image/svg+xml
  • Attualità
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca Nera
    • San Carlo
  • Lifestyle
    • Car
    • Motorcycle
    • Girls
    • Orologi
    • Turismo
    • Social
    • Food
  • Sport
    • MotoGp
    • Tennis
    • Formula 1
    • Calcio
  • Culture
    • Libri
    • Cinema
    • Documentari
    • Fotografia
    • Musica
    • Netflix
    • Serie tv
    • Televisione
  • Cover Story
  • Attualità
    • Attualità
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca Nera
    • San Carlo
  • Lifestyle
    • Lifestyle
    • Car
    • Motorcycle
    • girls
    • Orologi
    • Turismo
    • social
    • Food
  • Sport
    • Sport
    • motogp
    • tennis
    • Formula 1
    • calcio
  • Culture
    • Culture
    • Libri
    • Cinema
    • Documentari
    • Fotografia
    • Musica
    • Netflix
    • Serie tv
    • Televisione
  • Cover Story
  • Topic
Moto.it
Automoto.it
  • Chi siamo
  • Privacy

©2026 CRM S.r.l. P.Iva 11921100159

  1. Home
  2. Sport

10 giugno 2026

Odiare i Mondiali di calcio è cosa buona e giusta. In Usa, Canada e Messico comincia l’edizione più corrotta di sempre

  • di Domenico Agrizzi Domenico Agrizzi

10 giugno 2026

È il Mondiale dell’odio. In Usa, Messico e Canada, regno di Donald Trump, comincia l’edizione più controversa e discussa di sempre. La Fifa di Gianni Infantino è il vero partner in crime. Iraniani, iracheni, calciatori, tifosi, manifestanti, giornalisti: il sentimento del calcio dovrebbe essere l’amore. Stavolta non sarà così

Foto: Ansa

Odiare i Mondiali di calcio è cosa buona e giusta. In Usa, Canada e Messico comincia l’edizione più corrotta di sempre

Tutti odiano il Mondiale. Mancano poche ore alla prima gara, Messico-Sudafrica allo Stadio Azteca di Città del Messico, e sui social navigano flotte di hater di Gianni Infantino, presidente Fifa e strettissimo di Donald Trump, amico e partner in crime (contro l’umanità); o i siti di quotidiani italiani ed esteri per vedere titoli come: “Il Mondiale peggiore di sempre” (Il Fatto Quotidiano), “Tutto quello che c’è di sbagliato nella Coppa del Mondo 2026” (The Independent). Tutto odiano il Mondiale, ma i motivi sono vari. Gli italiani perché non ci saranno: per il terzo anno consecutivo faremo i guardoni dal divano, sperando in qualche cappotto dei rivali francesi o degli inglesi (perché tutti godono a veder perdere gli inglesi). Solo Marco Balich porta in alto la bandiera tricolore come direttore artistico delle tre cerimonie di apertura. Paolo Zampolli, altro uomo del presidente, ha fatto propaganda per settimane promettendo che l’Italia ci sarebbe stata, complice l’esclusione dell’Iran. Ci siamo almeno risparmiati questa umiliazione: l’Iran c’è. Con tutte le difficoltà del caso. La guerra è parte integrante di questa edizione del Mondiale. I calciatori iraniani sono rimasti incerti sul loro destino fino all’ultimo. I visti per entrare negli Stati Uniti sono stati emessi, valgono solo per andare e tornare in giornata (alloggeranno a Tijuana, in Messico) su territorio statunitense, e nemmeno per tutti: 15 persone dello staff sarebbero rimaste senza Visa. Gli Usa smentiscono. Intanto i supporter iraniani sono stati derubati dai loro biglietti dalla Fifa: il carrozzone di Infantino non poteva farci nulla, non decidono loro chi entra ed esce da uno stato sovrano. Neutrali ed equidistanti, come da statuto. La stessa neutralità che ha portato alla premiazione con il Nobel del calcio a Trump, protagonista di un colpo di stato in Ecuador e dell’inizio di un conflitto in Medio Oriente; la stessa equidistanza che ha portato l’esclusione da tutto della Russia (solo nel 2018 partner per i Mondiali – con Infantino a fianco di Vladimir Putin in tribuna d’onore) e non di Israele.

Visualizza questo post su Instagram

Un post condiviso da Laika (@laika1954)

Lo odiano gli italiani, gli iraniani e pure gli iracheni: l’attaccante Aymen Hussein è stato trattenuto dalla polizia di Chicago per sette ore. Secondo Reuters un iter simile è toccato a tutti i componenti della spedizione. Tala Salah, fotografo ufficiale della squadra irachena, è stato respinto dopo 12 ore in aeroporto. Il miglior arbitro africano è dovuto tornare a casa: Omar Abdulkadir Artan è stato fermato nell’aeroporto di Miami, sbattuto in prigione, accusato di essere un terrorista e quindi rimesso su un volo per la Somalia. Ad Al-Shabab è stato accolto come un eroe: fancu*o il Mondiale. Andrew Giuliani della task force Fifa della Casa Bianca ha detto che Artan è stato bloccato “per ottime ragioni”.

