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Moto volante senza pilota
precipita da 2.500 metri d’altezza

  • di Marco Ciotola Marco Ciotola

23 febbraio 2021

Moto volante senza pilota precipita da 2.500 metri d’altezza
Durante una dimostrazione a Goodwood, una motocicletta volante senza pilota è salita a quasi 2.500 metri d’altezza prima di precipitare e schiantarsi a pochi passi da un’area abitata: il pilota remoto ha perso il controllo

di Marco Ciotola Marco Ciotola

Cosa potrà mai andare storto con la tecnologia che guida le moto volanti? Detto in soldoni, se sei a terra su due ruote e avverti un malfunzionamento hai diverse opzioni, ma se succede a più di 1.000 metri d’altezza e tu sei in comando remoto le cose si complicano non poco. Ce lo mostra in maniera piuttosto brutale un incidente di scena a Goodwood, che ha visto il velivolo – brevemente presentabile come moto volante – precipitare da 2.500 metri d’altezza e schiantarsi a pochi passi da un’area abitata, mettendo in serio pericolo i residenti della zona.

Protagonista della sventurata dimostrazione un Alauda Airspeeder Mk II. A metà volo dimostrativo presso l'Aerodromo di Goodwood, il pilota remoto ha segnalato una perdita di controllo; ha così azionato il cosiddetto “kill-switch”, inteso come il tasto d’emergenza che chiede al velivolo di rientrare alla base in autonomia, ma il comando non ha funzionato e la moto volante ha proseguito letteralmente allo sbaraglio, raggiungendo fino a 2.500 metri d’altezza alla massima velocità.

È così entrata all’interno di uno spazio aereo controllato nei pressi dell'aeroporto di Gatwick, prima che la batteria si esaurisse e precipitasse al suolo. Lo schianto – notevole – è avvenuto per fortuna in un campo coltivato e privo di persone nei paraggi, ma a soli 40 metri dalle abitazioni della zona. Successivamente il velivolo – lungo 3 metri e dal peso di 95 kg – è stato oggetto di un'indagine dell'AAIB (Air Accidents Investigation Branch).

Quest’ultima ha rivelato un progetto non conforme agli standard ingegneristici, oltre a sottolineare standard di sicurezza insufficienti e come il pilota non avesse una conoscenza adeguata dei requisiti di idoneità del mezzo all’aria e dell’impatto tra le diverse velocità e l’altitudine durante l’utilizzo.

Da qui, l’ente investigativo ha formulato 15 raccomandazioni di sicurezza a seguito dell'incidente, elemento che probabilmente allontana il rischio di altre sventure simili in futuro; ma molti al momento sollevano non pochi dubbi sull’eventuale organizzazione di simili dimostrazioni a breve.

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