Ve lo ricordate quando, un paio di stagioni fa al Mugello, Brad Binder con la KTM tocco la velocità di 366,1 km/h? Erano i tempi in cui il marchio austriaco neanche poteva immaginare la tremenda crisi in cui poi è piombato, ma erano anche i tempi in cui quel motto, ready to race, doveva essere per forza sinonimo di potenza estrema e cavalli. Tanti. Forse troppi. Sicuramente ingestibili, soprattutto per pneumatici che poi finivano prima che finissero i giri di gara. Per KTM, adesso, il 2026 ha rimescolato anche questo portando alla luce un paradosso squisitamente tecnico: per andare più lontano, la KTM ha deciso di andare più piano. Almeno in rettilineo.
L'inizio della stagione a Buriram ha infatti raccontato di una RC16 più lenta di molte delle rivali, ma che – anche se chiaramente non basta un solo week end di gara per tirare conclusioni – è oggi la moto in vetta alla classifica generale con Pedro Acosta. Dall’Austria fanno sapere che non è stato un caso o mera fortuna, ma il frutto di una scelta di campo che Sebastian Risse, direttore tecnico di KTM. La direzione, come raccontano i colleghi di Speedweek, è stata tracciata già nell'estate del 2025. “Abbiamo compiuto molti piccoli passi- dice proprio Risse - Intorno alla pausa estiva del 2025, abbiamo definito una direzione e l'abbiamo perseguita con coerenza. Ridurre la top speed sembra paradossale, ma l'obiettivo è sempre quello di rendere la moto comunque più veloce nel complesso. L'attenzione si è sempre concentrata sul miglioramento dei tempi sul giro”.
I numeri di Buriram parlano chiaro: mentre le Aprilia di Martin e Bezzecchi volavano a 345 km/h e Bagnaia rispondeva col medesimo tono, la KTM più rapida — quella Tech3 di Enea Bastianini — si fermava a 342,8 km/h. Acosta e Binder sono rimasti ancora più indietro. Eppure, Acosta l'ultima curva l'ha fatta davanti a tutti nel sabato e dietro solo all’imprendibile Bezzecchi nella gara lunga di domenica. “Esistono molti modi – dice ancora Risse - per aumentare la velocità. Uno di questi consiste nel ridurre un po' i picchi di potenza e sacrificare anche un po' di velocità massima”. In sostanza: meno prepotenza meccanica, più fluidità. Una moto meno "bestia" e più "strument (sic), proprio come Pedro Acosta aveva chiesto a lungo nella passata stagione. Una moto che, anche se sembra assurdo dirlo, ricorda un po’ la Yamaha dei tempi di Valentino Rossi: non capace di velocità assurde, ma più guidabile e morbida tra le curve.
Sarà la stessa filosofia che KTM adotterà anche per la nuova moto da 850cc che debutterà nel 2027? Probabile, almeno stando a quello che si è visto nel test di Jerez con Dani Pedrosa, Pol Espargarò e i test team. Il nuovo motore, stando a quanto è dato sapere, paga circa 30 CV rispetto all'attuale 1000 cc, ma la filosofia del "meno è meglio" sembra aver già contagiato anche il reparto corse del futuro, come ha confermato Heinz Kinigadner, consulente di peso in casa KTM.