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18 aprile 2023

Luca Marini, telemetria alla mano, spiega cosa ha sbagliato Pecco Bagnaia ad Austin

  • di Cosimo Curatola Cosimo Curatola

18 aprile 2023

Quando un pilota sbaglia e cade, subito dopo quel misto tra rabbia e paura gli si accende in testa una domanda: come ho fatto? Pecco Bagnaia ad Austin sembrava non aver trovato una risposta, a cui però risponde un Luca Marini fresco di podio
Luca Marini, telemetria alla mano, spiega cosa ha sbagliato Pecco Bagnaia ad Austin

Pecco Bagnaia resta l’uomo da battere in questa MotoGP, poco importa se le cadute di Austin e Termas de Rio Hondo lo hanno rallentato nella sua personalissima raccolta punti: le due vittorie nella sprint di COTA e Portimão hanno limitato i danni e l’assenza di Marc Marquez ed Enea Bastianini - probabilmente i suoi rivali più credibili per il titolo - fanno sì che ora Bagnaia si trovi ad appena 11 lunghezze dal leader della classifica Marco Bezzecchi. Eppure, finita la gara, l’amarezza di Pecco era tutta concentrata sulla dinamica dell’incidente, a suo modo di vedere inspiegabile: “Ovviamente sono qui a metterci la faccia, sono il pilota e se sono caduto è perché ho commesso un errore io, ma sarebbe bello capire quale è stato il mio errore, questo è quello che chiederò alla mia squadra perché non sto capendo come sia possibile fare sessanta, ottanta giri in tre giorni e poi cadere il giorno della gara senza fare niente di diverso”, ha raccontato a Sky.

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Una teoria piuttosto plausibile però ce la restituisce Luca Marini, che dopo aver festeggiato il primo podio in carriera è andato immediatamente dai suoi uomini per studiare i dati della corsa. Così, grazie allo scambio di dati con le altre Desmosedici, è riuscito a farsi un’idea sulla scivolata di Bagnaia: “È stato strano, perché è successo in una curva in cui si cade raramente”, ha detto ai colleghi di Speedweek riferendosi alla scivolata. In curva 2 però, durante le qualifiche del sabato, è caduto perdendo l'anteriore anche Jorge Martín. “Ho visto la linea di Pecco, che era molto stretta - ha continuato poi Marini - Per tutto il fine settimana ha preso la curva 2 più veloce di qualsiasi altro pilota Ducati. Forse anche il vento ha giocato, lui si è avvicinato alla curva un po' bruscamente e l'ha presa circa 10 km/h più veloce di noi. Forse ha messo troppo a dura prova la gomma anteriore, ma non lo so, questo devi chiederlo a lui".

La sensazione è che l'errore di Bagnaia lo si deve ad un insieme di cose: la scelta della gomma dura per la domenica, l'asfato difficile, la fuga con Rins e, magari, proprio quei 10 Km/h in più che in una MotoGP così al limite fanno spesso la differenza. D'altronde, almeno statisticamente, quando un pilota non riesce a spiegarsi una caduta è proprio perché stava andando troppo forte. Secondo la Gazzetta dello Sport poi, la telemetria di Bagnaia parla chiarissimo, indicandolo fuori traiettoria di circa trenta centimetri rispetto alla norma.

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