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27 marzo 2026

La Pasqua della MotoGP è al COTA: Marc Marquez è risorto (per chi lo aveva già crocifisso) nel venerdì di Austin (con cinque italiani in top10)

  • di Emanuele Pieroni Emanuele Pieroni

27 marzo 2026

Secondo di giornata Ai Ogura, davanti a Fabio Di Giannantonio (che ha un gran passo) e a Marco Bezzecchi, che deve ancora sistemare una moto un po’ troppo ballerina in un paio di settori. In Q2 anche Bagnaia, Marini e, finalmente, Enea Bastianini. Ancora un venerdì terribile, invece, per le Yamaha…
La Pasqua della MotoGP è al COTA: Marc Marquez è risorto (per chi lo aveva già crocifisso) nel venerdì di Austin (con cinque italiani in top10)

“Marc Marquez solo qui ha vinto più di quanto io abbia vinto in tutta la mia carriera in MotoGP”. La frase è di Marco Bezzecchi e l’ha detta in tempi non sospetti: ieri. Oggi, poi, è stato chiaro che il re del Cota, nonostante lo spavento del mattino, è ancora Marc Marquez. Ha sofferto, non ha massacrato tutti come gli succedeva in passato, ma ha chiuso comunque davanti in una Prequalifica in cui i piloti hanno lavorato più sulla messa a punto che sulla ricerca del tempo, concentrata quasi per tutti negli ultimissimi minuti.

Era bastato non stravincere in Thailandia e non stravincere in Brasile (nonostante un buon bottino di punti comunque portato a casa) perché qualcuno cominciasse già a dire che Marc Marquez è finito. In questo venerdì al COTA, però, la musica è tornata quella di sempre, nonostante la bruttissima botta del mattino che gli ha lasciato anche ben più di qualche segno addosso. “La caduta di questa mattina non è stato il modo migliore per cominciare – ha scherzato il campione del mondo - È stato comunque un mio errore perché non avevo verificato bene come è cambiata la pista da un anno all'altro: ci sono sempre nuove buche. Alla Curva Dieci nel pomeriggio ho cambiato un po' la traiettoria, ma ho dolore ovunque e credo che ci farò i conti tutto il week end. La spalla comunque è ok, perché il dolore si concentra in altri punti. Adesso è il momento di stare calmi e lavorare con il fisioterapista per domani. Oggi il feeling è tornato passo dopo passo e alla fine ho attaccato come tutti. Domani ci saranno ancora condizioni più fredde che cambieranno un po' il carattere della moto e il carattere del circuito. Ma domenica, di nuovo, avremo le condizioni calde. Quindi vedremo cosa succederà e come gestirci”. Secondo di giornata Ai Ogura, con l’Aprilia e siparietto simpatico in sala stampa: “In particolare in un settore sono andato fortissimo, ma non so perché. Vedrò i dati e cercherò di capire, comunque sono soddisfatto anche se le scelte da fare sono ancora molte, soprattutto per quanto riguarda la scelta delle gomme”.

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Chi ha provato a rendere la vita difficilissima sia a Marc Marquez che a Ai Ogura è stato Fabio Di Giannantonio, pulitissimo in sella alla Desmosedici e con un T4 nel polso destro che dice tantissimo sullo stato di forma del pilota romano e sul feeling che è riuscito a trovare con la nuova Ducati. Dietro al pilota romano il vincitore dei primi due GP del 2026, Marco Bezzecchi, seguito da Alex Marquez, da un Pedro Acosta che ancora una volta ha fatto miracoli con la KTM e da Jorge Martìn, sempre più a suo agio con l’Aprilia.

“Non è più una MotoGP ma la moto con cui mi diverto – ha detto Di Giannantonio - Ducati e il team ci mettono tutto l'impegno del mondo e quando la moto va così bene bisogna dare merito. Normale che da un anno ci siano differenze. Le lotte con Marquez? Io mi sento sempre piccolo tra i grandi. Marc è un grande, uno dei campioni più forti della storia. Io mi sento molto più piccolo perché ho vinto molto meno. A livello del Fabio sognatore è bello, ma bisogna essere professionisti e normalizzare tutto. Da lunedì mi sono subito concentrato su lavorare e migliorare".

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Il Diggia guida anche una finalmente corposa truppa di italiani in Q2, visto che a fargli compagnia in top dieci ci sono anche Pecco Bagnaia, ottavo, Luca Marini, nono con tanto di incredibile spavento sul finale, e Enea Bastianini, decimo. Per il pilota della KTM è il segnale che serviva dopo il doppio week end da incubo in Thailandia e in Brasile (con tanto di voci sulla possibilità di una rottura con il marchio austriaco). Unico grande assente Franco Morbidelli, addirittura ventesimo e mai in giornata. “Non è a posto – ha detto Pablo Nieto intervistato da Sky - sappiamo il suo potenziale e vederlo cosi indietro è strano. Dobbiamo vedere come possiamo dargli una mano, sarà importante analizzare tutto. Sappiamo che è un top rider”.

Peggio dell’italiano solo Alex Rins, alle prese con una Yamaha che non vuole saperne di andare forte neanche nelle mani di un campione del mondo come Fabio Quartararo, oggi solo quindicesimo. Peggio di tutti, però, è andata a Maverick Vinales, costretto a abbandonare il week end a causa dei soliti problemi alla spalla. “Devo fermarmi – ha spiegato prima delle Prequalifiche – una vite si sta allentando e ho sempre meno forza e sempre più dolore. Spero di tornare presto, ma adesso il rischio sarebbe troppo alto e una caduta oggi potrebbe costarmi troppo cara”.

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La Classifica del venerdì di Austin

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