Sono passati tre giorni dal GP della Repubblica Ceca, quando Marco Bezzecchi è stato squalificato per aver colpito un marshal dopo essere caduto nella Sprint. Lui, che lunedì è tornato in pista per provare le MotoGP 850 gommte Pirelli ("Una moto divertente"), si presenta con la faccia seria, chiede scusa per ancora una volta per il suo comportamento e poi comincia a parlare.
Allora Marco, che settimana è stata?
"Beh è solo giovedì, mancano ancora tre giorni (ride). Guarda, intanto mi piacerebbe iniziare scusandomi ancora una volta per quello che è successo. Ovviamente è stato un gesto bruttissimo da parte mia, che ha scaturito delle conseguenze che secondo me meritavo. Sono molto dispiaciuto non solo per me, ma anche per l’Aprilia, per tutto il team e la fabbrica, ma anche per tutto il campionato e ovviamente per il marshall che è stato direttamente coinvolto. Insomma, mi spiace molto.Quello che è successo nei giorni successivi penso l’abbiate visto tutti, sono delle conseguenze che ci possono stare e quindi non credo ci sia troppo da commentare a riguardo: posso solo ripetere che sono dispiaciuto, ma anche che cercherò di guardare avanti”.
Ti ha fatto piacere che gli altri piloti non solo non ti abbiano attaccato direttamente, ma abbiano dimostrato di comprendere la situazione?
“Sai, ognuno chiaramente è libero di esprimere la propria opinione e io lo rispetto, quindi rispetto qualsiasi tipo di commento che è stato fatto non solo da parte dei piloti, ma in generale da parte di tutti. Alla fine tutti hanno il proprio modo di pensare ed è giusto che sia così. Ovviamente mi ha fatto piacere, ma anche molto riflettere, l’osservazione di Marc Marquez in conferenza stampa: tutto quello che facciamo lo vedono milioni di persone e questo è un dato di fatto. Il mio è un gesto che non va fatto, però c’è chi sbaglia e magari lo sgrida la mamma e finisce là, poi ci siamo noi che se sbagliamo non solo ci sgrida nostra mamma ma ci sgridano anche milioni di persone. Fa parte del nostro lavoro, dobbiamo accettarlo: non è una lamentela, semplicemente è come stanno le cose. Alla fine sai, nella vita si sbaglia, purtroppo è così. Bisogna imparare dai propri errori e crescere”.
Cambiando argomento: con Pecco nel box, il trash talking arriverà a livelli mai raggiunti prima?
“Beh vedremo, dai.” (Ride)
Cosa gli hai detto quando hai saputo che sarebbe arrivato nel team, vi siete parlati?
“Guarda, l’ho scoperto stamattina alle 10. Il boss mi ha detto di guardare il telefono alle 10:00 perchè sarebbe uscita una roba figa, che mi sarebbe piaciuta (ride). Scherzi a parte, sono molto contento per l’Aprilia e per il team in generale, per tutta Noale e ovviamente anche per Pecco. Secondo me è una cosa molto bella. Sono già molto contento anche di come mi trovo adesso nel box e del rapporto che abbiamo costruito con Jorge. Voglio cercare di prendere tutto il buono da quello che ho in questo momento così come ho molta curiosità per il futuro. Continuerà sicuramente ad essere tutto bello, ma ancora c’è tempo”.
Senti, siamo più o meno a metà mondiale, sembra funzionare tutto bene: questo ti da la carica per continuare così?
“Fino ad oggi ci sono stati momenti molto belli e momenti negativi. Abbiamo sempre costruito delle buone gare e dei buoni risultati in generale. Ho un buon feeling con i ragazzi che hanno lavorato sempre bene e penso che fino ad ora la stagione sia stata positiva. L’obiettivo è cercare di continuare così.
Siamo ad Assen: la pista ti piace?
“Sì, mi piace molto. È una pista bella, che mi è sempre piaciuta dalle classi minori fino alla MotoGP e quindi sono molto contento. Ci sono un sacco di curvoni veloci che mi piacciono molto”.
Se non sbaglio qui ad Assen venivi con tuo papà a vedere le gare.
“Sì, con il babbo e la mamma venivamo quando ero piccolo. Era molto diverso. Mi ricordo che una volta eravamo seduti sulla collina, non c’era un cazzo davanti! Era assurdo. Tra l’altro, la prima volta che sono venuto qua era uno degli ultimi anni che c’era ancora la pista vecchia, ad esempio il T1 era diverso, molto più lungo. Il bello di questa pista è che tutte le curve sono un po' tutte in contropendenza, hanno tutte una mezza conca e me le ricordo così sin da quando le vedevo da piccolo”.