Lewis Hamilton, una F40 e un raduno segreto alla Fast and Furious in Giappone. Dopo le foto in giro per la città con Kim Kardashian, stavolta per il sette volte campione del mondo ci sono solo le macchine, oltretutto da sogno. Sir Lewis si è presentato in borghese in un parcheggio di Tokyo stracolmo di auto preparatissime, come da tradizione giapponese, sorprendendo tutti quanti.
E lo ha fatto con la sua macchina preferita, la Ferrari F40, stesso modello con cui aveva posato al suo arrivo a Maranello. Cappello a quadri, occhiali da sole, giacca oversize e jeans cargo. Lo stile è streetwear per uno degli appuntamenti a cui di anno in anno non manca mai. È così che ha dato inizio al suo fine settimana giapponese, fresco di primo podio con la Ferrari arrivato a Shanghai. Un momento che aveva rincorso per più di una stagione.
Offtrack terminato, ora tocca alla pista. E Hamilton lo sa bene: dopo il buon inizio di stagione il podio della Cina ha restituito il sorriso, ma non ha cambiato le gerarchie in pista. Nel giovedì dedicato alle attività media Sir Lewis non ci ha girato intorno, mantenendo quanto più possibile i piedi per terra: “Ho appena ottenuto il primo podio dopo un lungo inseguimento, dunque non esagererei con le aspettative”, ha spiegato ai media presenti in circuito. “Dobbiamo continuare passo dopo passo nel nostro processo di crescita”.
Il riferimento è alla Mercedes, che resta la vettura migliore in griglia. Nei due appuntamenti precedenti, a Melbourne e Shanghai, il gap in qualifica è stato pesante, mentre in gara la situazione è migliorata ma non abbastanza per far sì che la Scuderia fosse una minaccia per le Frecce d’Argento. E Hamilton, infatti, in Giappone ha parlato chiaro: “C’è un divario chiaro che dobbiamo colmare”.
Poi, però, anche qualche cenno di speranza in vista del fine settimana: “Ogni weekend rappresenta una nuova opportunità”, ha aggiunto. “Il team ha fatto un grandissimo lavoro per far sì che la Ferrari tornasse competitiva con questo nuovo regolamento. Ora dobbiamo continuare a spingere”.
I rivali sono ancora lontani, ma Sir Lewis sembra essere rinato. Questione di sensazioni, di sguardi non più persi nel nulla: per battere Mercedes serve migliorare, sì, ma al contrario della scorsa stagione non sembra una missione impossibile. Servirà lavorare, forse più degli altri, ma in una F1 pazza come quella che si è vista in quest’inizio di 2026 nulla è scontato.
Di sicuro, però, seppur in pista abbia messo le mani avanti memore delle batoste dello scorso anno, fuori si è preso la scena come nessuno sa fare meglio di lui. Gli è bastato un parcheggio pieno di macchine e una F40 da sogno. Il resto, invece, è ancor tutto da scrivere.