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13 giugno 2026

Ma avete idea di quanto costa un biglietto per i Knicks? Ecco le cifre folli per le Finals newyorchesi, per le quali non vi basta casa vostra

  • di Michele Larosa Michele Larosa

13 giugno 2026

New York in fiamme: biglietti da 200mila dollari, Trump fischiato e scontri in strada. I Knicks sono a un passo dall'anello dopo oltre cinquant'anni, ma sta notte a San Antonio i newyorkesi saranno banditi

Foto di: Ansa

Ma avete idea di quanto costa un biglietto per i Knicks? Ecco le cifre folli per le Finals newyorchesi, per le quali non vi basta casa vostra

La storia sportiva di New York è abbastanza peculiare. A dispetto della grandezza della città e delle sue risorse economiche e mediatiche potremmo dire che sportivamente i newyorkesi sono un po' degli sfigati. Soprattutto se rapportati ai “cugini” di Los Angeles. Se escludiamo gli Yankees, che pure non vincono da 17 anni, e i Giants anche loro in crisi da anni, le altre squadre di New York sono quasi dei casi disperati: i Mets non vincono dal 1986, i Jets addirittura dal 1969, l'unico misero Super Bowl in tutta la loro storia, i Rangers hanno interrotto un digiuno di 54 anni vincendo nel 1994 per poi ricominciare a soffrire. E poi ci sono loro, il caso clinico per eccellenza: i Knicks. Due titoli NBA, entrambi negli anni '70, e da allora mezzo secolo di buio, false speranze e cuori spezzati. I Knicks sono diventati quasi un simbolo nazionale della sfortuna, amati follemente proprio perché far loro il tifo è, da decenni, un atto di fede pura.

Questa notte la maledizione si potrebbe spezzare. Sono avanti 3-1 in una pazzissima serie delle Finals contro i San Antonio Spurs, e nella Grande Mella tutto ciò che ruota attorno a queste Finals è diventato epico, surreale, a tratti violento.
Già il prezzo dei biglietti per assistere alle partite la dice lunga. Complice l'evento “storico” e la ricchezza dei newyokesi, la città con più milionari al mondo, il mercato dei biglietti del Madison Squadre Garden è letteralmente esploso. Su SeatGeek, una delle principali piattaforme di rivendita online, il biglietto più economico in assoluto — quello nell'ultimo anello dell'arena, con la visuale peggiore — non è sceso sotto i 4000-5000 dollari. Su StubHub la situazione è ancora più estrema: il posto meno caro parte da circa 8000 dollari. La media generale si aggira intorno ai 7000 dollari a biglietto. Cifre da fare impallidire persino il Super Bowl.

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Il record assoluto, però, lo ha stabilito un'asta benefica. Una coppia di posti courtside — quelli accanto alle celebrities, dove siedono Spike Lee in maglia Knicks col nome “Pope Leo”, Timothée Chalamet e Ben Stiller — è stata battuta a 500000 dollari. Il ricavato andrà alla Garden of Dreams Foundation, che supporta bambini in difficoltà nel tristate area di New York. Secondo le analisi incrociate di Forbes e del New York Post, Gara 3 è stata ufficialmente la singola partita delle NBA Finals più costosa di tutti i tempi. Al Garden si è presentato anche Donald Trump, a cui del prezzo dei biglietti (da un lato anche giustamente) non frega un ca**o: “Possono guardarla in televisione”, ha detto “in un certo senso è semi-gratuito. Così va la vita”.

Ora gara 5 si giocherà a San Antonio, e i Knicks avranno la prima chance di assicurarsi l'anello. Ma per evitare un palazzetto interamente arancio e blu anche fuori casa gli Spurs hanno deciso di adottare una misura “calcistica”. Una sorta di trasferta vietata per i residenti a New York, con i biglietti via Ticketmaster riservati solo ai residenti entro 150 miglia dall'impianto. I newyorkesi sono stati di fatto banditi.

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I tifosi dei Knicks

Scene (tristemente) calcistiche si sono viste anche per le vie della città. Per ovviare alla situazione biglietti l'amministrazione ha piazzato dei maxi schermi nei punti nevralgici, ma proprio lì la situazione è degenerata. A Bryant Park, dopo la sconfitta in Gara 3, migliaia di tifosi delusi hanno dato vita a scene da guerriglia urbana, più vicine agli scontri del calcio europeo che al basket statunitense. Una folla si è riversata sulla 42esima strada, bloccando il traffico, saltando sui taxi e danneggiando i veicoli. Alcuni tifosi hanno divelto la pensilina di una fermata dell'autobus e l'hanno usata come arma. Bottiglie lanciate contro gli agenti. Due persone sono salite sul tettuccio di una volante della polizia. La polizia è intervenuta in tenuta antisommossa: 21 arresti, 5 agenti feriti.
Ma il momento più crudo è stato un altro: una vera e propria caccia al tifoso degli Spurs per le strade di Manhattan. Chi indossava una maglia di San Antonio è diventato un bersaglio. Un 39enne è finito all'ospedale Mount Sinai West dopo essere stato circondato, picchiato e derubato della maglia numero 21 di Tim Duncan. I video degli inseguimenti, delle aggressioni e delle maglie strappate hanno fatto il giro del mondo.

La città esplode mentre aspetta la fine della maledizione. Nel bene e nel male, nella gioia e nei suoi eccessi. Questa notte a San Antonio i Knicks proveranno a chiudere i conti. A mettere un punto a cinquant'anni di attesa, di follie, di nervi tesi. Ma, soprattutto quando si parla dei Knicks, non è mai detta l'ultima parola.

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