92 giri Russell, 91 Antonelli. Due gran premi e mezzo completati in poche ore, senza alcun problema o rallentamento, collezionando chilometri su chilometri. In casa Mercedes viene da pensare che, se in vista della prima uscita stagionale l’obiettivo fosse quello di mettere a dura prova la nuova vettura, la W17 stia rispondendo forte e chiaro. Lo aveva già fatto nella prima delle cinque giornate di test a disposizione, si è ripetuta dopo soltanto 24 ore di stop obbligatorio a causa della pioggia.
E, seppur ai test conti relativamente poco, il fatto che in entrambe le occasioni sia stata anche veloce è sicuramente un’altra buona notizia per Russell e Antonelli (che peraltro fin qui è stato il più veloce in assoluto). Un po’ ce lo si aspettava, vista la sicurezza mostrata da Toto Wolff in ogni dichiarazione o confronto riguardante il 2026, e la pista lo sta dimostrando, nonostante sia impossibile confrontare le performance con quelle degli avversari visti i programmi di lavoro differenti.
Dopo due giornate di attesa, poi, in pista è scesa anche la McLaren con Lando Norris al volante. Numero #1 sul musetto della MCL40 e via con i primi chilometri dei papaya in questa nuova era della Formula 1, iniziata con il solo obiettivo di difendere i titoli conquistati nel 2025, come confermato dallo stesso campione del Mondo: “Non sono mai stato uno che ha molta fiducia in se stesso, ma ora ne ho sicuramente di più, questo è certo”, aveva spiegato Lando durante un intervento in occasione degli Autosport Awards. “Sono sempre stato un tipo di persona che crede solo a ciò che vede e ho sempre dovuto vedermi sul gradino più alto e vedermi vincere per credere finalmente di poterlo fare”. E dopo essersi seduto sul gradino più alto in assoluto, l’obiettivo non può che essere quello di ripetersi, forte di una McLaren attesa ancora una volta tra le assolute protagoniste.
Diverso, invece, è l’umore in casa Red Bull e Audi. Dopo un ottimo inizio, sul finale della seconda giornata Isack Hadjar è finito a muro, complicando e non poco i piani del team di Milton Keynes, costretto a saltare la terza giornata in programma. Finora tutto era filato liscio, specie per una vettura che monta la prima Power Unit progettata e costruita internamente, dopo l’addio a Honda e la nascita del progetto Red Bull PowerTrains.
Difficoltà ancor peggiori per Audi, rimasta ferma in pista dopo appena cinque passaggi in quel che doveva essere la sua seconda giornata di test al Montmelò: dopo i problemi che avevano costretto Gabriel Bortoleto a parcheggiare la R26 a bordo pista lunedì questa volta è toccato a Nico Hulkenberg, così da complicare - parecchio - i piani previsti per la giornata, con il tedesco tornato a girare soltanto nel primo pomeriggio. È l’inizio dell’avventura e si vede, considerato che, finora, nessuna delle altre vetture ha subito problemi così pesanti. A Ingolstadt se lo aspettavano, ed effettivamente è ciò che è successo.