A Spa, Charles Leclerc ci arriva carico e sorridente. Non solo perché a Silverstone, l’ultima gara corsa, si è ripreso la vittoria con un GP da paura, ma soprattutto per un feeling con la sua Ferrari che finalmente sembra essere stato ritrovato dopo tantissime fatiche. Tra errori e poca fiducia con la SF-26, infatti, era dal Canada che Charles non riusciva ad essere incisivo, rincorrendo costantemente una soluzione che tardava ad arrivare.
In Inghilterra però è cambiato tutto, complice una modifica piuttosto specifica che giustamente non menziona, e quasi d’incanto è tornato a correre veloce, lasciandosi alle spalle un periodaccio. C’è chi addirittura l’ha definito il più complicato della sua carriera da quando è arrivato in Ferrari, per carenza di risultati e stato d’animo.
Arrivati in Belgio gli viene chiesto, ma lui né conferma né smentisce: “Se sia stato il più difficile in assoluto non lo so; non ho fatto questo paragone e non ho neanche voglia di sprecare energie in questo, però sicuramente è stato un periodo complicato, in cui il feeling con la macchina non c’era e si è aggiunta anche un po’ di sfortuna in alcune piste e gare. Quando le due cose si sommano fa più male”, racconta in un’intervista concessa a Sky Sport F1.
L’unica cosa che sa è che non si è mai dato per vinto, nonostante ogni fatica: “È stata dura, ma allo stesso tempo non ho mai smesso di lavorare e di credere che, una volta ritrovato il feeling, i risultati sarebbero arrivati. Ho continuato a lavorare a testa bassa. Nella mia testa non c’era tutto il panico di cui si parlava in giro: io sono abbastanza tranquillo, anche se ho più voglia di far bene di chiunque altro. La motivazione c’è, ma bisogna reagire. Il fatto di aver ritrovato il feeling proprio in un weekend in cui c’era l'opportunità di vincere è stato bellissimo”.
Quella vittoria l’ha festeggiata quasi come fosse la prima, tra urla liberatorie e abbracci col suo team. In F1, però, il tempo scorre veloce ed è già ora di pensare alla prossima gara, senza nascondersi: “Sono molto contento, ma come ho detto è solo un primo passo: una vittoria fa bene, ma due fanno ancora meglio. Adesso dobbiamo confermare questo feeling, ma sono fiducioso di aver fatto un passo avanti”.
Col passo in avanti fatto, e complici i problemi della Mercedes patiti anche a Silverstone, la classifica mondiale si è accorciata. I punti che lo separano da Antonelli sono ancora tanti, 71, ma in questa F1 non è mai detta l’ultima e adesso, seppur timidamente, sembra crederci anche Charles: “Il campionato è ancora molto lungo. Spero che arriveremo all’ultima gara a lottare con Kimi per il titolo, ma prima dobbiamo dimostrare che il feeling ritrovato c’è su più piste e non solo a Silverstone. Sono fiducioso che sarà così, ma per ora non sto ancora pensando al campionato”.
Su Kimi, però, il discorso continua: “È un bravissimo ragazzo. Mi ricorda un po’ tutti noi all'inizio. Sembra che parli da vecchio adesso, ma mi ricorda i miei primi anni in F1: hai quell’autenticità e scopri questo mondo per la prima volta ed è bellissimo. Si vede negli occhi di Kimi quanto sia felice di essere qui e sono davvero contento per lui. Quindi sì, se non dovesse vincere la Ferrari, una vittoria di Kimi sarebbe una bellissima storia”.
Ma chi è l’avversario contro cui Charles Leclerc vorrebbe trovarsi a battagliare all’ultimo giro di una gara? La risposta, per certi versi, è risaputa: “Chiunque. Onestamente, mi piace molto duellare con Max perché so che lui non molla mai e io nemmeno, poi si vede cosa succede. È questo il bello delle corse, è ciò che mi piace e che mi fa emozionare quando scendo dalla macchina. Con Max è bello proprio perché sai che nessuno dei due si tirerà indietro”.
Dell’olandese Leclerc ha grandissima stima, così come anche viceversa. E pensare che, da piccoli, quando si sfidavano tra un kartodromo e l’altro, si odiavano: “Il nostro rapporto è cambiato molto: siamo cresciuti e siamo diventati più maturi. Le nostre vite sono cambiate radicalmente da quando abbiamo iniziato. Quando sei piccolo vivi tutto a mille e ti concentri solo su quello che succede in pista: all’epoca ero convinto che lui fosse una brutta persona e lui pensava lo stesso di me! Crescendo capisci che le persone fuori dalla pista sono diverse, quindi il rapporto è migliorato”.
Per ora sono solo avversari in pista, ma in futuro a Leclerc non dispiacerebbe lottarci con la stessa macchina: “È un pilota eccezionale che ha vinto quattro mondiali, ma per mia fortuna ho sempre avuto compagni di squadra fortissimi: Lewis, Seb, Carlos. Quindi non mi fa paura. E se un giorno dovesse capitare sarebbe anche una bella storia: abbiamo iniziato insieme nel 2010 sui kart e abbiamo fatto tutta la trafila insieme, quindi perché no?”.
Lascia la porta aperta, prima che ogni ragionamento ritorni sul presente. Davanti a sé c’è una stagione ancor tutta da scrivere e, nonostante un distacco per ora pesante, il monegasco rimane fiducioso, soprattutto guardando al lavoro fatto da Ferrari: “La Mercedes ha tanta performance, ma qualche problema in più di affidabilità e noi dobbiamo farci trovare pronti. Non ho mai visto il team spingere così tanto sul fronte del design e della produzione come adesso. Stiamo dando il massimo e questo mi dà molta fiducia per le prossime gare”.