Tenere la porta inviolata alla seconda partita in Serie A non è cosa da tutti. Soprattutto con la pressione di un Olimpico tornato gremito ed elettrico. Soprattutto se hai 21 anni. Ancora di più contro il Milan, obbligato alla vittoria per tenere accesa la fiamma dello Scudetto. Incoronato all'improvviso dall'infortunio di Provedel, il giovane Edoardo Motta si è trovato catapultato fra i pali di una big dopo appena sei mesi in Serie B. Ma il portierino si è fatto trovare pronto, e con lui fra i pali la Lazio ha due luci verdi su due. Ma chi è il talento che si sta prendendo la Lazio?
Chi è Edoardo Motta?
Quella di Edoardo Motta è innanzitutto una bella storia di calcio. Una storia di bivi, di fortuna improvvisa che si incrocia con la bravura. Chi lo avrebbe detto che oggi sarebbe stato titolare in una big di Serie A? Nessuno, nemmeno lui probabilmente. Edoardo Motta, classe 2005 e una faccia da bambino su un corpo da gigante, la stagione 2025/26 l'ha iniziata infatti nel campionato cadetto. In Serie B, e neanche in una squadra di vertice, di quelle che puntano al grande salto. Motta arriva dalla Reggiana, squadra in cui ha giocato gli ultimi anni in Primavera e che ha deciso per prima di promuoverlo in prima squadra. Una squadra invischiata nelle zone basse della classifica, quelle che in Serie B possono essere delle vere e proprie sabbie mobili. Si è conquistato il posto dopo un anno di apprendistato dietro l'esperto Francesco Bardi. Sei mesi convincenti fino a gennaio, che gli sono valsi a novembre anche la prima convocazione in under 21.
Nel frattempo in Serie A la Lazio decide di liberarsi di Mandas, il secondo di Provedel, che a gennaio viene spedito in Inghilterra al Bournemouth in prestito con diritto di riscatto in un'operazione da circa 20 milioni di euro. Un modo per fare cassa, un'operazione orchestrata da Lotito senza il beneplacito dell'allenatore Sarri. Al posto di Mandas come vice-Provedel la Lazio decide di puntare sul giovane Motta. Per il ventunenne sono in preventivo alcuni anni di apprendistato dietro Provedel, magari qualche presenza in Coppa Italia o nelle partite estive, qualche prestito, ma il calcio è strano. Provedel si infortunia alla spalla, stagione finita e Lazio senza portiere. Motta in un anno passa così dall'essere il secondo portiere della Reggiana al titolare della Lazio. "Io sto vivendo questo momento con grande spensieratezza, è una cosa che mai mi sarei aspettato. Né di esordire né di giocare più partite in Serie A. Dispiace per Provedel perché è davvero un ragazzo d’oro e un portiere eccezionale. E la Lazio ha bisogno di un portiere con l’esperienza e il carisma di Ivan. Non vedo l’ora torni, anche per me. Avere una spalla così importante da cui apprendere ogni giorno è utile per il mio futuro e per la mia crescita” ha detto Motta, che intanto si gode due ottime prove contro Sassuolo e Milan. Ora il difficile sarà confermarsi e le date da cerchiare sul calendario sono il ritorno della semifinale di Coppa Italia contro l'Atalanta il 22 aprile e il derby del 17 maggio. Intanto a mangiarsi le mani è la Juventus. Motta è cresciuto nelle giovanili bianconere e, nel momento di difficoltà di Di Gregorio, chissà se uno come lui non avrebbe fatto comodo alla squadra di Luciano Spalletti. L’ennesimo talento allevato a Torino e lasciato andare troppo presto, come già successo con Matias Soulè e Dean Huijsen. Il calcio però è fatto di sliding doors, oggi se lo gode la Lazio, e il futuro sembra essere tutto dalla sua parte.