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31 marzo 2021

La spalla di Marc Marquez guarirà, Honda no (dalla dipendenza di Marquez)

31 marzo 2021

La Honda è cresciuta e a Losail Pol Espargarò non ha avuto un brutto esordio, ma è chiaro che per un team abituato a stravincere non può bastare e che c’è poco da essere soddisfatti. L’impressione è che non sia bastato un anno intero per colmare il vuoto lasciato dall’assenza di Marc Marquez e il gap da recuperare con tutti gli altri è ancora tanto
La spalla di Marc Marquez guarirà, Honda no (dalla dipendenza di Marquez)

Se c’è un dato che la MotoGP 2020 e anche quella 2021 hanno già fornito con assoluta certezza è che la Honda non vinceva solo perché era la moto migliore. E’ bastato, infatti, ritrovarsi senza pilota per sprofondare in un incubo. Quel pilota, è vero, si chiama Marc Marquez ed è un fenomeno indiscusso, ma chi prima di quel maledetto giorno a Jerez avrebbe potuto immaginare una Honda così indietro senza l’otto volte campione del mondo?

La differenza, e questo devono ammetterlo anche i detrattori di Marquez, stava nel polso destro, per dirla con una metafora, e questo s’è visto ancora una volta domenica scorsa a Losail, quando sulla RC213V del Team Repsol non c’erano un collaudatore arrugginito (come poteva essere Stefan Bradl lo scorso anno) e nemmeno un rookie (come era lo scorso anno Alex Marquez), ma Pol Espargarò, che non è l’ultimo della classe e che era stato addirittura indicato come uno che avrebbe potuto lottare per il mondiale.

Lo spagnolo, sia chiaro, non ha fatto male all’esordio, concludendo la gara nella top 10, ma è evidente che non può bastare e che la marcmarquezdipendenza di Honda è ancora un problema senza possibilità di soluzione in casa Honda.

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“Ci stiamo preparando a gareggiare di nuovo – ha detto Pol Espargarò – La Honda ha bisogno di Marc Marquez e anche io spero che torni presto e in forma per poter lavorare insieme a lui e crescere. La scorsa settimana siamo partiti positivamente, ma non è questa la posizione per cui dovremmo lottare. L'obiettivo è fare un ulteriore passo avanti questa settimana e ora che ho fatto una gara, mi sento molto più preparato e ho un'idea più chiara di cosa aspettarmi. Durante la gara abbiamo potuto vedere i nostri punti di forza e anche le nostre debolezze. Dobbiamo ancora lavorare in qualifica per essere più avanti sulla griglia e avere maggiori possibilità di fare un primo giro pulito. Il viaggio è appena iniziato e ora è il momento di accelerare il passo”.

Una chiara ammissione, quindi, che al di là degli entusiasmi c’è ancora tanto lavoro da fare e che c’è, soprattutto, la speranza che l’unico in grado di far sembrare addirittura superiore a tutte le altre moto la Honda torni in fretta. In fretta, ma anche in forma.

La prossima visita medica, però, non sarà prima del 12 aprile ha fatto sapere lo stesso Marc Marquez ed è praticamente impossibile pensare che possa tornare prima di Portimao. Anzi, in Spagna comincia a prendere piede anche qualche indiscrezione sulla possibilità che possa volerci un po’ di tempo in più e che il rientro non sarà prima di maggio. Una ipotesi, questa, che al momento non sembra sostenuta da alcun fatto, se non dall’assenza di notizie che documentino gli allenamenti in modo di Marc Marquez. Ma questo non significa che la spalla ha problemi o che ci sia stato qualche intoppo nel suo recupero.

Difficile capire come evolveranno le cose e l’impressione è che per il box più titolato degli ultimi 10 anni di MotoGP ci sarà da soffrire ancora un fine settimana, restando alla finestra e accontentandosi di quello che verrà. Perché la spalla di Marc Marquez guarirà e guarirà presto, ma la dipendenza di Honda da Marc Marquez sembra senza cura.

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