Max Verstappen ha sciolto ogni dubbio: via il numero #1 del campione del Mondo, che la prossima stagione verrà utilizzato da Lando Norris, l’olandese sarà in pista con il #3 e non con il vecchio #33. Una scelta di cuore, come raccontato a Viaplay: “Il mio numero preferito è sempre stato il #3, a parte l’#1. Ora lo possiamo cambiare e sì, sarà il #3. Il #33 mi è sempre andato bene, ma preferisco un singolo 3 a due 3. Ho sempre detto che rappresentava una doppia fortuna, ma ne ho già avuta in Formula 1”.
Ce l’ha avuta eccome nonostante il titolo sfumato per soli due punti nel 2025, dopo una rincorsa da cinema fino all’ultima gara. Eppure, dietro la scelta fatta c’è anche un’altra storia, esilarante, che vede la compagna Kelly Piquet protagonista. L’altro numero considerato dal quattro volte campione del Mondo, infatti, è stato il #69, come ribadito in parecchie interviste concesse nell’ultima parte di stagione: “Anche quello è un bel numero, ma ogni volta che lo dico in un’intervista e viene ripreso, Kelly mi guarda come per dire: ‘Ma che assurdità stai dicendo?’. E io le rispondo: ‘Sì, bisogna anche divertirsi ogni tanto”.
Non c’è bisogno di spiegare perché la compagna, figlia del grande Nelson, non gradisse quel 69. E nel 2026, quindi, ci sarà nuovamente una Red Bull con il #3, lo stesso utilizzato da Daniel Ricciardo durante i suoi cinque anni con il team di Milton Keynes. Un anno in cui, forse, “la doppia fortuna” del vecchio #33 sarebbe servita: per gli austriaci sarà l’inizio di una nuova sfida, quella che li vedrà correre per la prima volta in Formula 1 con una power unit propria, costruita in casa: negli anni si sono alternate Ferrari, Renault e Honda, fino al grande passo in collaborazione con Ford.
Tutto sarà progettato nel nuovissimo Red Bull Powertrains di Milton Keynes, diventando a tutti gli effetti un costruttore al pari di Ferrari, Mercedes e Audi. Un’opportunità vista la rivoluzione regolamentare che entrerà in vigore la prossima stagione, ma anche un anno dalle tante incertezze, come spiegato dal team principal Laurent Mekies a Sky durante la cerimonia dei ‘Caschi d’Oro’ organizzata da Autosprint: “La decisione di fare una power unit nostra con l’aiuto di Ford è quasi folle. Non c’era niente a Milton Keynes e abbiamo deciso di fare tutto da zero, assumendo centinaia di persone e comprando i banchi dinamici. Siamo ben coscienti di non poter pretendere di arrivare subito allo stesso livello di chi fa motori da 90 anni. Terremo fede comunque alla filosofia Red Bull, ovvero massima presa di rischi e speriamo di trovare la quadra in fretta”.
Una filosofia rappresentata alla perfezione dalla rincorsa di questa stagione, su cui in pochissimi avrebbero scommesso. È stato un rischio anche quello e, sempre il francese, lo ha sottolineato pensando proprio al 2026: “Abbiamo cercato di capire fino in fondo la macchina, non abbiamo voluto fermare gli sviluppi, e tutto questo, forse, avrà un costo l'anno prossimo, ma per noi era importante andare alla ricerca del limite della vettura”.