L’egemonia culturale passa anche dallo sport. Nel cinema sono tanti gli scossoni che hanno fatto vibrare le nomine di Alessandro Giuli, e con gli Internazionali di Roma in corso (e con un fenomeno azzurro come Jannik Sinner nel roster) anche il tennis diventa un tema. È il Fatto Quotidiano che ne parla: questa edizione del 1000 al Foro Italico è la prima della coppia Federtennis e Sport e Salute, l’azienda pubblica (il cui unico azionista è il ministero delle Finanze) che appunto di sport si occupa. Occorre però risalire al Decreto Sport del 2025 per capire ciò che accade oggi: per le Atp Finals a Torino videro la presenza di Sport e Salute nell’organizzazione, con 100 milioni di finanziamento pubblico al torneo in 5 anni. In parallelo si stavano sviluppando ragionamenti anche su Roma, pur riconoscendo la capacità del presidente della Federazione, Angelo Binaghi, capace di portare il tennis su un altro livello, avvicinando il calcio per numero di tesserati e addirittura superandolo nel 2025 per ricavi. E sempre a fine 2025 Federtennis e Sport e Salute trovano l’accordo per gli Internazionali, con Binaghi “costretto”, sostiene il Fatto, a cedere per le richieste elevatissime della partecipata statale in termini di affitto del Foro (di cui è proprietaria): 15 milioni all’anno. Troppi. Ed ecco spiegato quindi l’accordo sottoscritto: contratto di 4 anni più 4, con ricavi ripartiti al 50% e l’ad del 1000, Diego Nepi, che ha dato incarico al dipartimento marketing di Sport e Salute, guidato da “luogotenente” di Fratelli d’Italia Giuseppe De Mita, figlio di Ciriaco, uomo della Dc e gradito a Giorgia Meloni.
L’ecosistema del Foro Italico, va da sé, non è limitato al tennis. Si sviluppa ben oltre, raccogliendo imprese, imprenditori, aziende pronte a investire nell’indotto. Secondo Lorenzo Vendemiale, autore del pezzo uscito sul Fatto, è a partire da tutto questo che trova spiegazione l’investimento della Federtennis in un Atp 250 sull’erba a partire dal 2028: con gli Internazionali affiancati da Sport e Salute, Binaghi aveva l’intenzione di tenersi un torneo “esclusivo”. Ma cedere qualche centimetro a Roma dovrebbe significare maggior spazio a Torino, conclude Vendemiale. Le Finals dovrebbero essere divise in due, il torneo vero e proprio da una parte e l’insieme di iniziative circostanti dall’altra, con Sport e Salute che solo in questo secondo settore farebbe confluire denaro pubblico. A Roma, nel frattempo, è stato registrato il record di biglietti venduti in una singola giornata. Il fatturato annuale? Quasi 100 milioni.