La nuova era della Formula 1 continua a far discutere. In pista le monoposto hanno sorpreso per chilometri macinati fin qui senza problemi, ma a livello tecnico l’ultimo ciclo regolamentare sembra nato sbagliato. Troppa potenza proveniente dalla parte elettrica della power unit, con i piloti perennemente chiamati a gestirla soprattutto nei giri tirati, quelli dove al contrario bisognerebbe dare tutto ciò che si ha. È una Formula 1 difficile da comprendere, specie per chi la guarda da casa: almeno fin qui si è parlato quasi solo ed esclusivamente della gestione dell’energia, con i piloti che, forse, stavolta diventeranno a tutti gli effetti degli ingegneri che corrono veloce.
Il 2026 sarà una rivoluzione, ma di sicuro sembra andare contro la natura genuina delle corse e i piloti non hanno mancato di sottolinearlo, Lewis Hamilton e Max Verstappen su tutti. E per capire quanto difficile da comprendere sarà questa nuova era ci è bastato ascoltare Kimi Antonelli parlare di sorpassi, modalità e gestione dell’energia: “È molto complicato, soprattutto per chi non vive la Formula 1 dall’interno”, ha ammesso il pilota Mercedes durante una lunga intervista concessa a Sky Sport F1. “Quest'anno abbiamo l'aerodinamica attiva che alla fine è come un DRS, solo che si abbassa anche l'alettone anteriore. Poi, un'altra differenza sostanziale è che si può sempre usare nelle zone consentite. Non vale più la regola dell’essere entro il secondo dalla vettura precedente. Questa modalità la puoi usare anche se sei primo con 30 secondi di vantaggio”.
Fin qui tutto lineare, ma tutto diventa più complicato quando Kimi inizia a parlare di modalità boost e sorpasso, il cui utilizzo varia soprattutto in base alla strategia di attacco o di difesa che chi in macchina vorrà adottare: “La modalità sorpasso funziona come il DRS: si può attivare quando sei entro il secondo da chi ti precede, aumentando la potenza della batteria che, però, ogni secondo diminuisce. A volte, però, la velocità che si potrebbe raggiungere è limitata altrimenti si andrebbe troppo forte”, spiega Antonelli cercando di essere il più chiaro possibile, pur dovendosi fermare più volte e riformulare quanto affermato. “Poi abbiamo la modalità boost, che puoi usare sia per sorpassare che per difenderti”.
Qui nasce il primo grande problema: “Se io ti attacco con il boost e sono in modalità sorpasso, e tu ti difendi con il boost, può darsi che, in una pista come in Bahrain dove subito dopo hai un altro rettilineo, dopo esserti difeso sarai messo molto male con la batteria e io ti svernicerò”. Tutto, quindi, diventa vano.
Ma cosa succede, invece, se chi difende non utilizza il boost? “Il rettilineo dopo posso utilizzarlo e risorpassarti perché, anche se tu hai la modalità sorpasso attiva, non è che hai batteria infinita. Puoi cercare di ricaricarla un po’ più in fretta, ma se hai due rettilinei attaccati e usi il boost, nel rettilineo successivo la finisci”.
Tutto diventa un gioco di strategia, persino un sorpasso. E il problema vero non è il dover pensare prima di attaccare, come un pilota sempre fa, ma il dover mettersi a calcolare a 300 Km/h il modo migliore per non rimanere senza energia ed essere sverniciato dieci secondi dopo: affascinante da un lato, cervellotico e anti Formula 1 dall’altro.
In fondo, quando Verstappen parlava di gare passate a gestire non aveva poi tutti i torti. E infatti, resasi conto dell’effettiva situazione, la FIA starebbe valutando i primi interventi significativi per correggere alcune criticità strutturali del nuovo regolamento. La prima ipotesi? Ridurre il peso della componente elettrica della power unit, passando dall’attuale ripartizione 50% termico e 50% elettrico a un 60-40 nel breve periodo, senza escludere un possibile ritorno al 70-30 adottato dalla precedente generazione di vetture.
Un passo indietro necessario, ma anche un danno d’immagine non indifferente specie per una nuova era che prometteva di essere rivoluzionaria. In certi sensi lo è, ma la situazione potrebbe cambiare ancor prima del finale di stagione nonostante i problemi verranno risolti come sempre accade nel circus. È però un flop annunciato, ora più che mai.