Omar Abdulkadir Artan
L'arbitro Omar Abdulkadir Artan rispedito in Somalia Ansa

Girano da ore le immagini dei controlli intensissimi per i senegalesi e uzbeki (anche del mister Fabio Cannavaro). Una prassi concordata ha detto la federazione. Il Senegal e l'Uzbekistan sono tra i Paesi con il travel ban parziale stabilito dal governo degli Stati Uniti. Ma per il calcio faranno un’eccezione. Ci sono altri 37 nazioni nella stessa situazione. L’Iran e altri 18 invece hanno blocco totale all’ingresso. Siamo al paradosso: è il Mondiale con più squadre di sempre, 48 nazionali coinvolte, e quello con più restrizioni. Il calcio è di tutti, recita il claim Fifa. Di tutti meno qualcuno.

Visualizza questo post su Instagram

Un post condiviso da FOOTBALL ITA SHOW 🏟️ (@football_ita_show)

Il Mondiale 2026 è odiato anche da chi sceglie di andare in strada a protestare: lo schieramento di forze di polizia sarà enorme in tutti e tre gli stati. Amnesty International ha lanciato l’allarme e in un report dedicato ha espresso perplessità rispetto alla tutela dei diritti dei manifestanti, della loro sicurezza, nonché della violenza espressa da Ice e Cbp, le forze dedicate al controllo dell’immigrazione e dei confini, coinvolte nei disastri a Minneapolis e Philadelphia e responsabili di strutture e metodi di detenzione inadeguati e contro i diritti umani. Emblematico il caso di Alligator Alcatraz, l’istituto penitenziario in cui, sempre secondo Amnesty, i detenuti sarebbero rinchiusi in “condizioni inumane e insalubri”. Solo nel 2025, gli Stati Uniti hanno deportato più di mezzo milione di persone.

Infantino, il re della Fifa
Gianni Infantino, il re della Fifa Ansa

Odiano Trump e Infantino pure coloro che amano il calcio e non possono permettersi un biglietto. È un Mondiale da ricchi: i prezzi per i biglietti non sono mai stati così alti, inaccessibili per molti, tanto che 180mila tagliandi sono rimasti invenduti. I prezzi ora sono scesi, ma la media è comunque di 800 dollari. Per la finale girano cifre illogiche: 2 milioni di euro per un singolo posto. La Fifa, nel frattempo, si mette in tasca il 30% di commissione su ogni acquisto. 

Donald Trump e Gianni Infantino
Donald Trump e Gianni Infantino Ansa

Anche i giocatori odiano i Mondiali. Fa caldo. Giocheranno sotto al sole. Il cooling break previsto a ogni tempo non basterà. Acquetta e di nuovo a correre. La temperatura nella metà dei match potrebbe superare i 28 gradi limite previsti come soglia di sicurezza. Si temono collassi. Ma per il denaro questo e altro. E per fortuna dentro gli stadi i fan potranno portarsi la bottiglietta da casa. Quelli del 2026 peraltro saranno i Mondiali più inquinanti, più di quelli giocati nel 2022 in Qatar, senza contare che il partner principale, Aramco (del governo saudita: altri compagni di Infantino), è tra le aziende a maggior impatto ambientale del pianeta.

Ai Mondiali 2026 fa caldo
Ai Mondiali 2026 fa caldo Ansa

La Coppa del Mondo delle forze di polizia schierate fuori dagli stadi per prevenire incidenti. La gente non si fermerà e andrà a schiantarsi contro gli agenti. Verranno repressi senza pietà. Così temono molti. In campo si scoppia di caldo, la testa dei giocatori in fiamme contro lo spettacolo, pagato profumatamente, del gioco più bello del mondo. Contano le banconote i funzionari Fifa. È l’ultimo ballo di tanti fuoriclasse, l’esordio delle stelle del futuro. L’Italia non c’è ma siamo abituati. Fuori dagli stadi c’è la guerra: i missili cadono su Teheran uccidendo bambini, le operazioni degli eserciti proseguono contro la pace incarnata del premio offerto da Infantino a colui che ha mosso i conflitti. Alle frontiere i controlli sono esasperanti. È la guerra. La maggior istituzione calcistica del mondo predica inclusività, i valori dello sport, la possibilità di incontrarsi su un terreno di gioco al di là delle differenze, stringendosi la mano e scambiandosi la maglia. Illusioni colpevoli: quello del 2026 è il Mondiale dell’odio. E lo sanno tutti.

