73 anni dopo Alberto Ascari, un italiano partirà dalla pole position a Silverstone. Perché anche in Inghilterra, Kimi Antonelli ha scritto un pezzo di storia di questa F1 con un giro stratosferico, diventando il più giovane a metterne a segno una nella casa del Circus. Inarrestabile, confermandosi il più veloce dopo la vittoria nella Sprint Race, con anche in questa occasione la situazione totalmente sotto controllo dall’inizio alla fine della sessione.
Non sbaglia niente e, ancora una volta, agli altri non resta che arrendersi. È sempre più un tutt’uno con la W17 e lo si nota ormai ad ogni giro che completa, che sia in prova, in qualifica o in gara. E soprattutto, fa la differenza su tutti gli altri, Russell compreso, che come al termine della Sprint Qualifying paga tre decimi a casa sua, sulla pista che doveva vederlo favorito.
Così non è stato, in una sessione che ha avuto un solo momento leggermente concitato, all’inizio del Q3. La bandiera verde sventola, il box ordina ad Antonelli di uscire. Lui rilascia la frizione della sua Mercedes e si avvia, ma quando si accorge di essere il primo chiede spiegazioni via radio, con un tono abbastanza deciso. Poi la perfezione, fino alla bandiera a scacchi.
“Non mi piace mai uscire per primo nell’ultimo tentativo, quindi c’era un po’ di tensione”, racconta una volta sceso dalla W17 in parco chiuso, ai microfoni di F1TV. “L’ultimo giro però è stato molto preciso: è andato tutto liscio e sono riuscito a mettere insieme ogni settore. Il vento ha reso le cose complicate a causa di folate del tutto imprevedibili, ma abbiamo costruito il nostro ritmo sessione dopo sessione. Conquistare questa pole è stato davvero soddisfacente”.
È andato tutto per il verso giusto, complice una monoposto sui binari e un lavoro impeccabile, con l’obiettivo di trovare anche l’ultimo dei centesimi disponibile: “Non abbiamo cambiato nulla a livello di assetto meccanico sulla vettura”, spiega sempre a F1TV. “Abbiamo lavorato su piccoli dettagli, come la gestione del differenziale, la vibrazione dei freni e il mio stile di guida. Ci siamo concentrati sull’aggirare i problemi e alla fine abbiamo trovato una fiducia che mi ha aiutato a progredire costantemente durante le qualifiche”.
In gara toccherà guardarsi negli specchietti, soprattutto al via. Alle sue spalle scatteranno le due Ferrari di Leclerc ed Hamilton, per certi versi la sorpresa del weekend visto che nessuno se li sarebbe aspettati lì davanti: “Sicuramente non sarà semplice, loro collaboreranno senz’altro per mettermi in difficoltà. Il loro passo gara è buono, ma il nostro si è dimostrato molto forte durante la Sprint. Speriamo di poter mantenere quel livello anche domani e di mettere in piedi una bella gara”.
Un’altra giornata perfetta, mettendosi comunque nella migliore condizione possibile in vista della gara. Lo stesso non può dirlo Charles Leclerc dopo una mattinata caotica, finito quinto nella Sprint Race, ma tornato davanti in qualifica con un super giro, vanificato soltanto dall’italiano.
Stavolta è lui la prima Ferrari e, a sentirlo, questa qualifica rappresenta una liberazione: “Sono molto soddisfatto. Vengo da alcune gare non facili, in cui il feeling con la vettura mancava e faticavo a mettere insieme un buon giro. La domenica, poi, abbiamo avuto diversi problemi che ci hanno impedito di fare punti”, esordisce a F1TV.
“Per questo è bello essere tornati e aver ritrovato le giuste sensazioni; oggi probabilmente è stata la prima volta in cui ho guidato con piena fiducia, e questo è un ottimo segno. Allo stesso tempo so quanto abbiamo faticato a essere costanti di recente, quindi questo è solo l’inizio, ma resta un ottimo passo nella giusta direzione”, continua sorridente come non lo si vedeva da un po’.
È secondo posto che vale tanto, arrivato in quel che per molti è il momento più complicato mai vissuto da quando è arrivato in Ferrari. “Nelle ultime settimane abbiamo dovuto analizzare ogni singolo dettaglio, perché perdevo parecchio tempo e non avevamo il passo. In situazioni simili devi mettere sotto la lente d’ingrandimento qualsiasi cosa, dallo stile di guida a ogni aspetto tecnico. Credo che il team abbia lavorato davvero molto bene e sono felice di questo secondo posto. Ovviamente mi sarebbe piaciuto essere in pole, ma Kimi ha fatto un giro incredibile e se la merita tutta. In ogni caso, è un’ottima prima fila per domani”.
Zittisce tutti quelli che non aspettavano altro per scendere dal carro, come sempre. Perché nonostante la fatica fatta, non ha dimenticato come si guida. E su una pista come Silverstone, sicuramente non la più semplice per i piloti, è tornato, così come ha fatto la sua Ferrari. Che spettacolo per l’Italia questa F1.