Marc Marquez è velocissimo. E questo a dispetto di un venerdì ad Assen concluso con una caduta al mattino e il sesto posto in classifica alla fine delle Prequalifiche. Lui dice di non aver subito il caldo ma il tracciato in sé: Questa pista è più sicura, ma è pericolosa”, racconta davanti ai giornalisti presenti nel prefabbricato in cui i piloti passano per le interviste. È visibilmente provato, eppure parla come di consueto con grande lucidità: “Qui una piccola caduta la puoi pagare carissima. Non sto guidando comodo, sto guidando ok. Quindi sì, specialmente nel T1 mi sento bene, poi T2, T3 e T4 non me li godo. Ma… devi stare sulla moto. L’obiettivo era entrare nei 10, quando ho visto di aver fatto un tempo accettabile ho capito immediatamente che sarebbe stata più dura rispetto ad altre gare. Però ecco…. Puntiamo a sopravvivere”.
Così qualcuno gli chiede se abbia qualche problema col circuito di Assen: “Se non mi piace questo circuito? No, no, no. Non è che non mi piaccia. Insomma, voglio dire… Non mi piace”. Risate. “Non mi piace anche se qui ho vinto delle gare, ma è un circuito molto veloce, stretto e con vie di fuga piene di ghiaia grossa, che vanno bene per il regolamento ma sai… è uno di quei circuiti in cui spero che piova, anche se quest’anno non succederà”.
Poi gli facciamo una domanda sull’abbassatore anteriore, che è stato bandito con effetto immediato per rendere più sicure le partenze. Lui, con una certa sorpresa, lo boccia senza appello. E non solo: “Qui ci sono due cose da dire: dalla partenza alla prima curva è dieci volte più pericoloso, mentre è più sicuro dalla frenata alla prima curva. Quindi guadagnano in sicurezza lì, ma… ho fatto quattro partenze e in due sono arrivato alla prima curva con la ruota che non toccava per terra. Oggi è stato facile, chiudi un po’ il gas e sei a posto. Ma con tutte le moto lì voglio vedere chi pelerà il gas per mettere giù la ruota davanti. Certo, è normale, perché il posteriore è bassissimo. Ma se la frenata viene più naturale, nella prima parte qualcosa può accadere con grande facilità. Ricordo una volta con Petrucci a Barcellona, che mi è venuto addosso ma stava andando contro il muro”.
Sentire Marc Marquez così attento alla sicurezza fa un po’ effetto, anche perché lui è tra i pochi piloti in griglia ad aver fatto decine di partenze senza alcun tipo di abbassatore. Il fatto che rimanga quello al posteriore rende la manovra più critica, eppure è verosimile che Marc abbia il dubbio di uno svantaggio tecnico rispetto ad altri costruttori piuttosto che un vero timore della nuova procedura. Sulla quale, comunque, non vede grosse soluzioni: “È impossibile proibire l’abbassatore al posteriore in partenza, perché sarebbe impossibile controllare chi abbassa anche di poco e chi no”.
Notevole, infine, quando invece di fare strategia su sé stesso come nelle scorse gare, quando raccontava di essere sfavorito, come a Brno, o quando prevedeva di poter finire sul podio solo nel caso in cui gli altri avessero sbagliato. Stavolta la strategia la fa su Marco Bezzecchi, primo a fine giornata: “Se non riesce a fare 37 punti qui…”, dice alzando gli occhi.
La sensazione è che Marc si stia sentendo in piena lotta per il titolo, e non potrebbe essere altrimenti. E per riuscirci è pronto a giocare su ogni tavolo, anche quello delle dichiarazioni.