“Se vogliamo che i tifosi parlino di noi, oltre che di Sinner e Antonelli, dovremo per forza vincere”, lo ha detto Max Sirena, team director di Luna Rossa dopo le Regate Preliminari di Cagliari. L'Italia regala gioie nello sport, e con l'America's Cup che per la prima volta ormeggia nel nostro paese, la vela non può essere da meno. Ritorna l'assalto delle imbarcazioni italiane alla Coppa delle cento ghinee: dopo Azzurra, il Moro di Venezia, Luna Rossa ci riprova a sfidare gli eterni rivali di New Zealand. E per ora, la risposta è arrivata dall'acqua: forte, nitida, inequivocabile. Anche il pubblico ha risposto, Cagliari ha trasformato il porto in uno stadio sull'acqua, con un tifo da Serie A per Luna Rossa.
Il traguardo finale a Napoli è ancora lontanissimo, ma possiamo dire decisamente buona la prima. Luna Rossa ha dominato il campo di regata nel match race finale contro Team New Zealand, detentore della Coppa, aggiudicandosi le Regate Preliminari dopo otto regate di flotta condotte a regola d'arte. Cosa hanno vinto in concreto? Assolutamente niente. Nessun punto, nessun vantaggio in vista dell'America's Cup, niente anche in vista della Louis Vuitton Cup che stabilirà lo sfidante di New Zealand. Ma chi era sulle rive del Golfo degli Angeli ha capito una cosa: Luna Rossa ha messo le carte in tavola. La barca italiana c'è, e la sfida per la "Auld Mug" è ufficialmente accesa.
Le regate si sono svolte con gli AC40, imbarcazioni più piccole e identiche per tutti i team, senza margine per lo sviluppo ingegneristico. A fare la differenza, quindi, è stata solo una cosa: la capacità dell'equipaggio di saper guidare una barca. E che equipaggio! Al timone c'è Peter Burling, il più forte velista della sua generazione — tre America's Cup consecutive in bacheca, oro olimpico a Rio 2016 — strappato proprio a Team New Zealand in un colpo di mercato che vale come Maradona al Napoli, e il paragone non è casuale. Al suo fianco Ruggero Tita, oro olimpico a Tokyo e Parigi, timoniere del team italiano di SailGP, la Formula 1 della vela (quest'anno in alternativa al neozelandese Phil Robertson).
Resta il rimpianto per la seconda barca di Luna Rossa in acqua — quella dei giovani e delle donne, protagonista assoluta delle prime due giornate — che si è fermata a un passo dalla finale per due false partenze nell'ultimo giorno. Una finale tutta italiana sarebbe stata la ciliegina su una torta già straordinaria. Peccato. Ma, per dirla alla Guido Meda, Luna Rossa c'è. Eccome se c'è.
Max Sirena lo sa: “abbiamo lavorato tanto per colmare il gap, d’ora in poi non abbiamo più alibi”. Settembre, Napoli. Il Golfo aspetta. E stavolta non si vince per niente.