Riprendere da dove si era lasciato. È questo ciò che viene da pensare ascoltando Marc Marquez parlare dei test in Malesia, tornato in sella alla Ducati di MotoGP dopo l’infortunio alla spalla subito sul finale della scorsa stagione, in Indonesia. Alla fine della terza giornata, il monitor dei tempi segna il quarto miglior riferimento, con la terza miglior simulazione di gara dopo quella del fratello e di Pecco Bagnaia. Veloce da subito, così come a suo agio con una moto dalla base già buona, seppur con qualche dubbio ancora da sciogliere in Thailandia.
È stato un test positivo, e Marc non lo nasconde: “Sono soddisfatto, soprattutto per il fisico. Avrei firmato per queste condizioni e per fare un test come questo”, ci racconta con la voce tranquilla, felice di quanto fatto. “Il primo giorno me la sono cavata, il secondo giorno ho spinto un po’ di più e oggi abbiamo dato il massimo, il che mi aiuterà molto a fare un salto in avanti. O almeno questo è quello che spero in vista della Thailandia”. Il fisico era la preoccupazione più grande, ma tutto è filato liscio. Sulla moto, invece, qualche aggiustamento da fare c’è ancora, ma nulla di troppo preoccupante: “Oggi pomeriggio ho notato che la mia posizione di guida non era ottimale, ma questi tre giorni mi aiuteranno molto per fare un grande step”.
In generale, la sensazione è che la GP26 sia un grosso passo in avanti. La moto va forte, e le simulazioni di gara l’hanno confermato, anche se Marc - quantomeno a parole - è rimasto volutamente molto cauto: “Abbiamo migliorato alcune aree, ma con una base solida cerchi progressi altrove. Il grip in pista è incredibile, ma va capito meglio in gara. L’importante è che mi sia sentito bene sin dal primo giorno. In Ducati hanno fatto un buon lavoro, sono riusciti a introdurre cose nuove anche se piccole: è per questo che sono arrivati dove sono adesso e hanno avuto la moto più dominante del campionato negli ultimi anni”. E sui valori in campo non ha dubbi, predicando pazienza: “L’anno scorso, Aprilia ha colmato il divario e quest'inverno hanno spinto un po’ di più per continuare a migliorare. Sono sempre cauto e ogni anno è diverso. Il 2025 era il 2025, il 2026 sarà il 2026”.
L’unico vero dubbio riguarda l’aerodinamica della GP26, su cui continuerà a lavorare in occasione dei test in Thailandia, gli ultimi del prestagione: “Con il nuovo pacchetto cambia il bilanciamento. Stamattina ho provato una modifica e sono caduto in curva 1, fortunatamente andavo piano. So che è buono, ma è difficile adattarsi e serve una mente aperta”.
Poi, guardando ancora agli avversari, in Malesia chi ha stupito sono il fratello Alex e il compagno di box, Pecco Bagnaia. Entrambi hanno realizzato due simulazioni di gara velocissime, una meglio dell’altra. Tra i due, a spuntarla è stato l’altro Marquez, quest’anno in sella a una moto factory identica a quella del team ufficiale, e scherzando Marc non ha mancato di sottolinearlo: “La simulazione di Pecco è stata buona, ma quella di Alex è stata ancora migliore. Lui è stato il più veloce, ma abbiamo fatto dei passi avanti e ci sentiamo gradualmente meglio”.
Sulla sua di simulazione, invece, aggiunge: “È stata buona. Come previsto non è stata velocissima, ma abbiamo finito bene. Ho guidato in modo efficace e abbiamo completato tutto il piano previsto”. È cauto ed è vero, quelli di Sepang sono stati soltanto dei test. Ma una certezza c’è eccome: questo Marc è sul pezzo, proprio come la scorsa stagione. Soprattutto considerato che non saliva su una MotoGP da inizio ottobre.