Stiamo vedendo la MotoGP più bella degli ultimi 10 anni. Due case italiane a giocarsi il titolo davanti a piloti diversi e velocissimi a cui si aggiungono drammi, infortuni, colpi di mercato. La legge dell’attrazione sta funzionando per Liberty Media, che ora deve solo vendere lo show. Ma la stagione con i macchinari più veloci della storia potrebbe produrne un’altra, nel 2027, ancora più micidiale, non soltanto per lo storico passaggio da Michelin a Pirelli e l’arrivo delle 850, perché questo sport continuano a farlo gli uomini, i piloti.
È giovedì 25 giugno, ad Assen si consuma quella che ad oggi è stata l’unica conferenza stampa interessante della stagione. È quella degli annunci Ducati, ci sono quindi Pecco Bagnaia che lascia il team, Marc Marquez che rimane per vincere ancora e Pedro Acosta ad affiancarlo. Per quanto fosse stato tutto scritto sui contratti firmati d’inverno, sentirne parlare direttamente i diretti interessati ha avuto un impatto mediatico assolutamente pirotecnico grazie a Pedro Acosta.
È passato poco più di un quarto d’ora quando Matt Birt ha chiesto ad entrambi, Marquez e Acosta, come sarà condividere il box il prossimo anno. Parte Marc: “Di sicuro Pedro è uno dei migliori piloti che c’erano sul mercato e credo che fosse una delle migliori scelte per qualunque team. E sì, è un pilota forte, giovane e fresco, sarà velocissimo da subito. Non andrò oltre perché ho un rispetto enorme per Pecco che è il mio compagno di squadra”.
A questo punto risponde l’altro: “L’ho detto tante volte, sarà un onore dividere il team con Marc. Ho anche detto che lui è verso la fine della sua carriera e io la sto appena iniziando in MotoGP”. Marc Marquez, che purtroppo non viene inquadrato dalle telecamere, mostra una punta di fastidio, ma non potrebbe essere altrimenti. Acosta continua: “Per questo credo che sia una buona opportunità per me di poter imparare un po’ da lui e prendere un po’ della sua esperienza. Alla fine lui è l’ultimo di quell’epoca che ha guidato con Dani Pedrosa, Jorge Lorenzo e Valentino Rossi”.
Non solo gli ha dato del vecchio, ha pure lasciato intendere che la cosa più interessante di Marc è l’aver corso con gli altri tre. Certo, non serviva una conferenza stampa così per capire che i due non si amano e non si ameranno mai, come non serviva la sfida a inizio anno in Thailandia. Serviranno le prossime però, perché saranno stagioni esagerate. Di certo il dualismo all’interno del box Ducati sarà speculare a quello che troveremo nell’altra squadra italiana, l'Aprilia, dove ci saranno due piloti che fino ad oggi si sono sempre voluti bene. Vedere come si svilupperà la situazione Bezzecchi-Bagnaia sarà altrettanto interessante. E sarà curioso capire quale delle due case a portare a casa il premio grosso. Ammesso che non sia una terza a farlo, come per esempio la Honda di Fabio Quartararo.