image/svg+xml
  • Attualità
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca Nera
  • Lifestyle
    • Car
    • Motorcycle
    • Girls
    • Orologi
    • Turismo
    • Social
    • Food
  • Sport
    • MotoGp
    • Tennis
    • Formula 1
    • Calcio
  • Culture
    • Libri
    • Cinema
    • Documentari
    • Fotografia
    • Musica
    • Netflix
    • Serie tv
    • Televisione
  • Cover Story
  • Attualità
    • Attualità
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca Nera
  • Lifestyle
    • Lifestyle
    • Car
    • Motorcycle
    • girls
    • Orologi
    • Turismo
    • social
    • Food
  • Sport
    • Sport
    • motogp
    • tennis
    • Formula 1
    • calcio
  • Culture
    • Culture
    • Libri
    • Cinema
    • Documentari
    • Fotografia
    • Musica
    • Netflix
    • Serie tv
    • Televisione
  • Cover Story
  • Topic
Moto.it
Automoto.it
  • Chi siamo
  • Privacy

©2026 CRM S.r.l. P.Iva 11921100159

  1. Home
  2. Sport

6 agosto 2022

Quelli come Andrea Dovizioso li si piange sempre quando è troppo tardi

  • di Tommaso Maresca

6 agosto 2022

Il ritiro di Andrea Dovizioso, che solamente due stagioni fa era in lotta per il mondiale, non può passare inosservato. La MotoGP è cambiata, lui è rimasto coerente. Tra gioie, addii amari e una vena di malinconia
Quelli come Andrea Dovizioso li si piange sempre quando è troppo tardi

Sì, era chiaro e inevitabile che alla fine di questa stagione Andrea Dovizioso si sarebbe ritirato. Eravamo preparati, lui stesso qualche settimana fa l’aveva dichiarato senza fronzoli: “Questa sarà la mia ultima stagione in MotoGP, non c’è alcun motivo che mi spinga a continuare”. Poi, alla vigilia di Silverstone, il Dovi ha comunicato che non finirà nemmeno la stagione, che calerà il sipario a Misano, tra amici e fan. È una scelta ponderata, ragionata, razionale, comprensibile, come sempre – d’altra parte – quando si parla di Andrea. Prolungare l’agonia di questo 2022 non aveva alcun senso, meglio scendere dalla sella nella sua Romagna, sull’asfalto del circuito intitolato a Marco Simoncelli, tra il calore della gente. Eppure c’è un fastidio in sottofondo che fatica a sopirsi. Un qualcosa che resta e punge, come deglutire quando si ha il mal di gola. Mandare giù, sperare di non sentire dolore e, puntualmente, accorgersi che stare bene è ancora un ricordo, o una speranza.

Andrea Dovizioso si mostra sereno, ma nei suoi occhi quella traccia di una nostalgia lontana, di un passato non del tutto compiuto, permane. Il Dovi non meritava di chiudere con Ducati da separato in casa, di remare nelle sabbie mobili della MotoGP con una Yamaha clienti. È complicato capire se quella nota opaca nel suo sguardo si riferisca al mancato accordo con Aprilia, al titolo mondiale sfumato quando era in grado di battere Marquez, o al desiderio che la sua famiglia restasse unita ai tempi in cui lui aveva nove anni e la sua vita cambiò. O tutte queste cose, e magari molte altre, insieme. Il fatto è che un velo di rimpianto il Dovi ce l’ha e lo trasmette, nonostante – timido e intelligente com’è – faccia di tutto per nasconderlo. Perché quando un pilota si ritira, spesso, si è portati a dimenticare i rimpianti e a ricordare solo la metà luminosa degli eventi, ma Andrea ci ha insegnato la bellezza del realismo, della profondità, delle ombre che si celano tra le sfumature di un ragionamento.

Visualizza questo post su Instagram

Un post condiviso da Sky Sport MotoGP (@skysportmotogp)

“Sicuramente Dovi non deve avere rimpianti, ha beccato un’era della MotoGP difficile e scomoda. Secondo me lui è sempre stato caratterizzato dal fatto di non voler mai giocare come se fosse un personaggio, è sempre stato fuori dalle luci della ribalta. Ma l’ho apprezzato molto per questo. Penso che piloti come lui debbano essere più riconosciuti, perché è andato forte, ha fatto veramente paura” – ha ricordato Luca Marini, che nella maniera analitica di porsi assomiglia molto ad Andrea. E ha ragione. Dovizioso è l’italiano più vincente nella massima categoria dopo Agostini e Rossi. Ha duellato per la vittoria in sei occasioni contro Marc Marquez, battendolo cinque volte. Dovi è stato l’unico rivale del Cabroncito che è riuscito ad avere sistematicamente la meglio su di lui, talmente umile da ammettere che se avesse portato la sfida sul piano dell’aggressività non ci sarebbe stata storia. Andrea spostava la partita sull’astuzia, spremendo le meningi di quel cavallo bianco che è disegnato su metà del suo casco, e vinceva, contro il miglior Marquez, alla Dovizioso.

