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8 settembre 2026

Inter contro il Real Madrid ce la puoi fare come quando Herrera batteva Puskas e Di Stefano: i Nerazzurri sono pronti per un’impresa

  • di Andrea Spadoni Andrea Spadoni

8 settembre 2026

Al Bernabeu la squadra di Chivu affrontano i Blancos allenati dal vecchio amico Mourinho, senza Di Marco. Mbappe, Vincius e Bellingham fanno paura ma questa stagione potrebbe essere il riscatto del calcio italiano

Foto: Ansa

Inter contro il Real Madrid ce la puoi fare come quando Herrera batteva Puskas e Di Stefano: i Nerazzurri sono pronti per un’impresa

E se questa volta l’Inter ribaltasse i pronostici? Sulla carta potrebbe sembrare utopia, per la distanza di valore delle due rose, per le difficoltà del calcio italiano a imporsi nel contesto europeo di prima fascia, per il valore della presenza del Real Madrid in Champions League, la competizione che l’ha vista trionfare ben 15 volte. Più del doppio dei club che inseguono (Milan, Liverpool e Bayern Monaco con 7).

Però, lo sappiamo, che con i nerazzurri non c’è niente di scontato. La “Pazza Inter” è capace di cadute clamorose ma anche di successi che sfiorano l’epica del calcio. E al debutto europeo ce la può fare a vincere e a mettere da parte tre punti pesantissimi per la classifica.

I segnali ci sono, più di uno.

Il primo è lo stadio, benché rinnovato e con un impatto del tutto diverso, è sempre il Bernabeu. Quel pezzo di mondo che, il 22 maggio 2010, vide il capitano Zanetti alzare la coppa dalle grandi orecchie al cielo, dopo un’ incredibile prestazione dei nerazzurri contro il Bayern Monaco. In panchina c’era Mourinho, oggi rivale con il logo delle merengues sul petto, che chissà se ricorderà che sapore aveva la vita quando si viveva sul tetto del mondo. Champions League e Real Madrid, quando si associano all’Inter, riaprono anche pagine di storia indelebile, necessaria per sedimentare la cultura dell’interismo per più generazioni. Era il 27 maggio del 1964 quando i nerazzurri di Helenio Herrera, al mitico Prater di Vienna, diventavano leggenda vincendo la prima Coppa dei Campioni del club, superando gli invincibili del Real Madrid di Puskas e Di Stefano. Era la prima volta che le due squadre si incontravano ed ebbero la meglio i nerazzurri con le reti di Mazzola e Milani. Fu un trionfo incredibile per la città di Milano e per il calcio italiano che mise in bacheca il maggior trofeo europeo per due stagioni consecutive, dopo il successo del Milan nel 1963 contro il Benfica.

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Real in allenamento Foto Ansa

Non solo sorrisi e trionfi, perché, negli anni ’80, il Real Madrid è stata la bestia nera dell’intera in tutte competizioni internazionali. E se il giustiziere dei nerazzurri si chiamava Carlos Alonso Gonzalez Santillana, oggi là davanti ci sono fuoriclasse come Vinicius, Bellingham e il milanista Mbappé. La storia è sempre la stessa, il livello degli spagnoli è altissimo. Ma di tempo ne è trascorso tanto, con, in mezzo, successi incredibili e momenti meno esaltanti. Ora però l’Inter sembra una squadra matura e pronta per scendere in campo al Bernabeu senza timore e con la consapevolezza delle grandi squadre. Ecco perché si può battere il Real Madrid: perché ci si sente pronti per confrontarsi con i migliori, ogni stagione. Non è un caso arrivare due volte in finale, anche se poi si sono perse.

La squadra di Chivu, merito anche della personalità dello stesso allenatore, dimostra ogni domenica, in serie A, forza, unione di gruppo e una superiorità schiacciante rispetto alle avversarie. Perché i campioni ci sono: Lautaro Martinez, Thuram, Bastoni, Barella, Chala, i nuovi arrivati dalla Premier League, oltre alla consapevolezza di essere forti che mai si era vista prima. E se c’è il rammarico per l’assenza di un leader tecnico come Di Marco, si è notato, nell’esperienza di Chivu, come il gioco collettivo riesca a sopperire un singolo in meno.

Il Real? Si presenta alla sfida ferito dalla sconfitta contro il Betis Siviglia e con un centrocampo tutto da inventare. Ma gli interpreti che scenderanno in campo saranno sempre una fuoriserie del calcio mondiale. Favoriti sì, ma questa l’Inter è diventata grande e può riscattare il calcio italiano.

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