Kimi Antonelli è il nuovo campione del Mondo di F1. A 20 anni e 68 giorni, il più giovane nella storia a riuscirci, alla sua seconda stagione nel Circus e dopo un terzo posto artigliato con una staccata micidiale in Curva 1 in Messico, dopo la seconda ripartenza, per passare Charles Leclerc. È il giorno che tutta Italia aspettava da 73 anni, con un vuoto iniziato nel 1953 dopo l’ultimo dei due titoli di Alberto Ascari. Da quel momento in poi, solo promesse mai mantenute. Di tempo ne è passato, ma ne è valsa la pena. Lo fa con una stagione impressionante, dall’inizio alla fine, demolendo tutti i suoi avversari a partire dal suo compagno di squadra, George Russell, per tutti il grande favorito per questo 2026.
Nove vittorie, di cui almeno cinque magie: la prima, a Shanghai, per prendersi il suo primo successo in carriera a nemmeno vent’anni. La seconda, a Miami, staccando Russell al traguardo (quarto) di ben 43 secondi. Poi Monaco con un giro sensazionale in qualifica e due partenze da campione, la sua Monza partendo dalla diciannovesima posizione, diventando l’unico della storia a firmare un’impresa tale, e infine Austin, nel weekend del suo primo match point. Soprattutto quando la Mercedes è sembrata essere in difficoltà, lui ha fatto la differenza.
Realizza così quel sogno che da bambino lo accompagnava prima negli autodromi al seguito di papà Marco, possessore di una squadra nei campionati GT, poi nei kartodromi di tutto il mondo dettando legge. Dopo due titoli europei arriva il salto in monoposto, vincendo all’esordio il Campionato italiano e quello tedesco di F4. Un anno dopo raddoppia in Formula Regional, prendendosi le due serie principali nel mondo: prima la Middle East, poi quella europea.
Prima di arrivare in F1 un anno complicato in F2, da rookie, con “solo” due vittorie. Nonostante ciò, la fiducia di Mercedes e di Toto Wolff, che lui definisce un po’ come il suo secondo padre, non è mai venuta a mancare, nemmeno dopo quell’incidente alla prima uscita su una F1, a Monza, al secondo giro delle FP1. La risposta della squadra è stato annunciarlo come pilota titolare per il 2025, succedendo a Lewis Hamilton. E dopo gli alti e bassi, la crescita, le difficoltà e le gioie dei primi tre podi all’esordio tra i grandi, quei piloti che per anni aveva sognato di raggiungere, una stagione da fuoriclasse puro.
Sensazionale, perché altri aggettivi per descriverlo in questo 2026 non ce ne sono. Più forte dei suoi rivali e della pressione sempre maggiore dopo ogni gara, la stessa che un anno fa stava per mangiarlo. Un’impresa titanica per riscrivere la storia non solo della F1, ma dello sport Mondiale.
Signori, che spettacolo. Che emozioni, Kimi Antonelli.