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2 ottobre 2022

Marc Marquez sarà anche tornato ma una gara così l’avrebbe vinta, e invece: “Non riuscivo a guidare per la stanchezza"

  • di Cosimo Curatola Cosimo Curatola

2 ottobre 2022

Di lui si parla moltissimo perché ogni uscita in pista ci dice qualcosa. Che continua a rischiare per esempio, e che la sua Honda non è all’altezza. Ma, a sentire le parole di Marc Marquez dopo il GP di Thailandia, viene il dubbio che non ce la stia raccontando proprio tutta: il fisico regge, ma non abbastanza. Ergo, ha (ancora) ragione Carlo Pernat
Marc Marquez sarà anche tornato ma una gara così l’avrebbe vinta, e invece: “Non riuscivo a guidare per la stanchezza"

Lui, Marc Marquez, da quando è tornato a correre ripete per il paddock la parola “molestias”, fastidi. Non dolore vero e proprio, aggiunge ogni volta, ma un braccio con quattro interventi chirurgici sarà sempre lontano dalla perfezione. Un po’ come la sua Honda: veloce, ma solo con lui e fino ad un certo punto. In Thailandia Marc chiude con un quinto posto e viene da chiedersi cos’avrebbe fatto in passato con una gara così, che inizia sul bagnato e finisce sull’asciutto. Perché uno dei suoi punti di forza è sempre stato quello di adattarsi al momento, inventarsi una soluzione prima degli altri ragionando alla svelta. Invece chiude una bella gara ma è relativamente lontano dagli specialisti dell'acqua.

È vero, l’obiettivo era fare chilometri e finire la gara, ma se è tornato in MotoGP è perché la gara lui vuole vincerla. E in un’altra condizione l’avrebbe fatto. Anche perché, a dirlo è stato lo stesso Marquez nell’intervista a Sky dopo la gara, il fisico è tutt’altro che a posto: “L’acqua mi ha salvato la vita”, ha spiegato. “Mi sono svegliato malissimo col braccio dopo aver spinto per tutto il weekend, nel warm-up non mi sono trovato bene. Ho lavorato tanto in Clinica Mobile e voglio ringraziare Giuseppe che mi ha trattato bene. Quando ho visto l’acqua ho capito che saremmo stati lì. Sono andato molto calmo all’inizio per capire bene la pista e non sbagliare, per me la cosa più importante adesso è finire le gare, non come Aragon. Sono stato calmo all’inizio, dopo aver visto che mancavano 10 giri e ho cominciato a spingere forte, ma quando sono arrivato dietro a Pecco non vedevo dove passare e lui accelerava troppo forte e non ero abbastanza vicino in staccata. Ci ho provato all’ultima curva, ma poi è arrivato Zarco… chi mi è arrivato davanti ha fatto un garone”.

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In breve quando il braccio raggiunge il suo limite, solitamente domenica, Marc smette di guidare come vorrebbe, si ritrova a forzare la posizione sulla moto e a compromettere nuovamente il fisico. Migliora, Marc Marquez, ma continua a dimostrare che per mettersi a caccia del titolo nel 2023 ha ancora tanto lavoro davanti. Anche se, nella stessa intervista, racconta di aver corso la gara migliore della stagione: “Sono molto contento di questo weekend, è il migliore della stagione. Sull’asciutto sono andato forte e mi sentivo bene sulla moto, abbiamo visto qual è il problema. La moto girava, si fermava, e aveva grip fino a questa mattina, poi nel warm up è cambiato tutto perché ero stanco e non guidavo nella posizione adatta. Ma è il primo weekend dopo tanto tempo in cui ho cominciato le prime libere all’attacco e finito le qualifiche alla stessa maniera. Mi sono svegliato male oggi, ma già l’ho detto venerdì e sabato: la forza va in crescendo rispetto alle altre gare e questo è positivo”.

La verità /ancora una volta) l’ha detta Carlo Pernat nel sabato delle qualifiche con un provarbio in genovese: “Se ne accorziremo a-o frizze, se saiàn pèsci o anghille”. Che vuol dire proprio questo: dare Marc Marquez per buono è presto, ma darlo per perso sarebbe un errore.

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