Non sono passati nemmeno sette minuti del primo turno di prove al COTA di Austin quando Marc Marquez, grande favorito del weekend, perde la sua Desmosedici in uscita di curva 10, dove la pista scollina. Un impatto piuttosto violento con l’asfalto prima e con la ghiaia poi, che con una sorta di scalino gli fa fare un altro piccolo salto prima di scaraventarlo contro gli airfence. Bandiera rossa, replay mandato a ripetizione e lui, nove titoli mondiali, che si rialza barcollando, le gambe che quasi non reggono mentre va a cercare Manuel Poggiali per tornare nel box.
La caduta non è particolarmente strana, in quel punto la moto scuote con grande violenza. Eppure il tempo che Marc passa contro le barriere non è poco, così come non è consuetudine lo smarrimento con cui si alza per andare a cercare la strada di servizio. Tornato nel paddock lo spagnolo si chiude nel suo ufficio e viene raggiunto dal suo fisioterapista, Carlos Garcia, che a sua volta si porta dietro il Dr. Charte, medico responsabile della MotoGP.
In quel momento la classifica lo dava al 13° posto, che poi diventa 20° quando dopo circa venti minuti ritorna nel box. Davide Tardozzi racconta di una grave abrasione al braccio destro e un’altra, più piccola, alla mano sinistra. “Se vuole, può guidare ancora”, dice il Team Manager. A dieci minuti dalla fine del turno Marc Marquez rientra in pista e fa un giro molto piano, ne fa un altro con grande calma, a quasi tre secondi dalla testa della classifica, poi finalmente torna a spingere. Chiude il turno col col il quarto tempo.
In breve: Marc non ha lasciato il talento nella ghiaia. Eppure, a vederlo così, viene da pensare a quanto questo sia un pilota diverso da quello che solo un anno fa dominava in maniera incontrastata buona parte dei turni di prova, di qualifica e, chiaramente, di gare, Sprint o lunghe che fossero. Può vincere ancora e probabilmente resta il grande favorito di questa stagione, tuttavia la sensazione è che il suo braccio destro lo stia limitando ancora e che cadute come questa potrebbero metterlo seriamente in difficoltà. Sarebbe un peccato.