che però si è arresa agli ottavi contro una Liudmila Samsonova perfetta: un 6-0 6-4 che non ammette repliche e che certifica le difficoltà dell’azzurra nel trovare il bandolo della matassa. “Lei ha fatto pochissimi errori e così diventa una giocatrice molto difficile da affrontare. Nel secondo set sono riuscita, in qualche modo, a rimanerle vicino, però non abbastanza”, ha raccontato l'azzurra a Ubitennis, riconoscendo la superiorità dell’avversaria. Ma è l’intero torneo a essere stato un fallimento totale per il movimento azzurro. Matteo Berrettini e Lorenzo Sonego si sono fermati ai quarti di finale nel doppio, battuti dalla coppia numero uno al mondo Mate Pavic/Marcelo Arevalo con il punteggio di 7-6, 6-4. Un risultato amaro, che si somma alle eliminazioni in singolare di Matteo Arnaldi, sconfitto da Brandon Nakashima, e dello stesso Berrettini, che si è arreso nettamente a Stefanos Tsitsipas in una partita mai realmente combattuta. Lorenzo Musetti, invece, ha avuto tra le mani un match point contro Arthur Fils, ma ha finito per uscire anche lui prematuramente dal torneo.

Matteo Berrettini e Lorenzo Sonego
Matteo Berrettini e Lorenzo Sonego

Una debacle totale che accende un campanello d’allarme per il movimento azzurro, che senza Jannik Sinner ha mostrato tutti i suoi limiti. Il torneo californiano ha dimostrato che, se da un lato l’assenza del numero uno del mondo ha pesato tantissimo, dall’altro i nostri tennisti non hanno saputo approfittarne per imporsi o almeno raccogliere punti preziosi. Un problema di continuità, di tenuta mentale e, per alcuni, anche di condizione fisica. Se in campo maschile il torneo si è rivelato un disastro, anche Jasmine Paolini ha lasciato l’impressione di non essere riuscita a esprimere il suo miglior tennis. La partita contro Samsonova, oltre al punteggio pesante, ha evidenziato una difficoltà generale della toscana nel trovare contromisure contro le avversarie più potenti. “Posso essere più brillante dal punto di vista fisico, contro Samsonova ho fatto fatica. Cose da aggiustare ce ne sono, si può stare qui un’infinità di ore”, ha spiegato, sottolineando come il problema non sia solo tecnico, ma anche atletico.

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L’azzurra, che ha vissuto una prima parte di stagione brillante, dovrà ora voltare pagina in vista di Miami e dell’inizio della stagione sulla terra rossa, dove potrebbe trovare maggiori certezze rispetto a superfici più veloci e poco adatte al suo stile di gioco. Ora per il tennis italiano è tempo di guardare avanti. A Miami sarà fondamentale invertire la rotta e ritrovare fiducia. Ma il vero obiettivo è un altro: gli Internazionali d'Italia, torneo che segnerà il ritorno di Jannik Sinner dopo la sospensione. Roma sarà il suo primo appuntamento ufficiale dopo tre mesi di stop, e l’attesa è già alle stelle. La speranza è che il suo rientro possa restituire solidità a un movimento che senza di lui ha faticato tremendamente. Perché una cosa è ormai chiara: senza Sinner, il tennis italiano non è la stessa cosa. E Indian Wells ne è stata la conferma più dura.

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