Non la Ferrari, non i sette titoli mondiali, non il campione che il mondo conosce a memoria. “The Kaiser”, il cortometraggio dedicato a Michael Schumacher atteso per il prossimo autunno, parte da un’altra storia. Più precisamente, dal 1991, da un giovane pilota poco conosciuto che sale su una Jordan per la prima volta e deve dimostrare tutto a tutti, compreso se stesso.
Il primo trailer ufficiale ci restituisce un’immagine di Schumacher lontana da quella solitamente rappresentata. Siamo agli esordi, al momento in cui una carriera leggendaria non era ancora leggendaria, quando era solo una scommessa. L’opportunità nasce dall’intuizione del suo manager Willi Weber, capace di convincere Eddie Jordan a puntare su quel ragazzo con poca esperienza e molta velocità. Le immagini mostrano uno Schumacher che spinge la vettura al limite, al punto da mettere i nervi del patron della scuderia a dura prova, terrorizzato all’idea di ritrovarsi con una macchina distrutta e un conto salatissimo.
C’è un altro filo che corre nel trailer, più sottile ma altrettanto affascinante. Il rapporto con Ayrton Senna. Non viene raccontato con le parole, ma con i silenzi e con gli sguardi: il fuoriclasse brasiliano sembra intuire immediatamente chi ha davanti, tanto da scegliere di non rispondere alle domande dei giornalisti sul giovane tedesco. Come se parlarne ad alta voce fosse già troppo.
Ma la storia più interessante, forse, non è quella davanti alla camera: è quella che sta alla base del progetto, nato da zero.
“The Kaiser” è prodotto da Grey Universe, casa indipendente che ha affidato gli effetti visivi ai Dexter Studios. Non si tratta di una grande produzione hollywoodiana con budget illimitati. È un progetto piccolo, con una missione precisa e già dichiarata: il cortometraggio è pensato esplicitamente come pilota, uno strumento per raccogliere i fondi necessari alla realizzazione di un film completo. In pratica, prima convinci chi ha i soldi che la storia vale la pena di essere raccontata, poi la racconti davvero. Un approccio che richiede coraggio, perché significa mettere tutto sul tavolo con un prodotto incompleto e scommettere che sia abbastanza.
Una direzione che li distingue nettamente dall’altro grande progetto sviluppato intorno al tedesco in uscita quest’anno, il documentario Netflix “Schumacher 94”. Lì ci sono materiali d’archivio, le testimonianze, la ricostruzione storica. Qui c’è la narrazione, la ricostruzione, la scommessa di avvicinarsi a Schumacher attraverso l’interpretazione invece che attraverso i documenti. Un approccio più rischioso e per questo ancor più interessante.
Resta da capire se il mercato del cinema avrà spazio per entrambi. In tal senso, il trailer sembra parlare chiaro in termini di direzione intrapresa, concentrandosi, appunto, sul percorso che ha reso poi leggenda Schumi, partendo proprio dagli anni in cui il tedesco era uno dei tanti sconosciuti che si avvicinavano alla F1. Un pilota disposto a rischiare per vincere, lo stesso che fa chi sta producendo il progetto. “The Kaiser” vuole raccontare quei momenti, quei rischi, quegli inizi. E chissà che, poi, non possa andare avanti come auspicato e con un stile totalmente differente da tutto il resto.