Il weekend d’Ungheria è uno dei più significativi nella storia recente di Marc Marquez. Ennesimo rientro, ennesima scommessa sul suo fisico, ennesimo: “Se non ci provo non saprò mai come sarebbe andata”. Che poi, ironicamente, è lo stesso concetto dietro a una veccia biografia di Valentino Rossi, Pensa se non ci avessi provato. Si vede che i campioni funzionano così, ci provano. E quando davanti hanno un muro provano a scalarlo, abbatterlo, girarci attorno. E il muro quasi sempre dà loro ragione.
Marc al Mugello ha raccontato di aver approcciato il weekend “come una guerra”, per poi raccontare di averlo fatto per arrivare pronto a Balaton. Inside, il documentario del mercoledì prodotto da Ducati, racconta bene quanto sia stato significativo l’ultimo GP per lo spagnolo.
Marc chiude con mezzo secondo di vantaggio il primo turno, porta a casa la pole dopo una caduta, domina la Sprint il sabato e vince la gara domenica mentre nel box non fanno altro che tirare grossi, anzi enormi sospiri di sollievo. La possibilità di averlo a mezzo servizio per sempre era più che una paura. E questo pesa sul morale, sulla fiducia, sull’umore di tutti. Marquez ha cancellato tutti questi pensieri, iniziati a Le Mans e cresciuti fino all’Ungheria, nel giro di tre giorni. Cento vittorie lui, cento vittorie Ducati.
Davide Tardozzi è sempre in festa, Gigi Dall’Igna gli dà un gran numero di abbracci e scherza al parco chiuso, ride di gusto, conscio di aver intravisto l’uscita dal tunnel. Marc lo stesso: “È la prima vera Sprint”, dice dopo la vittoria del sabato. “Perché in quella di Jerez… hanno cambiato il regolamento”. La verità è che, più che 72 punti da Marco Bezzecchi, Marc Marquez doveva recuperare quell’approccio ai weekend che lo ha portato al mondiale lo scorso anno, un approccio in cui dopo Le Mans era difficile credere: la squadra era stata colta di sorpresa sull’infortunio al nervo radiale e scoprirlo, per molti, non dev’essere stato troppo piacevole. Qualcuno potrebbe essersi sentito messo da parte, quasi tradito da un Marc che non parla dei suoi problemi, finisce sotto ai ferri e torna troppo presto per chiudere con un settimo posto al Mugello.
Eppure lui torna sul serio a Balaton, vince e si fa perdonare tutto, dall’aver mantenuto il segreto sulla sua condizione fisica alla scelta della gomma media che ha imposto per la gara mentre tutti gli dicevano di montare la morbida. “Sono contento di essere finito sul podio perché altrimenti Gigi mi avrebbe ammazzato”, ha detto scherzando in conferenza stampa, dopo la gara. A fine documentario Dall’Igna va da lui a dirgli che sono contenti, molto contenti: “Tutti”, aggiunge. Marc risponde ridendo: “Grazie soprattutto per aver capito la situazione, per essere sempre calmi. Io ci provo, dai”.
Di certo se gli mancava un briciolo di motivazione dopo il titolo 2025 adesso l’ha trovata. Bisognerà vedere se la moto da una parte e il fisico dall’altra gli permetteranno di giocarsela fino in fondo: difficile, davanti c'è un muro. Lui però ha già deciso di provarci.