Quasi amici, anzi quasi per niente. La squadra italiana di short track ha vinto ancora alle Olimpiadi di Milano Cortina, medaglia d'argento nella staffetta 3000m donne. È la seconda medaglia per una gara a squadre nello speed skating dopo l'oro nella staffetta mista. Proprio lì dopo la vittoria non era mancata la verve polemica. Pietro Sighel, pattinatore rampante dello short track azzurro, aveva commentato così la presenza in squadra di Arianna Fontana, stella della disciplina: "Ma chi la conosce? Da otto anni si allena all'estero, ha scelto così. Di sicuro, con lei non siamo una squadra, a parte i due minuti e mezzo in pista". Fontana, atleta italiana più medagliata della storia, lavora sostanzialmente in autonomia da quando nel 2019 ha denunciato due dei suoi compagni di squadra, che a suo dire l'avrebbero fatta cadere in allenamento. Fontana ha denunciato un “ambiente tossico” all'interno della squadra, ma la vicenda è finita con l'assoluzione dei due atleti davanti al Tribunale della Fisg. Una situazione bollente, lontana dall'idillio di squadra, che però non ha impeditodi produrre risultati in pista.
La grande, scomoda, verità su questo la disse Julio Velasco in occasione dei Giochi di Parigi: "Ho detto subito alle ragazze che non serve essere amiche per vincere. Serve lavorare di squadra, aiutarsi. Quando sento il ritornello 'abbiamo vinto perché siamo un bel gruppo" mi viene da ridere: e se avessi giocato male, il gruppo non sarebbe bastato? La verità è che bisogna essere squadra, non andare a cena insieme". Gli sportivi non sono amici, o almeno non per forza. Il ribaltamento di uno dei grandi luoghi comuni degli sport di squadra. Un teorema che in queste Olimpiadi stiamo vedendo più che mai. A partire da Amos Mosaner, che con Stefania Costantini ha vinto l'oro a Pechino 2022 e il bronzo a queste Olimpiadi di Milano Cortina. Sul rapporto con la sua compagna di squadra ha detto: "Professionale, non direi di amicizia. Negli ultimi anni abbiamo gareggiato poco insieme ed è meglio così: se ti vedi tutti i giorni per anni, entri troppo in confidenza e finisci per bypassare molte cose a livello professionale". Per non parlare di Federica Brignone che nel 2023 sulla rivale Sofia Goggia diceva: "Non siamo amiche, siamo molto diverse, ma c'è rispetto e siamo grandi professioniste".
Nel biathlon è ancora peggio. I due assi della Nazionale italiana, Lisa Vittozzi e Dorothea Wierer non sono nemmeno quasi amiche. “Siamo compagne di squadra e rivali. Nello sport ci sono delle decisioni da prendere. Devi conviverci. Ma non devi per forza andare d’accordo con tutti”, ha confessato Lisa qualche anno fa. Ma se pensate che l'Italia sia una polveriera allora non avete guardato oltre le Alpi. La squadra francese di biathlon che ha dominato Anterselva è un vero vespaio. Julia Simon, oro nella prova individuale femminile, qualche mese fa era stata sospesa e condannata ad una multa di 15 mila euro per aver clonato le carte di credito di alcune compagne di squadra per effettuare acquisti on-line di materiale tecnologico in cinque occasioni tra dicembre 2021 e settembre 2022. E ancora Jeanne Richard avrebbe manomesso la carabina della sua compagna di squadra Oceane Michelon durante una delle ultime tappe di Coppa del Mondo, venendo colta sul fatto dalla stessa Braisaz. Insomma, c'è qualche problema... Ma questo non ha impedito alla Francia di dominare il biathlon vincendo quasi tutti gli ori a disposizione. Non una coesione sociale ma una coesione operativa, sportiva. Sono professionisti, gareggiano per vincere, mentre spesso la narrativa dell'amicizia è più funzionale ai media che agli atleti. Contro la retorica, contro il potere dell'amicizia, in una comunione di intenti per un unico obiettivo. Perché le Olimpiadi non sono una cena tra amici.