La Red Bull si sta sgretolando come un castello di sabbia. Prima l’addio Rob Marshall, oggi direttore tecnico e figura centrale dietro i successi di McLaren, poi quelli di Jonathan Wheatley, vicino all’Aston Martin dopo la parentesi Audi, Chris Horner ed Helmut Marko, adesso l’annuncio di Gianpiero Lambiase in McLaren a partire dal 2028. Tutti i volti più autorevoli della squadra hanno deciso di salutare Milton Keynes. E ora, l’attenzione si è spostata su Max Verstappen. La domanda, specie dopo l’addio del suo ingegnere di pista, è una sola: cosa farà l’olandese? Questa F1 non gli piace, in pista la Red Bull va male e, in più, la figura a lui più vicina nel team andrà via.
Gli ingredienti per essere il prossimo a salutare ci sono tutti. E a sottolinearlo è stato anche un ex F1, Jolyon Palmer, sconosciuto al grande pubblico ma figura che conosce molto bene il paddock del circus: “La Red Bull non è competitiva e il percorso per tornare a esserlo non è certo dei più semplici se si considera tutto il personale che se n’è andato”, ha spiegato l’inglese, ex campione GP2, durante l’ultima puntata del podcast F1 Nation.
“Per me Lambiase è una figura fondamentale; in un certo senso fa da trait d’union tra il pilota e la squadra. Vedo questo come un altro motivo per cui Max non è felice. Semplicemente, per molti aspetti, non vedo come possa restare a lungo, non oltre la fine di quest’anno, a meno che [in Red Bull] non abbiano un piano concreto e mostrino segni evidenti di progressi”.
Per spiegare quanto sta succedendo, specie dal punto di vista di Max, l’ex F1 utilizza una metafora: “L’intera casa è cambiata: l’edificio è lo stesso, ma tutti gli arredi sono spariti. Si presenta ancora al lavoro ma saluta persone diverse in tutte aree. Non solo: non sta lottando per il titolo e non ama guidare queste auto. Mi sembra che sia inevitabile [che se ne vada]”.
Una situazione che, per Palmer, è all’estremo opposto rispetto a quanto fatto negli ultimi anni: “Gli altri devono vedere quanto sta succedendo come il crollo di un impero. Questa è una grande scuderia con tutti i successi che ha ottenuto, la spietatezza con cui ha inseguito quei successi, il modo in cui è riuscita a sfruttare al massimo il proprio potenziale in tutti gli aspetti. Ora, però, se ne stanno andando tutti. Stiamo parlando di Lambiase, ma è solo la punta dell’iceberg. Se si considerano tutte le persone che se ne sono andate, è stato un periodo difficile per la Red Bull. Mi chiedevo se la situazione si sarebbe stabilizzata un po’ con Mekies al timone e se le ripercussioni dell’addio di Christian Horner si sarebbero placate, ma quando si vedono tanti altri grandi nomi andarsene probabilmente significa che non è così allettante per le persone unirsi a loro”.
Insomma, una rivoluzione negativa che non favorisce la permanenza di Max. Oltre all’inglese, in molti iniziano a immaginarlo lontano dal team, ma non necessariamente per un ritiro o una pausa dalla F1. Con l’arrivo di Lambiase in McLaren, l’ipotesi Woking prende quota e diventa una delle più concrete.
A rafforzare questa idea è anche Erik van Haren, da sempre vicino all’entourage di Verstappen:“Zak Brown è molto affascinato da Max e tra i due c’è rispetto. Con Lambiase a bordo avranno un asso nella manica in più”, ha dichiarato in un video pubblicato sul sito del De Telegraaf.
Ma McLaren non sarebbe l’unica opzione: “Anche Mercedes e Ferrari terranno sicuramente d’occhio la situazione”. Il futuro, quindi, è ancora tutto da scrivere e chissà che non possa colorarsi, a sorpresa, di rosso.