https://open.spotify.com/show/5T9xxCp5taZVjub6B8YF56

More

Siamo rovinati! Roberto Mancini nuovo CT della Nazionale è la cosa peggiore che potesse succedere al nostro calcio. Altro che mondiali

di Andrea Spadoni Andrea Spadoni

Il Mancio d'arabia

Siamo rovinati! Roberto Mancini nuovo CT della Nazionale è la cosa peggiore che potesse succedere al nostro calcio. Altro che mondiali

La vendetta di Platini su Infantino prima del Mondiale: Le Roi denuncia il presidente e la Fifa, che però ha pronta la successione. C’è già chi aspira al trono del “king of soccer”

di Michele Larosa Michele Larosa

Viva Le Roi

La vendetta di Platini su Infantino prima del Mondiale: Le Roi denuncia il presidente e la Fifa, che però ha pronta la successione. C’è già chi aspira al trono del “king of soccer”

Tutto quello che sappiamo sul progetto immobiliare di Trump e Kushner in Albania: ci sono di mezzo due qatarioti accusati di finanziare il terrorismo e un boss della mafia albanese (di cui si parlò per l’attentato a Ranucci)

di Domenico Agrizzi Domenico Agrizzi

L'inizio di una barzelletta?

Tutto quello che sappiamo sul progetto immobiliare di Trump e Kushner in Albania: ci sono di mezzo due qatarioti accusati di finanziare il terrorismo e un boss della mafia albanese (di cui si parlò per l’attentato a Ranucci)

Tag

  • Mondiale
  • Calcio
  • Stati Uniti
  • Canada

Top Stories

  • Ma perché la Federtennis (finanziata in parte da denaro pubblico) decide di scendere in campo per salvare La Stampa (privato)? La risposta è più complessa del previsto, c’entrano Sechi-Angelucci, Chiara Appendino e un braccio di ferro con il governo

    di Michele Larosa

    Ma perché la Federtennis (finanziata in parte da denaro pubblico) decide di scendere in campo per salvare La Stampa (privato)? La risposta è più complessa del previsto, c’entrano Sechi-Angelucci, Chiara Appendino e un braccio di ferro con il governo
  • “Vinci troppo, così mi raggiungi”: a Monaco Hamilton incorona Antonelli, mentre anche Toto Wolff rimane senza parole (quasi)

    di Luca Vaccaro

    “Vinci troppo, così mi raggiungi”: a Monaco Hamilton incorona Antonelli, mentre anche Toto Wolff rimane senza parole (quasi)
  • Siamo rovinati! Roberto Mancini nuovo CT della Nazionale è la cosa peggiore che potesse succedere al nostro calcio. Altro che mondiali

    di Andrea Spadoni

    Siamo rovinati! Roberto Mancini nuovo CT della Nazionale è la cosa peggiore che potesse succedere al nostro calcio. Altro che mondiali
  • Forse non ve ne siete accorti, ma l’esordio di Kim Kardashian al fianco di Lewis Hamilton a Monaco è stato un disastro

    di Luca Vaccaro

    Forse non ve ne siete accorti, ma l’esordio di Kim Kardashian al fianco di Lewis Hamilton a Monaco è stato un disastro
  • L’impatto di Verstappen e Rossi, il mondo GT, la F1: a Monza ne abbiamo parlato con il Re del paddock, Stephane Ratel

    di Luca Vaccaro

    L’impatto di Verstappen e Rossi, il mondo GT, la F1: a Monza ne abbiamo parlato con il Re del paddock, Stephane Ratel
  • Nuovo terremoto in KTM? Dai continui guasti in MotoGP a un nuovo (piccolo) Dieselgate, uscire dalla crisi societaria non ha risolto i problemi

    di Cosimo Curatola

    Nuovo terremoto in KTM? Dai continui guasti in MotoGP a un nuovo (piccolo) Dieselgate, uscire dalla crisi societaria non ha risolto i problemi

di Domenico Agrizzi Domenico Agrizzi

Foto:

Ansa

Se sei arrivato fin qui
seguici su

  • Facebook
  • Twitter
  • Instagram
  • Newsletter
  • Instagram
  • Se hai critiche suggerimenti lamentele da fare scrivi al direttore [email protected]

Next

Ma come sta Johann Zarco? Il Team LCR porta Cal Crutchlow anche a Brno ed Assen, ma la storia è un’altra ed è quella di Luca Marini

di Cosimo Curatola

Ma come sta Johann Zarco? Il Team LCR porta Cal Crutchlow anche a Brno ed Assen, ma la storia è un’altra ed è quella di Luca Marini
Next Next

Ma come sta Johann Zarco? Il Team LCR porta Cal Crutchlow anche...

  • Attualità
  • Lifestyle
  • Formula 1
  • MotoGP
  • Sport
  • Culture
  • Tech
  • Fashion

©2026 CRM S.r.l. P.Iva 11921100159 - Reg. Trib. di Milano n.89 in data 20/04/2021

  • Chi siamo
  • Privacy