Andrea ha vinto due volte in Italia, una al Mugello e una a Misano. Sul podio non c’era Valentino, eppure l’intera marea gialla, in entrambe le occasioni, invase la pista gridando il nome del Dovi. “Io ho una caratteristica un po' particolare: guardo sempre avanti. Che da una parte è una qualità ma adesso, dopo qualche anno, ti rendi conto che sarebbe stato meglio godersi certe situazioni, piuttosto che pensare alle successive”, raccontava Andrea rivolgendosi al passato. Eccolo quel nodo alla gola. In tutte le storie belle c’è un pizzico di malinconia.

Visualizza questo post su Instagram

Un post condiviso da Andrea Dovizioso (@andreadovizioso)

More

Andrea Dovizioso e il ritiro dalla MotoGP: “Basta con questo buonismo, ormai i piloti sono bugiardi”

di Cosimo Curatola Cosimo Curatola

MotoGP

Andrea Dovizioso e il ritiro dalla MotoGP: “Basta con questo buonismo, ormai i piloti sono bugiardi”

Siamo tutti Andrea Dovizioso

di Emanuele Pieroni Emanuele Pieroni
Siamo tutti Andrea Dovizioso

Nel tempio di Valentino Rossi e sul nome di Marco Simoncelli: Andrea Dovizioso scende a Misano

di Emanuele Pieroni Emanuele Pieroni

MotoGP

Nel tempio di Valentino Rossi e sul nome di Marco Simoncelli: Andrea Dovizioso scende a Misano

Tag

  • GP della Riviera di Rimini
  • GP di Misano
  • Aprilia
  • Ducati
  • Yamaha
  • Andrea Dovizioso
  • MotoGP

Top Stories

  • Sinner, le mani sul volante (e su Madrid), ma Paolo Bertolucci ha una domanda: "Quanto è stanco di testa?". E su Rafa Jodar: "Non è uno di quei giovinotti arroganti"

    di Michele Larosa

    Sinner, le mani sul volante (e su Madrid), ma Paolo Bertolucci ha una domanda: "Quanto è stanco di testa?". E su Rafa Jodar: "Non è uno di quei giovinotti arroganti"
  • Alla fine è successo: Andrea Iannone tornerà nel paddock della MotoGP dal Mugello (con tanto di valigie) per la Harley-Davidson Bagger World Cup

    di Cosimo Curatola

    Alla fine è successo: Andrea Iannone tornerà nel paddock della MotoGP dal Mugello (con tanto di valigie) per la Harley-Davidson Bagger World Cup
  • Grip Moto risponde al nostro articolo sul video di Luca Salvadori: “Non vi è stato alcun illecito”. Certo, però…

    di Cosimo Curatola

    Grip Moto risponde al nostro articolo sul video di Luca Salvadori: “Non vi è stato alcun illecito”. Certo, però…
  • Prima Norris, adesso Antonelli: qualcuno dica al presidente della FIA di tenere a posto le mani. Caro Ben Sulayem, ma che problemi hai coi piloti?

    di Luca Vaccaro

    Prima Norris, adesso Antonelli: qualcuno dica al presidente della FIA di tenere a posto le mani. Caro Ben Sulayem, ma che problemi hai coi piloti?
  • Adriano Panatta: “Per battere Sinner a Roma serve un'indigestione di supplì. Alcaraz come me, ha barattato qualche sconfitta con la libertà. E fra i due...”

    di Michele Larosa

    Adriano Panatta: “Per battere Sinner a Roma serve un'indigestione di supplì. Alcaraz come me, ha barattato qualche sconfitta con la libertà. E fra i due...”
  • Attenzione, guai (grossi) in vista per Red Bull? Ecco cosa rischia dopo l’attacco di McLaren e l’investigazione della FIA, che fermerebbe anche…Mercedes

    di Luca Vaccaro

    Attenzione, guai (grossi) in vista per Red Bull? Ecco cosa rischia dopo l’attacco di McLaren e l’investigazione della FIA, che fermerebbe anche…Mercedes

di Tommaso Maresca

Se sei arrivato fin qui
seguici su

  • Facebook
  • Twitter
  • Instagram
  • Newsletter
  • Instagram
  • Se hai critiche suggerimenti lamentele da fare scrivi al direttore [email protected]

Next

“Max Verstappen non è normale”: la sentenza di Jacques Villeneuve

di Andrea Gussoni

“Max Verstappen non è normale”: la sentenza di Jacques Villeneuve
Next Next

“Max Verstappen non è normale”: la sentenza di Jacques Villeneuve

  • Attualità
  • Lifestyle
  • Formula 1
  • MotoGP
  • Sport
  • Culture
  • Tech
  • Fashion

©2026 CRM S.r.l. P.Iva 11921100159 - Reg. Trib. di Milano n.89 in data 20/04/2021

  • Chi siamo
  • Privacy