“Non lo so. Se si è fermata è per qualcosa che non è dipeso da me”. Pedro Acosta ha risposto così, nella sala stampa di Brno, a chi gli chiedeva se la sua KTM avesse di nuovo rotto il motore. Era già successo, tanto che la casa austriaca aveva anche abbassato i giri per evitare che la Rc16 lasciasse nuovamente a piedi i suoi piloti. Ma evidentemente non è bastato. Il fenomeno spagnolo, però, ha provato a difendere a oltranza, giocando la carta di chi ignora la verità delle cose e dimostrando, purtroppo per lui, che il suo talento da bugiardo è inversamente proporzionale a quello – sconfinato – che ha come pilota. In KTM hanno un problema e ormai diventa pure difficile fare finta di niente. Sì, su MOW ne avevamo già parlato, ma adesso è anche la pista a confermare tutto, soprattutto dopo che il giovane pilota di Mazzaron s’è ritrovato fermo quando ormai mancava pochissimo alla bandiera a scacchi e a un risultato di tutto rispetto. Che gli avrebbe fatto pure un gran comodo per restare agganciato ai primi in classifica generale.
“È successa la stessa cosa di venerdì – ha detto Acosta – Ma è qualcosa che non dipende da me. Io avevo bisogno di fare una buona partenza, avevo bisogno di fare dei buoni giri all'inizio. L'ho fatto, poi la pressione della gomma anteriore è calata, quindi ho lasciato passare Diggia che comunque aveva un passo migliore del mio. Avrei potuto chiudere quinto, perché stavo bene e avevo anche risolto il problema della pressione gomme, ma la gara è durata un giro di troppo".
Il 37 prova a sviare il discorso, a raccontare della sua gara e a non soffermarsi troppo sul problema avuto. Ma in sala stampa c’è chi insiste, chiedendogli se si è arrabbiato o si arrabbierà con i suoi. “No – risponde secco Acosta (ma anche qui c’è l’odore della bugia) – C’è poco da arrabbiarsi. Ora devono mandare tutto in Austria e capire cosa sta succedendo, perché non è la prima volta che accade. Ripeto: sono cose che non dipendono da me, non posso controllarle. È comunque un miracolo che siamo stati tra i primi cinque in un weekend che sembrava difficilissimo per noi".
Il timore diffuso, nel paddock e non solo, è che KTM possa dover limitare ulteriormente i giri motore. Ma Pedro Acosta insiste nel dire di non essere preoccupato per questo. “Non vince sempre la moto più potente – dice ancora – Ora andremo in Olanda e lì, ad esempio, la questione della potenza mi preoccupa di meno, di sicuro in KTM sanno cosa devono fare per evitare che accada di nuovo. Io? Cercherò di dare il cento per cento con quello che mi daranno”. Un modo per spiegare che, alla fine, a lui interessa essere a posto con la coscienza e sapere di non aver mai tirato i remi in barca. E c’è da dire che questo KTM glielo riconosce, visto che oggi, nonostante il prossimo anno sarà un pilota Ducati, gli permetteranno di provare la RC16 dell’anno prossimo, quella con il motore da 850cc.
Intanto, sul fronte delle parole dette e dei pensieri realmente fatti, Pedro Acosta se l’è giocata così quando gli chiedevano di commentare il gesto costato la squalifica a Marco Bezzecchi: “Non ho un'opinione precisa sulla situazione di Bezzecchi, ma probabilmente è la penalità più pesante mai vista in MotoGP. Esempio per i giovanissimi? Ok, ma i giovanissimi dovrebbero avere gli adulti a educarli. Marc Marquez? Non è una sorpresa. Penso che ce lo aspettassimo tutti. Un ragazzo che ha vinto nove titoli non li ha vinti per caso: puoi vincerne uno per caso, magri due, ma non certo nove".