Ma come? Pensavamo di esserci liberati per un po' di Jake Paul dopo il match di dicembre contro Anthony Joshua. Invece ce lo siamo ritrovato in lacrime sugli spalti della Milano Ice Skating Arena. Questa volta nessun accordo milionario con Netflix, nessun pay per view, Paul è a Milano per sostenere la sua fidanzata Jutta Leerdam. Olandese classe 1998, Leerdam gareggia nel pattinaggio di velocità. È stata un fenomeno a livello juniores, campionessa mondiale nel 2017, poi ha vinto l'argento nel 2022 alle Olimpiadi di Pechino. Dal 2023 è legata sentimentalmente al gallo di Cleveland. Una love story che le ha attirato followers, milioni di followers, ma anche tutto il codazzo di critiche che l'influencer si porta dietro. La vita scintillante della pattinatrice poco si concilia con quella dell'atleta olimpica. La vita social, gli outfit al Met Gala, i viaggi nei luoghi del jet-set mondiale, una generale ostentazione del lusso e della ricchezza. In patria è stato criticatissimo il suo arrivo a Milano a bordo di un aereo privato, mentre gli altri atleti hanno viaggiato insieme come delegazione olandese. Leerdam si eleva a diva, non è come gli altri atleti. Un gesto che cozza con lo spirito olimpico, quello di unione fra gli atleti dei vari sport e delle varie nazionalità. Un'ostentazione del lusso che fa a botte anche con l'immagine classica dell'atleta olimpico, quella dell'asceta dedicato anima e corpo al suo sport, spesso dilettante e affiliato ai corpi militari. Con l'idea romantica di sacrificio che si pretende dagli atleti olimpici.
Durissime critiche sono arrivate anche dall'ex calciatore orange Johannes Gerrit Derksen, oggi opinionista sportivo: “Vive già come una milionaria, con jet privati e tutto il resto. Il suo comportamento è orribile per me. È come quello di una diva non di una professionista prossima ad una Olimpiade. Se fossi il suo allenatore, non lo tollererei. A poco a poco tutta l'Olanda sta iniziando a stancarsi del suo comportamento”.
Ma poi le Instagram Stories finiscono, e rimangono il ghiaccio, le lame d'acciaio e la pista. Leerdam ha gareggiato ieri nella finale dei 1000m. Al suo fianco la giapponese Miho Takagi, proprio lei le arrivò davanti a Pechino. Il suo opposto, privata, privatissima, discreta, giapponese in tutto. Le due atlete partono ma gli occhi sono puntati sulla tuta arancione che scivola velocissima sul ghiaccio. Passa avanti e prende vantaggio, sempre di più, potrebbe essere medaglia, potrebbe essere oro, ma non solo. Jutta taglia il traguardo e il cronometro si ferma su 1'12''31, è il nuovo record olimpico.
E allora in un attimo si spengono le polemiche, la sua vita privata passa, giustamente, in secondo piano. Resta un risultato sportivo straordinario e delle lacrime, vere, che sbavano il trucco pesante sulla faccia della nuova campionessa olimpica.