Il re è morto, viva il Re! O meglio: Le Roi, Michel Platini, che dopo anni in sordina è ritornato a parlare. Era finito ai margini del mondo del calcio dopo che nel 2015 un'indagine svizzera aveva sollevato lo scandalo di un presunto pagamento di due milioni di franchi ricevuto dal capo della Fifa Sepp Blatter nel 2011 per consulenze svolte tra il 1999 e il 2002. Da lì, la squalifica dal comitato etico delle Fifa per otto anni (divenuti poi 6) da tutte le attività calcistiche. Poi anni di gogna mediatica, di limbo giudiziario fino alla definitiva assoluzione nel 2022. "Voglio pulire il mio nome da tutte le false accuse a mio carico. La mia famiglia ha sofferto molto. Lo scopo era di cacciarmi dalle istituzioni, volevano eliminarmi e ci sono riusciti. Ma non ho rimpianti" ha dichiarato nel 2024 a Le Figaro. Un vero e proprio caso di malagiustizia, di un uomo e delle sue ambizioni rovinati da accuse rivelatesi poi infondate. Lo ha chiamato "il caso Dreyfus" del calcio, rifacendosi a uno degli scandali giudiziari più famosi della storia, quello dell'ufficiale militare Alfred Dreyfus, che nel 1894 in Francia venne condannato per tradimento sulla base di prove false, degradato, imprigionato su un'isola sperduta e la sua vita fu distrutta, finché, anni dopo, la verità venne a galla e fu riabilitato.
Oggi, come un nouvelle Conte di Montecristo, Platini torna per consumare la sua vendetta. Ha denunciato il suo "amico" Gianni Infantino e altri funzionari svizzeri del calcio e della procura. Per l'esattezza la Bbc parla di una denuncia penale, presentata ai tribunali francesi di "persecuzione dolosa". In una separata azione civile, Platini chiede poi un risarcimento economico alla Fifa per i presunti tentativi di ostacolare la sua elezione a presidente.
Sì, perché il caos giudiziario secondo la tesi dell'ex 10 sarebbe scaturito dall'intenzione di arrestare la sua ascesa ai vertici della Fifa. Platini all'epoca era il numero uno della Uefa, Gianni Infantino il suo braccio destro e segretario generale, e il francese sembrava l'erede naturale al trono di Blatter alla Fifa, che poi dopo lo scandalo andrà proprio a Infantino. "Ho sofferto per un mese perché c'erano tante cose che non si capivano. Quando ho capito da dove venisse il tutto mi sono detto che dovevo cominciare a difendermi" ha detto Platini commentando il suo calvario giudiziario.
A chi lo accusa di un colpo di mano per riprendersi la Fifa lui smentisce, la sua denuncia è solo una mera questione di dignità. Non è un caso che arrivi a tre giorni dall'inizio del Mondiale nordamericano, in uno dei momenti più delicati per Infantino e la Fifa, preoccupati da tensioni geopolitiche e da un controverso e imbarazzante rapporto con Donald Trump. Nel frattempo, secondo il Guardian, Infantino avrebbe già in mente il suo successore: Victor Montagliani, vicepresidente FIFA e presidente della CONCACAF, l'uomo che ha organizzato questo Mondiale.
Insomma, il palazzo si muove ma il nuovo terremoto potrebbe cambiare tutto. Le Roi non vuole la corona, non gli interessa più. Dice. Vuole qualcosa di più sottile e forse più prezioso: che venga scritto nero su bianco, davanti a un tribunale, chi ha manovrato nell'ombra e perché. Per rovinare la festa a Infantino e riprendersi la sua vendetta.