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11 giugno 2026

Jorge Lorenzo ci ha dato ragione: Pedro Acosta sta a Marc Marquez come Marc Marquez stava a Valentino Rossi

  • di Emanuele Pieroni Emanuele Pieroni

11 giugno 2026

Il cinque volte campione del mondo fotografa il duello di Balaton e lancia la profezia sul passaggio di consegne in MotoGP: con la Ducati metterà fine all’era del 93, proprio come Marc fece con Valentino Rossi. Una tesi che su queste pagine vi avevamo già anticipato (e che adesso spaventa anche la leadership di Marco Bezzecchi)
Jorge Lorenzo ci ha dato ragione: Pedro Acosta sta a Marc Marquez come Marc Marquez stava a Valentino Rossi

Poi non dite che non ve l’avevamo detto. Qualche tempo fa, in verità parecchio tempo fa, il nostro Cosimo Curatola, su MOW, scrisse qualcosa che suonava più o meno così: Pedro Acosta starà a Marc Marquez coe Marc Marquez è stato a Valentino Rossi. Poi le stagioni sono andate avanti, Acosta s’è ritrovato a miracoleggiare fin dove poteva su una KTM e Marc Marquez a vincere ancora su una Ducati. Domenica scorsa a Balaton, però, il giro 14 di un GP che ricorderemo più per quanto accaduto prima della prima curva che per il resto degli spunti offerti, è andato in scena un duello (a armi impari) che ha fatto saltare sulla sedia pure uno che si emoziona poco come Jorge Lorenzo. E cosa ha detto il cinque volte campione del mondo?

Ha detto esattamente quello che scrivemmo su MOW tempo fa e cioè che Pedro Acosta è un predestinato non solo per il trono della MotoGP del futuro, ma anche per essere colui che “spazzerà via” il grande vecchio. In estrema sintesi? Il 2027 potrebbe essere un nuovo 2015, con uno dei due protagonisti che ha un altro nome, i ruoli che si saranno invertiti e pure – almeno è quello che speriamo – meno polemiche e episodi controversi. “Probabilmente – ha detto Jorge Lorenzo a DAZN Spagna – se il circuito avesse girato più a destra che a sinistra, Marc Marquez non avrebbe vinto così facilmente. E anche il fatto che il suo rivale avesse una KTM ha influito: la KTM è attualmente una delle peggiori in griglia”. Insomma, Pedro Acosta è pronto a vedersela con Marc Marquez, ma non potrà prescindere da una moto migliore secondo il Lorenzo pensiero.

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“La prima mossa di Pedro – dice il cinque volte campione del mondo analizzando il duello del quattordicesimo giro di Balaton - è stata molto astuta: una specie di block pass. Marquez ha poi risposto in maniera molto astuta in una curva a sinistra, dove si trova sempre un po' meglio e piega la moto molto velocemente e con sicurezza. Corre un po' largo, con traiettorie molto diverse, e Márquez la spigola bruscamente. E Pedro, che ha scelto una traiettoria molto più ampia, può avere più velocità nella successiva curva a sinistra. Márquez, angolandola bruscamente, lascia uno spazio lì, e Pedro ne approfitta. Credo che Marc, a 33 anni, abbia abbastanza esperienza per sapere tutto quello che può succedere. Lui sa bene che siamo vicini all’inevitabile cambio generazionale. Arriverà un momento in cui le forze saranno incredibilmente equilibrate. Marc è Marc, potrebbe essere superiore a Pedro sui circuiti a sinistra, e Pedro avrà anche lo svantaggio di essere inesperienza con la Ducati. Ma prima o po arriverà il momento. È come quando ero con Valentino alla Yamaha, Márquez con Rossi. Penso che Pedro si trovi in una situazione particolare in questo momento: è svantaggiato e sta già facendo molto. E’ una fortuna che Pedro non guidi una Ducati e a dirlo è stato proprio Marc Marquez".

Insomma, Marc Marquez è consapevole che il suo tempo, quando Pedro Acosta guiderà una Desmosedici, sarà agli sgoccioli e ecco perché, anche secondo Jorge Lorenzo, il 93 non ha del tutto abbandonato l’idea di poter compiere l’impresa delle imprese in questo 2026. “Ha una forza mentale incredibile: non molla mai – conclude Jorge Lorenzo - Il campionato non è impossibile, è molto difficile, ma non impossibile. E dopo questa gara, dopo domenica, ha già recuperato il massimo dei punti possibili su Marco Bezzecchi. È successa la cosa migliore che potesse capitargli per i suoi punti in classifica piloti. Ha vinto, mentre Bezzecchi, che è in testa, e Jorge Martín, che è secondo, non hanno conquistato punti. In termini di punti, è stata la perdita più consistente possibile. E dimostra anche che può succedere di tutto a chiunque”.

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