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Nessuno lo dice, ma la verità è che Marc Marquez non potrà più dare spettacolo in MotoGP

  • di Cosimo Curatola Cosimo Curatola

13 agosto 2022

Nessuno lo dice, ma la verità è che Marc Marquez non potrà più dare spettacolo in MotoGP
Su Marc Marquez si dice della quarta operazione andata bene, del recupero. Lui si mostra in video e il suo entourage lo aspetta in pista per i test di Misano, poi ancora a Valencia per correre davvero. La verità però è un’altra, anche se nessuno ha voglia di dirla

di Cosimo Curatola Cosimo Curatola

La quarta operazione al braccio è l’unica cosa che ha separato Marc Marquez dal ritiro. E, anche se tutto andasse per il meglio, il gigantesco elefante nella stanza sarebbe ancora lì, a fare le fontanelle con la proboscide incurante del caos che c’è attorno. Marc doveva provare a sistemarsi. Senza quest’ultimo tentativo, per sua stessa ammissione, sarebbe durato tre o quattro stagioni al massimo, correndo a mezzo servizio e lontano dal 9° titolo che lo porterebbe a parità con Valentino Rossi.

Un sogno per i suoi tifosi e, aggiungiamo, pure per la narrazione della MotoGP che è disperatamente alla ricerca di un antagonista, un re da buttare giù dal trono per proclamare il nuovo che avanza: batti Valentino Rossi? Sei il capo. Vinci senza essere passato su Marc Marquez? Sei un buon pilota. Lo sport chiede un successore e Marc è il primo a volerci essere nel pieno delle forze, con una moto che gira come vorrebbe e un braccio che lavora come quello degli altri. Il punto però è un altro. Tra una settimana il Cabroncito sarà in Austria a parlare coi giapponesi della Honda, tra meno di un mese - stando alle previsioni - guiderà la sua MotoGP nei test di Misano. E poi, per finire la stagione con le idee più chiare, correrà un paio di GP per togliersi parte dei dubbi che lo assaliranno durante la pausa invernale.

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Un post condiviso da Repsol Honda Team (@hrc_motogp)

Tutto bene quindi? Neanche per sbaglio. Anche se nessuno sembra volerne parlare, il problema di Marc non è il braccio, è la diplopia. La vista sdoppiata che dieci anni fa gli ha fatto perdere un mondiale tornata ad infastidirlo sia nel 2021 che nel 2022. Nel primo caso Marquez aveva appeno vinto a Misano, mentre Quartararo si prendeva il primo titolo mondiale e Bagnaia finiva nelle vie di fuga pieno di polvere e rimorsi: Marc prende una botta con la moto da cross, torna a casa e vede doppio. È mistero prima e dramma sportivo poi. Poi cade ancora a Mandalika quest’anno, mentre secondo tutto il mondo delle corse è in piena lotta per il mondiale. Marc prende un aereo per tornare a casa e vede doppio. La diplopia non si può curare, perché con un nervo puoi fare pochissimo: l’operazione è un rimedio a metà, la riabilitazione è fatta di attese e la prevenzione - se corri in moto a 360 Km/h - è una barzelletta.

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Un post condiviso da MotoGP™ (@motogp)

Ora, mentre sta recuperando per l’ennesima volta, tutti lo osservano come fosse Russell Crowe nel Gladiatore che si presenta al Colosseo: torno a prendermi quello che era mio. Il bello delle corse, insomma. Ma, con una punta di realismo e amarezza, dobbiamo pensare che non sarà così: Marc Marquez può tornare a correre, ma non può farsi male. Può allenarsi, ma non spingere al limite. È l’uomo con l’occhio di cristallo, troppo fragile per prendersi ancora i rischi che l’hanno reso insuperabile. Magari sarà fortunato e continuerà a correre senza trovarsi con la vista sdoppiata e la morte nel cuore, ma ci dovrà pensare. E sono pensieri, questi, che nel migliore dei casi si misurano in decimi al giro.

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