Dal suo rientro dopo l’ultima operazione al braccio, l’unica costante nelle domeniche di Marc Marquez è che ha raccolto soltanto due risultati, uno all’opposto dell’altro: tre volte primo (a Balaton, Brno e Sachsenring) e tre volte settimo (Mugello, Assen e Silverstone). Nello specifico, durante il GP di Gran Bretagna Marc ha sofferto l’usura della gomma nella Sprint e la sua condizione fisica durante il Gran Premio, come ha raccontato lui stesso nel documentario Inside prodotto da Ducati: “Oggi la gomma andava meglio, ma fisicamente non ero lì. Rispetto alle prove… perdevo l’anteriore in curva 1 e 9, non mi piaceva un granché”. E ancora: “Ero a rischio caduta, non riuscivo a controllare il mio braccio destro”.
Silverstone non gli è mai piaciuta, tant’è che ci ha vinto “solo” due volte in carriera, eppure il problema è un altro. Il braccio destro, che sembrava guarito per l’ennesima volta dopo l'operazione seguita alla caduta di Le Mans - quando i medici avevano asportato materiale osseo e viti piegate - adesso pare quello di inizio stagione: è come se in alcune circostanze smettesse di funzionare correttamente, dandogli dei fastidi difficili da prevedere e soprattutto da affrontare in pista.
Tirando a indovinare, Marc perde efficacia in circuiti veloci e quindi fisici, dove sei obbligato a spingere sul manubrio a oltre 200 all’ora per far girare la moto. E, sempre a guardare i risultati, soffre soprattutto la domenica, quando il corpo è già provato da giorni sulla MotoGP e l’intensità richiesta dalla gara è più alta. Il fatto paradossale è che lui non sta male in senso assoluto, il dolore arriva solo in alcuni casi e lo fa come una coltellata: nella giornata di ieri infatti, la compagna Gemma Pinto l’ha fotografato mentre si allenava col motocross, cosa che non fai se il braccio destro ti brucia dal dolore.
La situazione sembra quindi simile a inizio anno, quando nonostante il suo incredibile talento Marc sentiva pizzicare il nervo del braccio senza davvero sapere quando sarebbe successo e come difendersi. I medici nell'ennesima operazione hanno rimosso le viti piegate e per un po’ è sembrato funzionare, eppure la sensazione è che in circuiti dove c’è da lavorare molto fisicamente (come la Malesia, per esempio) sarà ancora in lotta con sé stesso. Come per buona parte della sua carriera. Il che, comunque, non dovrebbe impedirgli di giocarsela fino a Valencia.